I
Adesso sono dietro il vetro di una finestra, mentre sento lo sguardo perdersi nell’eco di una Cattedrale a cielo aperto.
Senza principio né fine.
È come fossi un bambino, che attende il bagliore di una cometa che raccoglie il silenzio notturno nella speranza della vigilia.
Attendo.
Mentre poso le mani come stessi accarezzando il volto di qualcuno che c’è sempre stato.
Un ritorno che si riveli una partenza. Una partenza … Un viaggio di ritorno.
Avere Reminiscenza è una sensazione che dà conforto.
Ma è fuggevole come il lampo che squarcia l’artificio di un cielo notturno.
Socchiudo gli occhi, abbandono la volontà e la veglia di un quarantennio, provando una partenza ….
Non so se ne sono degno.
Ma tentare la trasvolata dal sogno e planare su un inchiostro in burrasca, darebbe pace … Il risveglio di un’ aquila, che nessun mare, di nessuno colore, può affliggere.
II
Poso le mani tremanti, come stessi accarezzando il volto di qualcuno che c’è sempre stato.
Memoria o nebulosa, la sensazione scorre nel petto, mentre il vero Est diviene un’esplosione di tamburi colorati.
Esplodendo nel petto.
Riconosco nel riflesso di postille, un sentiero distinto, che fa tremare a scudisciate l’identità.
È sangue amaro che non sa mentire.
Ma il manto freddo della paura mi avvolge nell’inverno della veglia.
Perché, nonostante il suo Viaggio terreno cominciato un Secolo fa, temo sia giunto compimento, in un sentiero di maggio, in cui le spine erano più vere delle rose.
III
E adesso tento la trasvolata, perché tentare la trasvolata e placare l’inchiostro in burrasca, mi donerebbe pace.
Socchiudo gli occhi
Abbandono ogni rapace pensiero
Io e te siamo nati, casualmente nel giorno del nostro onomastico .
Adesso mi chiedo se l’esistenza: è caos o sentiero distinto?
IV
Pensando che le nostre esistenze siano anime alla deriva, dà una sensazione che fa sentire spatriato.
Senza i confini dell’identità.
Fa pensare a una giostra in cui vita e morte girano all’infinito.
Ma il Viaggiatore cerca la sua patria originale, e non vessillo di politene.
Ti sento Giannino.
Sei l’Eterno in divenire accanto a me.
Pensare che ci sia una mano amica, oltre l’orizzonte del visibile, dà conforto.
E che te la stringa ancora ti dà la certezza di non perdersi in una meccanica di anime che regolano ferrei gli ingranaggi dell’universo.
V
L’aquila reale, dopo aver planato sul mare fosco dell’umanità, i primi bagliori dell’Est gli eclissano le ali.
VI
La vita di sogno sta per schiudersi, richiudendo la visione dell’universo.
Poi un giorno tornerò.
Un giorno tornerò.
Tornerò a casa.
Non so chi sarò ma tornerò.
Non un nome con me continuerò a solcare l’equatore
Fino a quando imparerò a vivere, potrò riabbracciare la patria originale.
Peccato che un’alba atroce, eclisserà le ali del Viaggiatore, immergendolo nel mare della vita di sogno.

Fabio Angiulli
Biografia
Fabio Angiulli nasce nel maggio dell’81.
Nel 2009 si laurea in Filosofia e Storia presso l’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”.
Da allora comincia la sua attività fisica e giornalistica, saggista e critico letterario.
Nel 2010 frequenta con Fucine Letterarie, un corso di scrittura creativa con Michelangelo Zizzi.
Nel 2012 pubblica il suo romanzo d’esordio Fine dell’Era, dipanando la narrazione su doppio binario narrativo, dipingendo una visione apocalittica della politica mondiale.
Nel 2019 pubblica il poema filosofico L’impero dell’Avvenire, che reca la postfazione di Antonio Bini.
Per Monopoli tre rose pubblica il saggio narrativo Dalla macchina globale, alla conoscenza di sé.
Nel 2022 è finalista del concorso letterario Puglia quante, e il racconto Nella valle del tramonto è pubblicato nella omonima raccolta. E si può trovare sul giornale onl…
Nel 2023 scrive un monologo teatrale per un’amica.
Poi un saggio, che cerca di dare una interpretazione alternativa alla leggendaria morte di Paul McCartney avvenuta nel ’66.
La morte esoterica di Paul McCartney.
Nello stesso anno partecipa al concorso di poesia Dantebus, con Al risveglio nella notte Medioevale.
E al concorso letterario Puglia quante storie, classificandosi tra i primi 10, pubblicato nell’omonima raccolta.








Emozionante, profondo, sensibile.