
Alcide De Gasperi si sentiva profondamente impotente e isolato durante la fase storica del consolidamento della dittatura fascista. Ebbe il suo epilogo nel momento cruciale del suo arresto nel marzo del 1927 con la conseguente detenzione nel carcere romano di Regina Coeli.
In quei periodi De Gasperi avvertì un avvilente isolamento, perché era privo di immediati mezzi politici per fermare l’avanzata dell’odiato regime. Sperimentò, infatti, durissime condizioni di vita, accompagnate da una inspiegabile censura.

In quei giorni del marzo del 1927, dopo la chiusura del PPI, il Partito Popolare Italiano, in conseguenza della svolta autoritaria fascista, De Gasperi fu arrestato alla stazione ferroviaria di Roma. Cercava di espatriare. In prima persona stava vivendo la sconfitta politica del suo partito. Un completo isolamento.
La documentazione di quel periodo sta a indicare la grande sofferenza per la fine della democrazia in Italia, con l’incapacità del suo schieramento politico di porre un arginare all’incombenza autoritaria della violenza fascista, nonostante la sua ferma e personale opposizione.
La testimonianza delle sue lettere dal carcere descrive la dolorosa presa di coscienza dell’impotenza, testimoniata e segnata dalla stringente sorveglianza verso di lui e dalla completa rottura dei contatti con il mondo esterno.
Maria Romana De Gasperi, figlia amatissima, primogenita, sua stretta collaboratrice e acuta biografa ha dedicato tutta la vita ad una missione: custodire la memoria del padre Alcide. I suoi testi raccolti nel volume “Mio padre, Alcide”, pubblicato nella collana Pagine Prime di Avvenire e Vita e Pensiero, pp.120, Ed.2023, mostrano il profondo concatenamento e l’intersezione tra l’azione pubblica e il vissuto quotidiano privato di uno dei più grandi statisti italiani dell’ultimo Novecento.
Per De Gasperi ogni scelta sia nell’ambito familiare, sia nell’ambito politico, fu sempre sostenuta da una dirittura morale e da un rigore etico che aveva radici nella sua solida educazione cattolica. Queste le indicazioni della sua vita. La voce di sua figlia Maria Romana, partecipe, sempre calda e misurata ci offre una immagine viva, lontana da qualsiasi astrazione e perfettamente calata nel concreto e nel quotidiano. Un uomo, che possiamo incontrare ogni giorno nella nostra vita. Maria Romana De Gasperi continua a trasmetterci quella straordinaria esperienza accanto a suo padre Alcide. Un esempio, che va oltre la semplice memoria storica, capace di trasferire sentimenti e parole profonde al vissuto quotidiano di ciascuno di noi.
Antonio Losito







