Con i ministeri Bonomi e Facta fra il ’21 e il ’22 si consuma la crisi dello stato liberale, in un clima di crescente violenza a cui né i partiti liberal-democratici né il partito socialista, in preda ad altre scissioni, né le istituzioni sanno o vogliono opporre resistenza.

Alla fine dell’ottobre del 1922 le squadre fasciste si mobilitano nella marcia su Roma e Mussolini ottiene l’incarico di primo ministro.
La costruzione del regime dittatoriale si delinea anche attraverso le leggi elettorali successivamente adottate.
Nel ’23 viene approvata la legge che porta il nome del sottosegretario Acerbo. Essa prevede che la lista, la quale riporti la maggioranza relativa con almeno il 25% dei voti, ottenga i 2/3 dei seggi parlamentari.
Solo i seggi rimanenti (1/3)vengono ripartiti proporzionalmente tra le altre liste, su base regionale.
Nelle elezioni del ’24 i fascisti presentano liste nazionali con il loro simbolo, in cui accettano di candidarsi anche esponenti liberali e cattolici conservatori, per assicurarsi l’elezione.
Alla Circoscrizione elettorale delle Puglie sono assegnati 32 seggi.
La lista del Fascio Littorio si aggiudica 21 deputati, con 286.612 voti.
Alle otto liste di minoranza con 239.803 voti sono assegnati i rimanenti 11 deputati.
Monopoli non esprime alcun deputato.

Il 10 giugno 1924 il deputato del Partito Socialista Unitario, Giacomo Matteotti, denuncia con coraggio in Parlamento le intimidazioni e le violenze messe in atto durante la campagna elettorale e le votazioni e contesta la validità dei risultati che attribuiscono il 65% dei voti alle liste nazionali. Viene ucciso 10 giorni dopo.
Le leggi fascistissime, il controllo serrato su stampa e magistratura, i maggiori poteri del primo ministro, ora chiamato capo del governo, lo scioglimento di tutti i partiti politici ad esclusione di quello fascista, delineano la fisionomia del regime.
Nel ’28 viene approvata la legge elettorale proposta dal guardasigilli Alfredo Rocco, per la quale il Gran Consiglio Nazionale del Fascismo, attingendo ad un elenco di nomi compilato dalle Confederazioni del lavoro fasciste, forma una lista di 400 deputati designati.

Agli elettori è riservata solo la possibilità di approvare o bocciare in blocco il cosiddetto listone.
Nel marzo del ’29, poco dopo la firma del Concordato con la Chiesa Cattolica, le elezioni plebiscitarie tenute secondo la nuova legge danno come esito il 98% dei consensi.
Gli eletti della provincia di Bari sono Francesco Borrelli, Araldo di Crollalanza, Leonardo D’Abbabbo e Vincenzo Ricchioni.
Con le stesse modalità si vota nel ’34 per la XXIX Legislatura. Gli eletti della provincia di Bari sono Araldo di Crollalanza e Vincenzo Ricchioni.
Lo stravolgimento dello Statuto culmina nel ’39, un anno dopo l’approvazione delle Leggi Razziali, quando viene del tutto eliminato il principio della rappresentanza elettiva e la Camera dei Deputati viene sostituita dalla Camera dei Fasci e delle Corporazioni, i cui membri sono designati in quanto appartenenti al Gran Consiglio del Fascismo, al Consiglio nazionale del PNF e al Consiglio nazionale delle Corporazioni.
Senatori di Bari dal 1861 al 1933- Dall’Unità d’Italia al Fascismo.
1861 Girolamo Sagarriga, Arcangelo Scacchi, Ottavio Tupputi
1863 Giuseppe Antonacci, Tommaso Melodia
1864 Vincenzo Sylos Labini
1876 Carlo De Cesare
1881 Giovanni Diana, Giulio Frisari
1889 Vincenzo Rogadeo
1890 Emilio Pascale
1892 Niccolò Melodia, Giuseppe Sagarriga Visconti, Michelangelo De Cesare
1898 Ottavio Serena
1901 Nicola Balenzano, Nicola Vischi
1908 Vincenzo Lojodice
1910 Raffaele De Cesare, Pasquale Fiore
1911 Gennaro Minervini
1913 Giovanni Pietro Capotorto
1914 Natale Palumbo
1919 Luigi Cagnetta
1920 Giuseppe Martino, Cataldo Schiralli
1924 Antonio De Tullio
1928 Michele Castelli
1929 Alessandro Guaccero
1933 Nicola Pende
Vincenzo Rogadeo, primo Governatore di Terra di Bari, nominato da Garibaldi nel 1860, senatore nel 1889.
Nicola Balenzano, senatore nel 1901, promotore della Legge sull’Acquedotto Pugliese.
Araldo Di Crollalanza, ministro barese dei Lavori Pubblici durante il Fascismo.







