GLI ITALIANI DI SEMPRE
Mentre si spengono pian pianino i “peana” di vittoria per i risultati elettorali del centrosinistra, nel ballottaggio delle ultime amministrative e, come appartenente a quest’area ideologica, potrei cautamente rallegrarmene, mi vado interrogando ancora una volta sul perché questa mia allegrezza, non ha trovato, anche stavolta, un’eco profonda e sincera nella mia coscienza di cittadino.
Misera allegrezza scorgere la destra, che già sentiva i suoi glutei sprofondare sulle poltrone più ardue dello Stato, alle prossime politiche, perdere la sua proterva aggressività e interrogarsi sulle scelte sbagliate e invocare l’aiuto dall’Alto, per ricostruire la perduta unità.
Misera allegrezza vedere anche certa sinistra sottoporre ad un rabbioso tiro al bersaglio il Prof. Conte, politico non “di carriera”, cane foresto in masseria, intruso e reo di non essere stato eletto da nessuno (considerato che gli eletti sono stati sempre tutti sicura garanzia di onestà!!)
Meglio avrebbero agito questi politici, se si fossero fatti uno scrupoloso esame di coscienza, per scoprire quali furono le profonde ragioni, che diedero origine a questo Movimento.
Bene ha fatto chi ha smascherato la natura fascista di certa riconoscibile destra nostrana, che, oltre tutto, si è dissociata da chi avrebbe voluto sciogliere “Forza nuova”, vera anima nera dell’assalto del 9 ottobre ’21 alla C.G.I.L.
Ma, se è vero che non si può dar torto all’antifascismo, è altrettanto vero che l’Europa ha cultura ed energie sufficienti per respingerlo dovunque.
La mia coscienza di cittadino, da quando avevo 10 anni ed ero inevitabilmente Balilla Moschettiere, ha chiuso i conti col Fascismo (1943) e, da parecchio tempo, non temo i fascisti, temo piuttosto gli Italiani, quale che sia il loro colore politico.
Temo innanzitutto i legiferanti e le loro leggi, che dovrebbero essere a misura degli interessi della collettività e talvolta privilegiano solo determinati gruppi di potere: perfino gli interessi privati d’un sol uomo.
Temo la loro sete di voti: sull’altare dei loro interessi elettorali essi sacrificano tutto, anche le leggi più giuste e più equanimi, che dovrebbero sentire il dovere di emanare. Temo la loro disonestà, le loro collusioni con la mafia.
I cittadini italiani, sotto questi esempi illustri, hanno, da tempo, messo a bando gli ideali; hanno smarrito il senso ed il valore delle leggi, che hanno eluso con continue furberie-
Mentre aspirano genericamente ad una società più giusta, sono perdutamente innamorati della ricchezza e del più alto stato sociale, che è l’esatta negazione di ciò che desiderano.
Vogliono Scuole, Ospedali, Trasporti, Strutture sportive ad altezza d’Europa e, seguendo altissimi esempi luminosi, sono i più esperti evasori fiscali.
Non hanno il minimo senso del sociale, della solidarietà, della fratellanza.
S’ignorano reciprocamente, abitando sullo stesso pianerottolo.
Il loro esasperato individualismo non sarà mai in grado di formare una società.
Il filo-americanismo che sfoggiano anche nell’uso dilagante della lingua, li porta ad imitare quella civiltà negli aspetti più piacevoli e ad ignorarla, quando costa carcere e fatica.
Queste ed altre considerazioni, che lacerano la mia, come, credo, altre coscienze, mi fanno sbollire questa allegrezza elettorale, dinanzi agli innumerevoli e gravi problemi, che, con questi mezzi umani, dovremo a breve affrontare a tutti i livelli.
Vadano al diavolo i partiti, rifondiamo una volta per tutte le coscienze, partendo da una rinnovata, moderna, coscienziosa Scuola.
Scipione Navach
Scrittore Monopolitano, vive ad Alberobello.
Docente di Lettere
Già Dirigente scolastico








Seppure con notevole ritardo, ringrazio la rivista Tre Rose di Monopoli ed il caro Prof. Stefano Carbonara, dalla limpida coscienza democratica e dal vigile impegno politico e d’amore per la sua e la mia città. Lo ringrazio soprattutto perché, come me, ripone ancora un’immensa fiducia nella Scuola, come maestra e guida delle coscienze e palestra di una libertà non condizionata dalle opportunità politiche.