LA RIAPERTURA DELLE SCUOLE, LA VARIANTE OMICRON ED ALTRI INCROCI PERICOLOSI. ALCUNE RIFLESSIONI DI UN GENITORE PUGLIESE E PERPLESSO….
Non ho mai sperato che l’ammucchiata di “forze” politiche attualmente al governo del Paese potesse lontanamente somigliare ad un “governo dei migliori”, come pure qualcuno ha tentato di raccontare.
Malgrado la premessa, trovo quasi grottesco quanto sta accadendo in questi ultimi giorni, caratterizzati dalla rapidissima escalation dei contagi da Covid. Sembra oramai abbastanza chiaro che l’altezza di questa quarta ondata sia tale da travolgere qualsiasi argine finora approntato, in termine di aumento del numero dei positivi.
Fortunatamente, la campagna vaccinale è stata efficace e protegge dalla malattia grave: questa è la buona notizia. Anzi: questa è la migliore notizia possibile. Temo però che sia anche l’unica, perché per il resto occorre riconoscere che l’Italia è lanciata esattamente sugli stessi numeri degli altri paesi europei, dove già da settimane si registrano ogni giorno centinaia di migliaia di nuovi positivi.
In una circostanza come questa, appare surreale la sordità del Governo agli allarmi lanciati da più parti (governatori di Regione, autorevoli medici, presidi, statistici, famiglie) circa la certezza di un’ulteriore, potente impennata del numero dei contagiati a seguito dell’ormai imminente riapertura delle scuole dopo le festività di fine anno.
Davvero non si spiega come si possa rimanere arroccati su posizioni così rigide, malgrado l’evidenza dei fatti. Non dovrebbero servire al Ministro Bianchi dei sofisticati algoritmi per comprendere a che disastro si stia andando incontro, riaprendo per tutti prima che: A – il picco epidemico sia scollinato B – che la campagna vaccinale per i più piccoli sia stata completata C – che gli over 12 abbiano ricevuto la dose booster. Senza, peraltro, che vi sia stata possibilità di risolvere l’atavico problema del trasporto degli studenti e della promiscuità ad esso legata. Con una variante, Omicron, che contagia e si diffonde in modo 10 volte più veloce delle precedenti!
La mancanza di elasticità nell’affrontare questa situazione (basterebbero in fondo anche 2/3 settimane di didattica digitale per prendere il necessario respiro) sembra stia sconfinando nell’ostinazione ideologica. La stessa che peraltro caratterizzò la precedente responsabile del dicastero, che finì travolta dalle rotelle dei banchi fatti acquistare per fronteggiare la pandemia.
La didattica a distanza deve restare una soluzione emergenziale, perchè il primato della didattica in presenza è indiscutibile. Ma il tema adesso è decisamente un altro: è che si sta rischiando una Caporetto, dopo aver cavalcato per mesi la narrazione di un’Italia che stava cambiando in meglio, magari assimilando i successi sportivi dei nostri strepitosi atleti alla riscossa dell’intero sistema Paese.
In questo incomprensibile tergiversare, mi sembra di scorgere solo una cosa: che l’attenzione della politica sia purtroppo al momento spostata sulla partita del Quirinale, che vede protagonista l’attuale Presidente del Consiglio. Difficile spiegare in altro modo lo stallo su un problema esplosivo come quello della scuola o l’assenza di una conferenza stampa dello stesso Mario Draghi quando, giorni fa, si è decisa la misura (non lieve) dell’adozione dell’obbligo vaccinale per gli over 50.
La scadenza dell’elezione del Presidente della Repubblica, in considerazione dell’attuale scenario, rischia di provocare un vero e proprio cortocircuito istituzionale. Viviamo una situazione del tutto anomala, poiché l’attuale Capo del Governo sembra avere la (del tutto legittima) ambizione di diventare il nuovo Presidente della Repubblica per 7 anni, carica alla quale sembrava del resto destinato già prima di accettare l’incarico affidatogli nel febbraio 2021 da Sergio Mattarella. Il fatto è che non regge l’ipotesi che quella maggioranza anomala che ora appoggia il suo Governo possa sopravvivergli e questo sta creando e creerà fibrillazioni, incertezze, tatticismi nelle prossime, delicatissime settimane.
Nelle quali occorreranno invece decisioni forti e rapide, perché il virus di queste scadenze istituzionali si fa beffa, essendo molto più forte della politica. Al punto che potrebbe addirittura arrivare a condizionare l’esito di questo delicato passaggio elettorale.
Non credo resti molto da aggiungere, a chi è distante anni luce da questi scenari. Se non che a noi genitori di provincia, che lo scorso anno in Puglia abbiamo visto le classi dei nostri figli in didattica “mista” (presenza/distanza) fino a fine aprile – quando il numero dei contagi giornalieri era il 5% di quelli attuali! – , restano al momento solo stupore e perplessità. Tante, e tutte pienamente giustificate.








