Mi chiamo Pamela Mastrorosa, sono nata a Monopoli il 25 settembre 1986.
FAMIGLIA
Il mio papà Giovanni Mastrorosa era un meccanico e insieme al suo fratello Vito aprirono a Monopoli “Officina Mastrorosa Sante & Giovanni”, in una stradina, traversa di via A. Pesce, davanti ad un vecchio distributore di benzina, ora non più esistente.
Mia madre Grazia Formica ha lavorato per tutta la sua vita alla Asl di Monopoli come fisioterapista, ora è in pensione.
Mia sorella Rossella Mastrorosa, donna e mamma straordinaria di 3 bambini. Studia biologia, eccellente cuoca.

Sono cresciuta a Monopoli in un ambiente semplice, genuino e anche confortevole.
PRIMI PASSI DA ARTISTA

Sin da bambina ho avuto una passione per l’arte in tutte le sue forme.
All’età di 14 anni per la prima volta ho assistito al mio primo spettacolo teatrale con la compagnia Allegra Brigata. Per me è stato un “colpo di fulmine”. Era quello che volevo fare.
Da quel momento ho deciso di studiare e frequentare i primi corsi di recitazione a Monopoli e anni dopo in giro per l’Italia.
La mia famiglia non ha mai accettato il mio voler essere “artista” probabilmente per paura, o forse perché era un mondo tanto distante dalla “vita sicura e normale” che loro vivevano, non saprei ma io non ho mai mollato e sono andata avanti testarda e ribelle.
Il 5 gennaio 2014 il mio papà, grande amore della mia vita, è ahimè volato via dopo una lunga malattia.
Dopo questo terribile momento che ha segnato me e la mia famiglia, la nascita dei miei 3 meravigliosi nipotini Michele, Giovanni e Camilla, figli di mia sorella Rossella e del marito Francesco De Bari, ci ha insegnato che esiste purtroppo la morte ma la loro nascita ci ha ridato speranza e luce nelle nostre vite.
STUDI, SPETTACOLI E SUCCESSI.
Dopo la perdita del mio papà sono partita prima verso Roma e poi verso il Mondo intero.
Da lì è iniziato il mio percorso di ricerca artistica e esistenziale.
Ho abbandonato all’età’ di 26 anni l’Università (studiavo lettere e filosofia), piccoli lavori per sopravvivere al caro vita romano per seguire il mio sogno: FARE L’ARTISTA E VIVERE DI SOLO QUESTO !
Così è iniziata la mia odissea di trasformazione nel Mondo: avevo una valigia, qualche vestito e tanta tanta felicità ma anche paura.
Partii per un lungo viaggio con un biglietto di solo andata verso la Cina: un festival di artisti di 3 mesi mi aspettava.
Così scoprii il teatro di strada: con il mio primo spettacolo sono stata in Cina, Thailandia, Egitto, Israele, Turchia, tanta Europa. Solo facendo spettacoli “a cappello” cioè a offerta libera e volontaria del pubblico in strada.
Fu una grande scoperta, capii che nulla mi avrebbe potuto fermare.
Ho imparato le lingue (inglese e spagnolo), conosciuto tanta gente proveniente da tutto il mondo, ho studiato il teatro gestuale che mi ha permesso di fare spettacolo ora senza parlare e ho imparato a viaggiare, a vivere, a scoprire nuovi mondi e pensare che tutto è possibile.
Durante tutto questo mio girovagare è nata Nina, il mio “puppet alter ego”, fedele compagna di viaggio. Da qui il nome della mia compagnia: NINA THEATRE.
E’ composta da me e i miei pupazzi. Sono un’artista indipendente e mi occupo di organizzare i miei tours, prove, promozione, studio. Dura la vita dell’artista eh?
CASA, CUORE E SOGNI
La mia casa è il mio luogo di rifugio, di riposo e di creazione.
Nella mia piccola casetta, che è la stessa dove sono nata a Monopoli, ho costruito una piccolissima sala prove per i miei spettacoli e la mia “officina artistica” dove costruisco i miei pupazzi per i miei lavori o su commissione per altri. Da qui partono i miei viaggi nel mondo.
I nostri traumi e dolori possono e devono trasformarsi.
Nel 2019 nasce “Mettici il cuore” il mio “fortunato” spettacolo di teatro di figura che mi sta portando in giro nei più grandi festivals e teatri nel Mondo.
Il mio spettacolo, dedicato al mio papà, in questi 5 anni è stato ospite di importanti festivals e teatri in India, Cina, Taiwan, Tunisia, Danimarca, Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Malta, Svizzera, Romania, Marocco, Bulgaria, Olanda e tanto in Italia.
Nel 2022 mi è stato assegnato il premio “Migliore Animazione Puppet” durante il Festival Europuppet Valsesia.
Continuo il mio viaggio come pupazzara e artista, tessendo storie di cuore e resilienza con il mio pubblico in giro per il Mondo.
Mi piace raccontare che i sogni, se ci crediamo, possono realizzarsi. Basta metterci il cuore!

CURRICULUM E FORMAZIONE
Ho studiato Recitazione frequentando laboratori con vari maestri: Pasquale D’Attoma Fanizzi, Damiano Nirchio, Paolo Panaro, Lello Tedeschi, Antonio Minelli, Emmanuel Gallot Lavallee, Ippolito Chiarello, Cristina Pezzoli, Massimiliano Civica, Veronica Cruciani, Maricla Boggio, Guglielmo Rossini (dizione e fonetica), Domenico Lannutti (scrittura comica), Neville Tranter (manipolazione puppet), Laura Kibel (costruzione di pupazzi in gommapiuma), Hugo Suarez e Ines Pasic.
Nel 2011 ho frequentato la Scuola di Teatro di figura Casa di Pulcinella a Bari diretta da Paolo Comentale
Dall’età di 14 anni lavoro nel mondo del teatro di narrazione e teatro di figura, come attrice e pupazzara a livello professionistico.
Mi occupo inoltre della costruzione di puppets in gommapiuma per i miei spettacoli e su commissione.
Dal 2019 mi esibisco con il mio spettacolo “Mettici il cuore” in festivals e teatri nel Mondo.
LA LETTERA DI VITO SANTE MASTROROSA
Cara Pamela,
dicono che i cognomi nella maggior parte dei casi descrivono i mestieri dei nostri antenati.
Nel nostro caso “Mastrorosa” potrebbe essere un uomo che si occupava della vendita di rose, o forse un uomo così bravo nel confezionare mazzi di rose che hanno iniziato a chiamarlo così.
E le rose si sa, sono fiori che rappresentano l’amore passionale, l’elevazione spirituale e la bellezza, elementi che con l’espressione artistica di cui ti occupi si sposano alla perfezione.
Non è facile vivere di arte e spesso incontriamo gente che vorrebbe vederci impegnati in qualcos’altro, magari impiegati di una grande azienda, affermati medici o direttori di chissà quale multinazionale.
Ma non sanno che per noi quello che facciamo è linfa, vita, ossigeno, è qualcosa di cui non potremmo assolutamente farne a meno.
È più di un lavoro, è la ricerca continua della nostra vera essenza, è reinventarsi ogni giorno con nuove idee e nuovi slanci dove il rischio di sbagliare supera di gran lunga la possibilità di avere successo.
Ma noi non molliamo! Io voglio ringraziarti per quello fai a nome tutti i sognatori, grandi e piccini.
E ringraziare Stefano Carbonara che ha sempre tenuto a cuore l’arte e gli artisti.
Ti saluto con due frasi che porto sempre dentro: “A chi dice è difficile vivere con un artista rispondo: Non devi vivere, devi sognare con lui” e poi, “Se il mondo fosse giusto, l’arte non esisterebbe”.
Tuo cugino Vito, in arte Mavì.
Articolo a cura di Stefano Carbonara,
Storico e scrittore
Editore di Monopoli Tre Rose


















