
Mario Marzano nasce a Castellana Grotte nel 1947.
Infermiere professionale in pensione. È un autore di lungo corso.
Non si è sottratto nell’affrontare, per citare solo l’ultimo saggio, che è politico e nello stesso tempo antropologico e filosofico, “La crudeltà umana sulle orme e oltre darwin”.
Ha scritto racconti sulla ricerca di Dio. Nello spazio infinto. Una visione oltre l’orizzonte. Con la previsione «che i dannati scontino in eterno una pena che “controbilanci” le azioni compiute in vita, come punizione per i loro comportamenti». Sia la pena, che il contrappasso dantesco cambiano ogni volta. Siamo nell’era moderna con una nuova chiave più adeguata.
“Il robot Assassino L’estinzione umana”, ed. 2023, 190 pagine, è l’ultimo suo romanzo.
«Se Adamo ed Eva incautamente si ribellarono a Dio, il loro Creatore», anche gli umanoidi in via di creazione, tenendo conto di quello che attualmente dicono gli scienziati, si ribelleranno a tutti noi e faranno quello che liberamente vogliono perseguire. Cosa accadrà. Cosa succederà. Come decideranno di comportarsi. Cosa vedremo. L’autore si chiede: «Si comporteranno come narrato nel romanzo?»
Possiamo sostituire il titolo e usare l’assioma “il robot che si fece uomo per rappresentare il futuro”. Sostituire il regno degli umani con un fantomatico robot simile all’uomo. Un triller vero e proprio. Per non parlare degli altri racconti, sempre rintracciabili in tutte le librerie. Si può parlare di lui come di: “Un nuovo Dario Argento”? Possiamo aggiungere: “Un regista alla Alfred Hitchcok”? O ancora: “Un furbo come Sherlock Holmes”? Un personaggio letterario?
È il romanzo. Un racconto tutto da scoprire nei suoi angoli più remoti.

Giovanni Mongelli








