Una vita di preghiera. Intensa. A sostegno dell’allegria. Uno dei suoi “segreti”. La vitalità di Papa Francesco è sempre stato il suo umorismo. Non lo nascondeva mai. Sulle labbra aveva una preghiera particolare, che amava e che recitava quotidianamente. Proprio quella del buon umore, che dall’inizio del 1500 è stata attribuita a San Tommaso Moro (1478-1535), fine uomo politico e grande umanista. Pagò con la vita. Fu condannato a morte, perché rifiutò di accettare l’atto di supremazia del Re sulla Chiesa in Inghilterra. Recitare questa preghiera è un modo, che suscita buon umore. Un espediente per sentire Papa Francesco più vicino a noi.
«Dammi la salute del corpo,
col buonumore necessario per mantenerla.
Dammi o Signore, un’anima santa,
che faccia tesoro di quello che è buono e puro,
affinché non si spaventi del peccato,
ma trovi alla Tua presenza
la via per rimettere di nuovo le cose a posto.
Dammi un’anima che non conosca la noia,
i brontolamenti, i sospiri e i lamenti,
e non permettere che io mi crucci eccessivamente
per quella cosa troppo invadente che si chiama “io”.
Dammi, o Signore, il senso dell’umorismo,
concedimi la grazia di comprendere uno scherzo,
affinché conosca nella vita un po’ di gioia
e possa farne parte anche ad altri».