GIORNATE FAI A MONOPOLI

Il 23 e il 24 marzo 2024, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Monopoli, si sono tenute in città le “Giornate Fai di Primavera”, visite guidate alla scoperta delle bellezze artistiche d’Italia.
L’evento, giunto alla 31^ edizione, è stato organizzato dal Fondo per l’Ambiente Italiano, sezione di Monopoli, presidente Giuseppe Galanto.
Le visite del numerosissimo pubblico intervenuto sono state accompagnate dagli Apprendisti Ciceroni, alunni e alunne degli Istituti Tecnici “Vito Sante Longo” Monopoli, Polo liceale “Galilei – Curie” Monopoli, Liceo Artistico “L. Russo”.
Ha collaborato il Conservatorio Nino Rota di Monopoli, con il concerto del 24 marzo, tenuto nella Cripta della Chiesa di Cristo Campanarello, di un trio strumentale diretto dal maestro Domenico Dileo.
IL LUOGO
Il sito scelto dal Fai a Monopoli per l’edizione 2024 è stato la Masseria Zaccaria con la cripta di Cristo Campanarello e il frantoio ipogeo.
La Masseria fortificata Zaccaria sorge nell’apice interno di una piccola lama nei pressi della via Traiana, ricca di fascino e storia, che favorì lo sviluppo economico e agricolo del territorio.
È a circa km 3 a sud-est di Monopoli e a circa km 1 dall’abbazia benedettina di S Stefano (XI sec).
La Masseria fu costruita intorno al XV secolo e nei suoi sotterranei si trova l’antica chiesa rupestre di Cristo Campanarello, edificata probabilmente tra il X e il XII secolo.
LA CHIESA E LA CRIPTA
La cripta è costituita da un’ampia grotta composta da una cappella a due navatelle, spartita da pilastri e conclusa da due absidi, a soffitto piano, preceduta da una specie di atrio.
Alla cripta si accede dalla chiesa sovrastante, costruita nel XVIII sec. dai Frati Minori e in seguito usata come deposito.
La cappella ha pianta rettangolare ed è orientata ad est.
È interamente costruita nella roccia ed ha una volta piana con lucernaio.
Il soffitto è sorretto da tre archi che poggiano su due pilastri scavati nella roccia. I pilastri dividono la chiesa in tre navate. In corrispondenza di ciascuna navata c’è un’abside.
Nell’intradosso dell’arco centrale si notano scavate alcune piccole nicchie, nell’estradosso sono incise iscrizioni e croci.
La cripta ha due ingressi, di cui uno attualmente è chiuso, e tracce di decorazioni su tutte le pareti e i pilastri. Si conservano gli affreschi delle absidi di sinistra e centrale.
Essi rappresentano S. Michele Arcangelo e la Crocifissione con Cristo sofferente col volto dolorante tra la Madonna e S. Giovanni Evangelista. Il culto di S Michele Arcangelo risale in Oriente ai primi tempi del Cristianesimo poi, per influsso bizantino, passò in Occidente.
All’Arcangelo Michele furono dedicati numerosi santuari nell’Italia meridionale con novene, voti e preghiere perché il Santo era considerato il protettore dei campi, dei villaggi e delle quattro direzioni.
IL FRANTOIO IPOGEO
Nei pressi della Masseria, verso nord, è presente un frantoio ipogeo, che conserva le vecchie strutture, con le macine in pietra e le vecchie presse.




























































