Il ritorno dei Borboni nel Meridione d’Italia
Fra le decisioni sancite dall’atto finale del Congresso di Vienna il 9 giugno 1815 c’è il ripristino dei Borboni nel meridione d’Italia, denominato Regno delle Due Sicilie.

L’ordinamento del decennio francese, pur con alcune modifiche, viene sostanzialmente preservato durante la restaurazione borbonica.
La struttura amministrativa è organizzata sui soliti 4 livelli: province (22), distretti (76), circondari, comuni. In generale a capo di ogni struttura vi è un funzionario di nomina governativa, coadiuvato da un consiglio con compiti consultivi.
Come organo centrale del comune ritroviamo il decurionato, costituito da un numero ristretto di persone elette per sorteggio, bussolati, iscritti nella lista degli eligibili, sottoposta ad un rigoroso controllo dell’intendente. I cittadini eleggibili alla carica di decurione devono possedere requisiti di merito e di reddito, in linea con il clima generale della Restaurazione.
I decurioni, confermati nel numero di tre per ogni 1000 abitanti, devono avere una rendita annua non inferiore a 24 ducati. Si riuniscono almeno una volta al mese, con l’intervento del sindaco, del cancelliere comunale e del parroco, che torna a svolgere un ruolo istituzionale.
Il decurionato si rinnova per un quarto ogni anno. Capo dell’amministrazione comunale è il Sindaco, che dispone delle rendite comunali ed è responsabile dell’amministrazione di cui deve rendere ogni anno un conto morale.
La sua nomina è effettuata ogni tre anni dal re nei centri di prima classe, sulla base di una terna di nomi scelti dal Decurionato fuori dal proprio seno. Il sindaco è al tempo stesso ufficiale di stato civile e ufficiale di polizia, in quanto rappresentante del governo a livello locale.
Gli altri organi sono gli Eletti, normalmente in numero di due, il Cancelliere Archivario, corrispondente al segretario comunale, il Cassiere, incaricato dell’introito e dell’esito delle rendite comunali.
Il Primo Eletto svolge funzioni di pubblico ministero nei giudizi di competenza del giudice di circondario e, in maniera specifica, sovrintende alla polizia municipale e rurale, vigilando sulla corretta applicazione delle leggi e dei regolamenti, infliggendo multe ai trasgressori e curandone la riscossione.
Per la certificazione giuridica di tale attività, egli è tenuto a compilare e conservare presso la cancelleria comunale i registri delle sanzioni applicate.
Il Secondo Eletto ha funzioni di assistenza o di reggenza, in caso di assenza o impedimento del sindaco o del primo eletto.
Monopoli tra il 1816 e il 1828

Nel decreto del 1816 di Ferdinando IV di Borbone (Ferdinando I del Regno delle due Sicilie), Monopoli è ancora annoverata come capoluogo di circondario e con la stessa circoscrizione amministrativa del periodo francese.
Il comune, con una popolazione di 13.395 abitanti, è classificato tra quelli di prima classe, ossia con una popolazione pari o superiore ai 6.000 abitanti. In quanto capoluogo di circondario, è sede dell’ufficio del Giudice Regio e delle carceri circondariali.
Nel 1817, con relativo decreto reale,viene nominato sindaco Clemente Martinelli, nel 1818 Giovanni Carbonelli, nel 1820 Francesco Manfredi.
Il 30 settembre 1820 viene diramata la circolare sugli amministratori comunali, riguardante le cariche di Sindaco, 1° eletto, 2° eletto, Cassiere e Decurioni, che fissa in tre anni la durata dei Sindaci, primi e secondi eletti e in quattro anni quella dei Decurioni.

In seguito alle insurrezioni carbonare del 1820, guidate a Napoli dal generale Guglielmo Pepe, con decreto del Governo provvisorio del Regno delle Due Sicilie datato 25 aprile 1821, è istituita presso ogni comune una forza armata di origine esclusivamente locale, denominata guardia civica, sulla base dell’esempio francese.
Nel 1822 è nominato sindaco Giovanni Tommaso Affatati.
Decurioni ( poi chiamati consiglieri comunali) nel 1822.
Accinni Paolo, Acquaviva Marcello, Barnaba Paolo Michele, Fanizzi Nicola, Farnararo Francesco, Finamore Giovantommaso, Laghezza Francesco, Nistrio Carlo, Palasciano Settimio, Palmieri Francesco Paolo, Palmitessa Domenico, Riccio Antonio, Sanvito Cosmo, Turchiarulo Stanislao, Veneziani Marcantonio.
La pulizia delle strade è appaltata ad un tale Giannoccaro.
Le condizioni del bando firmato dal Primo Eletto Cesare Antonelli prevedono:
1) Nessuno individuo potrà fare deposito di immondizia dentro l’abitato, gli sarà permesso di farlo ad una distanza di un quarto di miglio dalla città nei punti: dietro ai giardini dei Padri Antoniani, dietro il Convento dei Cappuccini, dietro il convento dei Paolotti.
2) Il contravventore, oltre la perdita del letame che andrà all’appaltatore, sarà soggetto alle pene stabilite dagli statuti patrii a beneficio del Comune.
3) In caso di inosservanza degli obblighi contratti il Primo eletto potrà servirsi di vetture e uomini necessari, che verranno immediatamente pagati da Giannoccaro.
4) Nei giorni estivi l’appaltatore sarà nell’obbligo di scopare tutte le strade tutte le mattine nelle ore proprie, onde non impedire il cammino.

Nel 1825, con decreto del re Francesco I di Borbone, è nominato per la seconda volta sindaco Giovanni Carbonelli.
Decurioni nel 1825
Acquaviva Pietro, Affatati Giuseppe, Brunetti Francesco Paolo, Canaletti Felice, Capitaneo Nicola, Capitanio Giambattista, Carbonelli Giovanni, Ciaccia Donato, Dragone Michele, Dragone Nicola, Formica Donato Ghezzi, Tommaso Guida Nicola, Indelli Mario, Indiveri Giovanni, Laporta Francesco, Lentini Nicola, Longo Sante, Mageri Donatantonio, Manfredi Francesco, Manfredi Giovanni, Martinelli Vito Giuseppe, Marzolla Girolamo, Puteo Vitantonio, Romeo Pietro, Rota Michele, Sardano Mario, Sgobba L. Giovanni, Stanisci Raffaele.
STEFANO CARBONARA
dai suoi libri
Monopoli, Viaggio tra Cronaca e Storia. 2012
Monopoli 2020, Passato e Presente. 2020







