25 novembre 2025. Un fiume di parole e tante iniziative sono davanti a noi e alle nostre sensibilità per la celebrazione della Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne. È molto utile fermarsi e riflettere sui dati diramati ultimamente dall’Istat durante l’ultima Conferenza internazionale sul femminicidio di Roma. In Italia una donna su tre ha subito almeno una volta una qualche forma di violenza, esattamente la metà dal proprio partner. Circa 6 milioni e 400mila, oltre il 31,9%, le donne italiane tra i 16 e i 75 anni di età, un’italiana su tre, che hanno vissuto l’esperienza di una violenza sessuale o fisica a partire dai 16 anni di età. Ha subìto violenze fisiche il 18,8% e il 23,4%, invece, violenze sessuali. Tra queste ultime, il 5,7% delle donne ha subito stupri o tentativi di stupro. La maggior parte delle violenze viene consumato all’interno della sfera affettiva, composta da parenti, amici, colleghi o conoscenti. Da parte dei mariti o dei compagni si subisce anche una violenza psicologica, esattamente il 17,9%, il 6,6% quella economica. Il dato più allarmante è l’aumento delle violenze subite dalle giovanissime, tra i 16 e 24 anni, che parzialmente è spiegato dall’aumento delle denunce e dei ricorsi ai Centri antiviolenza e ai relativi servizi specializzati.
Questi centri sono molto impegnati e mettono al primo posto l’empowerment. Un processo che tende a favorire e dare alle persone e alle comunità il potere di prendere il controllo della propria vita, aumentare le proprie capacità, le competenze e le responsabilità per raggiungere obiettivi tali da soddisfare i propri bisogni. È un voler accrescere l’autostima e l’autoefficacia per consentire a se stesse una forza maggiore e un potere decisionale per esprimere il proprio potenziale.
Questo si concentra sull’individuo e l’aiuta ad aumentare la propria consapevolezza, la propria autostima e la propria capacità per prendere decisioni autonome sulla propria vita. È un sinonimo di autodeterminazione.
Un processo collettivo. Di comunità. Coinvolge persone o gruppi, che agiscono insieme per controllare e per influenzare tutti quei fattori riguardanti la propria comunità, per determinare la qualità della vita e della propria salute.
Queste premesse hanno l’obiettivo di aumentare le scelte e le possibilità di azione, migliorare le conoscenze e le competenze, accrescere la consapevolezza delle proprie potenzialità e stabilire una maggiore sintonia e corrispondenza tra sforzi e risultati.
Dove si applica? Prima di tutto nell’ambito della sanità, con il preciso scopo di coinvolgere in modo attivo i cittadini, sia pazienti che professionisti, nelle decisioni, che riguardano la propria salute.
Poi nel sociale e nella politica, per coinvolgere gruppi e comunità nel processo decisionale e intraprendere azioni per soddisfare bisogni comuni.
Anche nel lavoro, per riconoscere l’importanza dell’autonomia, finanziaria e professionale, e raggiungere specifici obiettivi.
In una sola parola possiamo dire che “empowerment” vuole dire esattamente valorizzazione, miglioramento e autodeterminazione per mettere in grado e rafforzare il proprio potere di scelta.
«La Giornata contro la violenza sulle donne è un’occasione per guardare in faccia la realtà … ci ricorda che la violenza di genere è un’emergenza culturale e sociale … presente, che si manifesta ogni giorno in molteplici forme. È un momento per riflettere sui dati allarmanti e sulle storie dolorose, … per parlare di prevenzione, per sostenere percorsi di uscita dalla violenza».
«La giornata è un’opportunità per affrontare la … realtà della violenza che, secondo i dati, vede autori spesso legati alle vittime e coinvolge anche minori».
«… un momento per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravità del fenomeno e per promuovere una cultura del rispetto e dell’uguaglianza».
«Parlare di violenza significa … parlare di cultura, educazione, diritti e opportunità. Significa guardare alle radici di una disuguaglianza ancora presente, … credere che il cambiamento sia possibile, attraverso l’impegno condiviso, la solidarietà e l’azione concreta».
«Promuovere un cambiamento culturale profondo. Educare al rispetto, al riconoscimento dei diritti ed alla parità di genere è il primo passo per costruire una società … giusta e inclusiva».
«Il riconoscimento dei diritti e della parità di genere è il primo passo per costruire una società … moderna».
«Aiutare un bambino o una bambina a crescere istruiti, consapevoli per … costruire un futuro libero dalla violenza e dalla discriminazione».
« … l’occasione di ricordare l’importanza dei centri antiviolenza e dei numeri di aiuto come il 1522, che forniscono supporto alle vittime».
«La data del 25 novembre commemora … l’assassinio delle sorelle Mirabal nella Repubblica Dominicana nel 1960, avvenuto per mano del regime dittatoriale, e ricorda che la violenza di genere è … violazione dei diritti umani».
Antonio Losito








