
Confuso tra tantissimi altri, è stato ritrovato da Anita Argiuolo, consigliera comunale del Pd di Seveso. È stata lei, martedì 26 novembre, a riportare l’accaduto all’attenzione dell’assemblea comunale.
Unanime la condanna del macabro gesto, che contiene anche una terribile allusione al sapone. Immediata la denuncia alle forze dell’ordine. Con la speranza e l’augurio che qualcuno dalle alte sfere della politica non intenda sottovalutare l’accaduto.
Era confuso tra i cartoncini a forma di cuore di varie dimensioni, mazzi di fiori e pensieri scritti spontaneamente da cittadini partecipanti alla “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”. Uno scritto ignobile con riferimento a pratiche naziste, mai smentite dai fascisti nostrani. Molti erano i messaggi positivi da parte di chi, nella giornata di lunedì 25 novembre ha voluto lasciare sulla “panchina rossa” di via IV Novembre a Seveso una personale testimonianza di adesione.
Scritto a mano, il bigliettino dell’anonimo autore ha voluto scagliare uno sfregio gratuito e anacronistico contro la persona di Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, senatrice a vita e testimone della Shoah. Il contenuto dello scritto delirante, unito a un ritaglio di una marca di sapone attaccato al centro del foglietto, diceva: «Guadagna all’anno 240mila euro, quante persone si potevano lavare nel mondo». Una chiara allusione a quella macabra pratica, secondo la quale i nazisti avrebbero utilizzato i cadaveri dei prigionieri ebrei nei campi di sterminio per fabbricare sapone.
Antonio Losito








Gesto incommentabile