Bloccati ragazzi, bambini e adolescenti. Non possono toccare terra. In attesa di autorizzazione che non arriva. Non c’è per loro un porto sicuro.
Sono ancora a bordo di tre navi Ong: Geo Barents, “Humanity 1” e “Ocean Viking”. È lontana la solidarietà e il soccorso umanitario.
Complessivamente a bordo i migranti sono 985. Nel Mediterraneo centrale. Quanto durerà l’attesa?
Otto giorni in mare. «Undici richieste, zero risposte»
Né dalle autorità italiane, né da Malta. Nel frattempo, il gestore di un’altra nave Ong “Sos Humanity” afferma: «La situazione sanitaria a bordo sta peggiorando. Soffrono particolarmente gli oltre 100 minori non accompagnati».
Da giorni la nave si trova in acque internazionali al largo delle coste siciliane.
A bordo si sta diffondendo una infezione influenzale con febbre anche alta. Fortunatamente i test dicono che non c’è Covid-19. In molti mostrano sul proprio corpo visibili ed evidenti tracce di violenze e di torture subite certamente in Libia. Percosse e ferite da armi da fuoco.
«È inaccettabile e contrario al diritto internazionale lasciare i sopravvissuti bloccati in mare per oltre una settimana e prolungare le loro sofferenze». È il grido d’allarme dei comandanti delle Ong. «Senza un posto sicuro, la salute dei sopravvissuti rischia di deteriorarsi». «Nel primo tentativo di fuga dalla Libia la nostra barca si é rovesciata, 9 persone sono morte. Nostra figlia si sveglia ancora di notte, spaventata. Cerchiamo di aiutarla a dimenticare». È un lamento a catena. Incredibile.
Parla il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna:
«Chiedo al Ministro di assumere un atteggiamento umanitario così come aveva annunciato nel giorno del suo insediamento, quando aveva sottolineato che salvare vite umane è una priorità». «Il mio appello è a far sbarcare i naufraghi che attendono da giorni sulle nave umanitarie» «e poi intraprendere una grande azione politica che chiami in causa l’Europa». In conclusione: «Piantedosi è un tecnico di grande valore, saprà far valere le ragioni dell’Italia sui tavoli europei».
La premier Giorgia Meloni in settimana sarà a Bruxelles per la prima volta. Si parlerà di immigrazione. Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo ha già preannunciato: «Abbiamo un pacchetto di misure e la responsabilità di trovare un accordo».







