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Ai Cittadini
Proposta Istituzione
“FESTA DEL RISCATTO E STEMMA DI MONOPOLI”
La Città di Monopoli, oltre che per l’Approdo della Madonna della Madia rievocato con le feste religiose e patronali del 16 dicembre e del 15 agosto di ogni anno, potrebbe fregiarsi di altra giornata di festa annuale a memoria della sua storia di “libertà e di autonomia”, caratteri identitari del popolo monopolitano.
Il 18 aprile 1530 è una di queste date storiche, il giorno del “Riscatto della Città”, allorché i suoi cittadini, in testa le donne, difesero l’autonomia raccogliendo i 41.000 ducati per Carlo V, dominatore spagnolo, perché la città non fosse venduta ad un mercante di Messina e fosse conservato il privilegio di “città regia”, libera.
L’altro episodio è quello del 1202, durante la dominazione sveva, allorché il popolo monopolitano resistette eroicamente con il sangue dei suoi figli all’assedio dell’esercito mercenario di Gualtiero di Brienne.
In tal modo la città mantenne il privilegio di “città regia” ed ottenne nel 1221 dal re Federico II di Svevia, per premio, lo stemma delle “tre rose bianche in campo rosso” significando per le rose bianche la “fedeltà al re” e per lo scudo rosso il ”sangue versato”.
Questi due episodi storici potrebbero essere rievocati nello stesso giorno della Festa della Liberazione del 25 aprile, dando lustro contestualmente ad una comune storia di libertà e di autonomia.
In questo modo si valorizzerebbe la storia della nostra comunità, facendola conoscere anche agli stessi cittadini, specie giovani, dando contemporaneamente maggiore risalto alla stessa celebrazione del 25 aprile, diventato nel tempo un rito ripetitivo.
La Giornata della “Festa del Riscatto” potrebbe essere arricchita da una serie di eventi, dalla riscoperta della manifestazione del Corteo Storico, alla rievocazione dei caduti, reduci e internati delle guerre, alla visita dei rifugi antiaerei, a incontri su tematiche storiche e culturali, a cerimonie di premiazione in Municipio dei suoi figli distinti per lavoro, studi e atti di umanità e solidarietà ed altri eventi da stabilire.
Questa Giornata di Festa potrebbe rappresentare un importante evento di richiamo culturale ed economico, collocato nel mese di Aprile, come giornata di Primavera, inizio della stessa stagione turistica.
Si allega nota sui caratteri identitari della città, riportante il quadro del Bramante sul “Riscatto della Città” e la storia dello Stemma cittadino.

Restando a disposizione, distinti ossequi.
Monopoli, 15 maggio 2022.

storico e scrittore, editore “Monopoli Tre Rose”
Onofrio Bramante (autore del dipinto del Riscatto)
Nasce a Milano il 3 agosto 1926. Muore a Monopoli il 22 giugno 2000.
Nell’immediato dopoguerra collabora con importanti case editrici italiane ed estere; sua è infatti una fiorente produzione di personaggi e sceneggiature del fumetto, tra cui si annoverano, negli anni sessanta, pubblicazioni Topolino delle Edizioni Mondadori.
Agli inizi degli anni settanta, Bramante sente più forte la necessità di una strada diversa, sente crescere il bisogno di esprimersi con uno strumento più affine alla sua indole, la pittura.
Artista appassionato, uomo di temperamento, di fede cristiana, di grandi ideali, cultore di storia, nel pieno di una profonda crisi esistenziale, a quarant’anni approda così alla tela, alla spatola e al colore ad olio, tutti elementi di una nuova dimensione di vita prima che di lavoro.
Nel 1974, a Bergamo, presso il Centro San Bartolomeo, in occasione della sua seconda mostra personale raccoglie il suo primo importante successo di pubblico e di critica: i numerosi quadri presentati rappresentano una vera e propria esplosione artistica per la forza espressiva e l’originalità dell’autore nel panorama degli espositori contemporanei.
Grazie alle relazioni intrecciate con le prime esposizioni, Bramante prosegue, solitario, la sua attività dedicandosi da quel momento solo alla pittura e portando le sue opere in numerose sedi espositive private e pubbliche, in Italia e all’estero. Bramante lavora in modo isolato, al di fuori dei circuiti commerciali e degli ambienti intellettuali del momento.
Mentre le mostre personali rappresentano lo sfogo dei lavori realizzati liberamente, nel suo studio e senza committenti, parallelamente si sviluppa il filone delle grandi opere collocate. Grazie, infatti, al rapporto stretto con alcuni ordini religiosi, come i Padri Domenicani e i Fatebenefratelli così come con alcune pubbliche amministrazioni, Bramante ha l’opportunità – tanto cercata – di misurarsi con opere di grandi dimensioni, di particolare rilievo artistico e storico-sociale.
Realizzazioni uniche nel panorama della pittura italiana del secondo dopoguerra, collocate stabilmente nei luoghi più rappresentativi della collettività: esempio di notevole forza, impegno ed estensione è il ciclo Historia Apuliae, 45 opere collocate nel Palazzo della Città di Ostuni che nel ripercorrere la storia di Puglia racchiude il tema portante del lavoro di Bramante, da lui stesso intitolato l’Uomo, il Sacro e la Storia. Bramante trascorre gli ultimi dieci anni della sua vita proprio in Puglia, terra che ama per i suoi colori intensi e le sue linee scarne ed essenziali. Nel 2000 Onofrio Bramante ha ricevuto in Campidoglio a Roma, con il patrocinio della Presidenza del Senato della Repubblica e della Presidenza del Consiglio Comunale di Roma, il “Premio Faber 2000″ quale segno di gratitudine per il contributo dato alla vita culturale del nostro paese con la sua opera.








Ottima iniziativa .
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