Pubblichiamo alcuni stralci di un articolo a firma di don Maurizio Patriciello, pubblicato sull’“Avvenire” nella rubrica “Passi di speranza”.
Tutti distratti? Ma tu fidati…
Prima domenica di agosto di qualche anno fa. Il caldo … ha svuotato le strade e affollato le spiagge. Non si respira. A mezzogiorno battezzerò un bambino. Attendo. Arrivano in ritardo. Una comitiva festosa, …, distratta. Fatico a creare un’atmosfera di raccoglimento. Il piccolo piange. …, la mamma, il papà, la madrina, i nonni, gli zii e una schiera di cuginetti si danno da fare per riportarlo alla calma.
La celebrazione ha inizio. I presenti continuano a chiacchierare. Qualcuno esce a fumare, qualche telefonino squilla, i bambini si rincorrono … . Una situazione complessa. Al parroco, …, viene chiesto: di non perdere la pazienza, non spegnere il lucignolo fumigante, essere accogliente, sorridere, celebrare bene e in fretta, richiamare con dolcezza, predicare. Non è facile, … per me. Rimando … l’omelia alla fine del rito, sperando che la situazione migliori. Niente da fare. Un pensiero mi balena in testa: «È del tutto inutile insistere. Impartisci la benedizione e via». Un … pensiero prende il sopravvento: «Non è giusto. Tu fai il tuo dovere. … ci pensa lo Spirito Santo».
Inizio. Distrazione …. Ho l’impressione di parlare al vento. Avverto una … frustrazione. Pomeriggio dello stesso giorno. Una persona chiede di parlarmi. Ci accomodiamo: «Padre, sono il fotografo del battesimo di … stamattina. Sono ritornato per ringraziarla. La sua omelia mi ha colpito …. Lei ha risposto a un dubbio che … mi tormenta». E mi apre il cuore. Ascolto. La mente vaga. Che lezione! Il Signore, … ore prima, mi stava chiedendo di fidarmi di lui, non delle mie sensazioni e dei miei pregiudizi. Di gettare il seme della Parola senza domandarmi in quale terreno sarebbe caduto. E, per incoraggiarmi, ha voluto che vedessi con i miei occhi la … gemma cui aveva dato vita quel seme che considerai smarrito.







