«Giuseppe è l’opposto di Erode: prima di tutto è ‘un uomo giusto’; inoltre si dimostra coraggioso nell’eseguire l’ordine dell’Angelo».
Il Papa recita una nuova preghiera per chiedere la sua protezione su «coloro che fuggono a causa della guerra, dell’odio, della fame», perché «li sostenga» e «possano trovare accoglienza e solidarietà». E poi: «Vediamo in Gesù ognuno dei migranti di oggi»: una preghiera in più per «coloro che fuggono».
«Erode e Giuseppe sono due personaggi opposti, che rispecchiano le due facce dell’umanità di sempre», ha osservato il Pontefice. «È un luogo comune sbagliato considerare il coraggio come virtù esclusiva dell’eroe. In realtà, il vivere quotidiano di ogni persona richiede coraggio per affrontare le difficoltà di ogni giorno».
Il Papa ha ribadito che «in tutti i tempi e in tutte le culture troviamo uomini e donne coraggiosi, che per essere coerenti con il proprio credo hanno superato ogni genere di difficoltà, sopportando ingiustizie, condanne e persino la morte».
«Il coraggio è sinonimo di fortezza, che insieme alla giustizia, alla prudenza e alla temperanza fa parte del gruppo delle virtù umane, dette ‘cardinali’».
«Pensiamo a tutti i perseguitati», ha aggiunto, «a quanti sono vittima di circostanze avverse, siano politiche, storiche o personali. Pensiamo a tanta gente vittima delle guerre che vuole fuggire dalla sua patria e non può; pensiamo ai migranti che incominciano quella strada per essere liberi e tanti finiscono nel mare». «È una realtà, questa della migrazione di oggi, davanti alla quale non possiamo chiudere gli occhi. È uno scandalo sociale dell’umanità».
Infine, rivolge una intenzione di preghiera valida per tutti i fedeli del mondo: «Preghiamo che l’anno prossimo sia felice per noi e per tutti gli uomini, che cessi la pandemia e possiamo godere della pace nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nelle società e nel mondo».
Antonio Losito