
Il 16 aprile 2024 si è tenuta la conferenza delle DONNE DEMOCRATICHE di Monopoli, seguita da un folto gruppo di partecipanti, particolarmente attento e preoccupato per la situazione del paese e del mondo.
A presentare e coordinare l’incontro la portavoce Dominga Vitti.
Sono intervenuti i consiglieri comunali Mariangela Mastronardi e Silvia Contento, Rita Sarinelli dell’Associazione Progetto Donna, il segretario del Circolo PD Michele Suma, il segretario dei Giovani Democratici Chiara Fanizzi, la componente della direzione regionale del Pd Adalisa Campanelli.

Ha relazionato Shady Alizadeh, responsabile del dipartimento regionale PD per i diritti, una donna di origine iraniana, che con forza e passione ha difeso le donne e i loro diritti, auspicando il reale conseguimento della parità.
“Questo tempo è segnato dall’acuirsi delle disuguaglianze nel mondo, una condivisione globale delle sofferenze piuttosto che uno slancio verso un maggior benessere dei popoli, situazione aggravata dalle guerre e la pandemia che ancora oggi pesano sul presente e sul futuro.
Il contesto e il vento di destra che soffia potente, rimettendo in discussione diritti acquisiti, rendono più urgenti le ragioni del nostro agire insieme.
La Conferenza Nazionale delle Donne Democratiche vuole fare la propria parte.
Di fronte all’affermarsi dei sovranismi, alle pulsioni suprematiste e autoritarie, rilanciamo le ragioni e l’impegno per un mondo inclusivo, giusto, femminista che metta al centro la pace, la cura delle persone e del pianeta.
Rafforziamo e moltiplichiamo la rete tra donne. Costruiamo alleanze nella società, nell’economia, nella cultura e nella politica contro il retaggio patriarcale che contamina menti e cuori, affermiamo la nostra libertà.
Pretendiamo rispetto delle nostre vite e delle nostre soggettività. Rispetto per le bambine e le ragazze che devono affacciarsi alla vita e al futuro con fiducia e speranza.
Il governo di centro destra, governato da Giorgia Meloni, pur donna, sta mettendo in atto politiche avverse ai diritti delle donne, conquistati in tanti anni di lotte.
La revisione della legge 194 sull’aborto, la proposta di inserire l’obbligo della presenza di rappresentanti della Pro Vita nelle sale parto dei presidi sanitari per convincere le donne a non abortire mettono in pericolo il diritto delle stesse a decidere loro stesse del proprio corpo.
Non ci serve a niente una leader donna come la Meloni che non si batte per aiutare le altre donne e per difenderne i loro diritti.
L’obiettivo è quello di rilanciare uno strumento di partecipazione, per l’elaborazione di politiche di equità come previsto dall’Obiettivo 5 degli accordi ONU di Parigi, perché nessunə resti indietro.
Il compito della Conferenza sarà quello di rappresentare il punto di svolta partendo da processi partecipativi con un ampio coinvolgimento, garantendo a tutte le condizioni più favorevoli nei diversi ambiti – nel mondo del lavoro, nella ricerca, nella cultura, nella politica e nella dimensione affettiva – per costruire una società più giusta e solidale, senza sbarramenti e disuguaglianze sociali.
Una società capace di cogliere le opportunità offerte dagli innumerevoli talenti è in grado di guardare avanti, raggiungendo livelli di sviluppo più alti e diffusi, senza escludere le donne dalla possibilità di accedere a risorse, servizi e diritti.
E’ chiaro che, se più della metà della popolazione non è rappresentato nelle istituzioni, questo costituisce un problema assai grave per una democrazia che si basa sulla rappresentanza.
Le decisioni che vengono prese per tutti, in realtà sono prese in assenza di una parte, che è poi in realtà una maggioranza, i cui bisogni, interessi, cultura e punti di vista sono differenti.
Tale deficit di democrazia si fa ancora più grave se si considera il ruolo sempre più attivo delle donne nell’economia, nella società, nelle professioni.
Contatti:
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