Due i provvedimenti significativi del 1880: viene istituita una Sezione dell’Ufficio di Stato Civile alla contrada Coreggia ed è approvato il regolamento del Monte dei pegni e dei prestiti Affatati, con firma del sindaco Raffaele Sanvito.

Nel 1882, durante il governo di Agostino Depretis viene approvata la nuova legge in materia elettorale, varata dalla sinistra parlamentare che dal 1876 ha sostituito nel governo nazionale la destra storica; si riconosce il diritto al voto a tutti i cittadini maschi maggiorenni che abbiano superato l’esame del corso scolastico obbligatorio oppure paghino un’ imposta annua di 19,80 lire.
Viene affidato a Francesco Antonio Palmieri il Servizio di Tesoriere della Esattoria Comunale. Si tengono le elezioni comunali.
1882
Consiglieri comunali Sanvito Nicola, Capitanio Pietro, Pugliese Luca, Bianchi Pietro, Meo Giovanni, Tedeschi Francesco, Meo Antonio, Capitanio Giambattista, Laghezza Marco, Farnarari Vincenzo, Acquaviva Giuseppe, D’Erchia Giovanni, Valenti Francesco, Pugliese Filippo, Affatati Tommaso, Manfridi Giovanni, Palmieri Saverio, Cacace Francesco, Piepoli Giacomo, Finamore Luigi, Demartino Michele, Manfridi Giuseppe, Bregante Bartolo, Rossani Giuseppe, Palmieri Marcello, Sanvito Raffaele, Stama Lonardo, Indelli Clemente.
Assessori Meo Giovanni, Capitanio Giambattista, Sanvito Nicola, Manfridi Giovanni, Ghezzi Gaspare, Tedeschi Francesco, Farnarari Vincenzo.
Nel giugno 1882 è eletto sindaco il barone Gaspare Ghezzi.
Si provvede al pagamento della vedetta per la lotta alla fillossera della vite, per scongiurare la diffusione della grave malattia parassitaria. Si procede anche ai lavori di sistemazione del basolato della via Peroscia e del Chiasso Bellantuono.
A sostituire il Ghezzi sono chiamati con l’incarico di sindaco facente funzione Marcello Cosimo Palmieri nel 1885, Giovanni D’Erchia nel 1886, Sante Martinelli nel 1887 e nel 1888, Attilio Sanvito nel 1888 e 1889.
Si apre la vertenza sulla Coreggia con il Comune di Alberobello, che rivendica
il territorio della contrada.
1888
Assessori Meo Antonio, Giamporcaro Gaetano, Capitanio Giambattista, Sanvito Attilio, Manfridi Giuseppe, Indelli Clemente.

Nel 1887 il Corpo delle Guardie Municipali è formato dal comandante Stefano Cavallo e dalle guardie Gianvito Montanaro, Nicola Mastrorosa, Nicola Latorre, Angelo Castrignano, Giuseppe Latorre, Marco Corbascio, Antonio Formica, Luigi Sorino, Felice Barnaba e Leonardo Cazzorla.
Nel 1888, durante il governo di Francesco Crispi, entra in vigore la nuova legislazione sulle amministrazioni locali.
Ogni Comune deve avere un segretario e un ufficio comunale, si affida alla magistratura la presidenza degli uffici elettorali, si elimina la pre scrizione che la sessione ordinaria dei consigli comunali non può durare più di 30 giorni.
La riunione straordinaria del consiglio può esser indetta dal Sindaco, dalla Giunta o su domanda di un terzo dei consiglieri.
Nei comuni con popolazione superiore ai 10 mila abitanti, il Sindaco è eletto nel proprio seno dal Consiglio Comunale; si prevede per la prima volta la rimozione dei sindaci ad opera del consiglio; qualora il sindaco non adempia ai suoi obblighi può essere sostituito, per tre mesi, da un apposito Commissario; si rendono pubbliche le sedute consiliari.
È previsto lo scioglimento dei consigli comunali per gravi motivi di ordine pubblico, si può ricorrere allo stesso provvedimento nel caso in cui, richiamati all’osservanza di obblighi loro imposti per legge, persistano a violarli.
Il 21 ottobre 1889 la guardia municipale Vito Brescia fu Antonio riceve l’incarico di responsabile dei locali comunali, compresa la stessa Casa Comunale, con il salario di 25 lire mensili.
Il 19 novembre 1889 si tengono le elezioni per il rinnovo dell’intero Consiglio Comunale, in base alle nuove norme.

1889
Consiglieri comunali Pinto Francesco, Maviglio Stefano, Saponara Giovanni, Masulli Nicola, Dragone Michele, Napoletano Vincenzo, Manfridi Pietro, Olivieri Paolo, Sanvito Raffaele, Giamporcaro Gaetano, Boggiano Giovanni, Capitanio Giambattista farmacista, Martinelli Sante, Capitanio Giambattista notaio, Pugliese Filippo, Indelli Clemente, Sanvito Raffaele, D’Erchia Giovanni, Siciliani Saverio, Meo Antonio, Palmieri Marcello, Finamore Luigi, Meo Giovanni, Siciliani Saverio, Gentile Antonio, Rossani Giuseppe, Manfredi Vincenzo, Laghezza Marco, Stanisci Giuseppe, Sanvito Attilio.
Assessori Masulli Nicola, Siciliani Saverio, Manfridi Pietro, Saponara Giovanni.
Nel 1889, per la prima volta con il voto espresso dai consiglieri comunali, è
eletto nuovamente sindaco Raffaele Sanvito.
STEFANO CARBONARA
dai suoi libri
Monopoli, Viaggio tra Cronaca e Storia. 2012
Monopoli 2020, Passato e Presente. 2020







