Una vicenda di cronaca.
Siamo a Sacile, comune di circa ventimila abitanti in provincia di Pordenone (Friuli). Nella foto di copertina.
Spesso dipingiamo un mondo pieno di cattiveria.
Abbiamo bisogno, invece, di credere che a volte non è così, perché possiamo improvvisamente capire che «chi dà è felice come chi riceve».
Un estraneo, forse non del posto, paga la cena a una famiglia mai conosciuta prima e va via, senza nemmeno aspettare un «grazie».
È successo in quella bellissima cittadina del Friuli Venezia Giulia. Ha saldato il conto con una semplice affermazione: «sono una bella famiglia». Nient’altro. Sicuramente aveva cenato al tavolo accanto e aveva avvertito felicità e una ventata di serenità.
È stato completamente avvolto da un’atmosfera di tranquillità e ha pensato di sdebitarsi in quel modo.
La generosità non ha confini e diventa una specie di scambio, perché “chi dà è felice come chi riceve”, anche di più, come in questo caso. Se guardiamo alle nostre spalle, agli avvenimenti talvolta trascurati e alle nostre conoscenze possiamo scoprire che tutte le persone altruiste sono di gran lunga più felici.
Gli egoismi ci rendono tristi e siamo costretti a chinare il volto per coprirci. Pensiamo che chi ci sta di fronte voglia approfittare di noi. Non abbiamo solo nemici, faremmo del male a noi stessi.
Ha fatto il giro della penisola la notizia dell’estraneo che ha pagato la cena. Molti giornali hanno dato la notizia.
Abbiamo bisogno fortemente di credere che il mondo non è così cattivo come ci appare e come ci viene rappresentato dalle cronache quotidiane.
Antonio Losito