Tutto è cambiato da quel giorno.
Da quel 24 febbraio in cui Putin ha attaccato l’Ucraina, senza dichiarazione di guerra.
Per imporre un nuovo ordine mondiale, politico, sociale ed economico.

Ogni aspetto della vita quotidiana ha subito mutamenti. Anche la grande politica non è più la stessa.
La vita dei cittadini italiani, europei e mondiali è diversa. Sia nei pensieri che nelle emozioni.
I carri armati russi hanno modificato la storia.
Un terremoto immediato, che, nel futuro, avrà conseguenze enormi.
Vladimir Putin era considerato un politico accorto? Uno stratega raffinato? Forse. Un genio? Anche. Adesso uomo isolato.
Detestato da tutti.
Ha commesso il più grande errore della sua vita.
Non ha tenuto in debito conto gli ucraini tutti e poi l’intero Occidente. Sottovalutandoli.
Era corteggiato. È diventato un dittatore vecchio stampo. Pericoloso e disperatamente messo da parte.
Prima era un presidente rispettato. Nel nostro immaginario collettivo, invece, quello americano sembrava fosse un giocatore da strapazzo, che di solito sventolava la valigetta nucleare. Nella realtà, adesso, ha lasciato il posto al premier russo, che aveva titoli e parità internazionale di comprimario.
Messo al bando politicamente, finanziariamente ed economicamente.
Fino a pochi giorni fa era colui che doveva far ritornare grande la Russia, che non potrà più essere considerata tale fino a quando sarà guidata da un regime alle prese con le armi e privo di diplomazia.
La democrazia russa con la repressione in atto si sfalderà. Sicuramente è destinata a indebolirsi.
Uno scenario radicalmente cambiato. Ursula von der Leyen, Olaf Scholz, Emmanuel Macron, Mario Draghi e altri leader europei occidentali usano un linguaggio europeo all’altezza della situazione.
Oltre agli aiuti umanitari e logistici, si danno una scossa, inviano armi e soldi e aprono la porta alla costruzione di una difesa europea vera. Sempre all’interno di una Nato più larga.
Il governo italiano di Draghi a fianco del popolo ucraino.

Stamattina il nostro Presidente del Consiglio, nel suo intervento al Senato, non ha parlato solo di solidarietà umanitaria e di aiuti materiali al popolo ucraino, «al fianco di Zelensky, non ci voltiamo dall’altra parte».
Ha espresso «la nostra vicinanza» a tutti gli ucraini che vivono nel nostro Paese e a quelli che soffrono nella propri patria, subendo giorno e notte i soprusi dell’invasore russo.
L’unità dell’Occidente, che fino a un mese fa era considerata inesistente, adesso esce rafforzata di fronte a una aggressione inimmaginabile. Non solo la stretta bancaria, attraverso il metodo Swift, per congelare i conti correnti russi.
I Paesi dell’Est europeo, a cominciare dalla Polonia, dall’Ungheria e dai Paesi Baltici, hanno ritrovato un nuovo ruolo.
Mostra imbarazzo anche la Cina. Xi Jinping è stato preso in contropiede.
Al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non mette il veto, come ha fatto la Russia, e si astiene sulla risoluzione di condanna dell’aggressione all’Ucraina, compiendo un difficile equilibrio di bilanciamento.
Putin è isolato nel suo avventurismo. Pechino ha altri tempi, altri modi di fare e altre idee per conquistare l’Europa.
Mario Draghi ha concluso il suo intervento, citando Alcide De Gasperi:
«Non possiamo lasciare che in Europa si torni a un sistema dove i confini sono disegnati con la forza.
E dove la guerra è un modo accettabile per espandere la propria area di influenza.
Il rispetto della sovranità democratica è una condizione alla base di una pace duratura.
Ed è al cuore del popolo italiano che, come disse Alcide De Gasperi, è pronto ad associare la propria opera a quella di altri Paesi, “per costruire un mondo più giusto e più umano”. La lotta che appoggiamo oggi, i sacrifici che compiremo domani sono una difesa dei nostri principi e del nostro futuro».
Volodymyr Zelensky, il Presidente dell’Ucraina, in collegamento diretto con il Parlamento Europeo in seduta plenaria, ha affermato: «Stiamo combattendo per la libertà!»
ANTONIO LOSITO
Direttore Monopoli Tre Rose
LA GUERRA DI PUTIN CONTRO L’UCRAINA NON E’ SOLO GUERRA DI ARMI E DI DISTRUZIONI, MA ANCHE GUERRA TRA DEMOCRAZIA E DITTATURA, TRA POPOLI LIBERI E POPOLI INCATENATI.

Gli alleati di Putin, nuovo imperatore della Russia, sono la destra nazionalista di Trump (Putin è un genio), il dittatore siriano Assad, i capi talebani dell’Afghanistan, il dittatore nord coreano Kim Jong, il dittatore bielorusso Lukashenko, il dittatore turco Erdogan.
Ad aiutare l’Ucraina, governata da un presidente Zelensky eletto democraticamente con il 72,7 % dei consensi, sono i popoli liberi: tutti gli Stati dell’Europa finalmente uniti, la Gran Bretagna, i democratici USA di Biden.
Contro Putin gli amanti della Pace, compreso lo stesso popolo russo che ha il coraggio di criticarlo per la sua politica di guerra, subendo intimidazioni, repressioni e arresti.
Questa guerra è solamente ingiusta, non giustificata dalla storia del passato, che fa solo soffrire la gente, i bambini, le mamme, gli anziani, le famiglie in fuga dalle loro case e dalla loro patria.
Siamo per la libertà, la democrazia e la pace tra i Popoli.
Ma senza resa alla violenza !
STEFANO CARBONARA
Editore Monopoli Tre Rose







