Era febbraio del 2020 quando per la prima volta sentivamo parlare di questo particolare tipo di Coronavirus, il Covid 19 !
Io per prima, presa dal mio ottimismo insito nel DNA, ho creduto che fosse solo un’influenza poco più virulenta del solito ma, purtroppo, sono stata smentita molto presto.
Improvvisamente siamo stati, tutti, catapultati in una realtà che ancor oggi fatichiamo a sentire come nostra, la vita di ogni giorno scomparsa, i rapporti umani quasi cancellati, il virtuale che diveniva momento per momento il solo LEGAME CHE UNIVA PERSONE E SITUAZIONI…

Ma, come l’abbiamo vissuta a Monopoli ?
Non diversamente dalle altre città, probabilmente, eppure quante ferite invisibili ha creato il periodo che abbiamo vissuto!
Chi ne abbia sofferto di più è difficile da dire, gli anziani soli in casa forse, poiché impediti dall’età nell’uso della tecnologia hanno faticato a capire, incollati come tutti alla TV, sono diventati paurosi… proprio loro che ricordavano ancora la Seconda Guerra Mondiale !
Quelle strade vuote, viste dalle loro finestre, dove prima portavano distrazione le auto, i clacson, la caciara delle ore di punta, il rombo dei motori fino ad ore improbabili, specie d’estate, tutto scomparso, finito.
Avendo una suocera novantenne, che ancora si sente di stare da sola, autosufficiente nonostante molti acciacchi, è stata lei il pensiero fisso dei giorni e delle notti della primavera scorsa, quella della quarantena per intenderci !
E quella mascherina ! Ne vogliamo parlare? Beh, credo che ognuno di noi possa dirne su di essa.
E le visite a parenti che diventano non più necessarie, obsolete, così come i pranzi in famiglia, per chi l’ha ancora una famiglia numerosa con fratelli, sorelle ed affini. Tutto scomparso.

Per non parlare della scuola a distanza con le sue mille criticità ma che è stato quel po’ di normale rimasto per i bambini e ragazzi, ma non voglio entrare nel merito di cose che amplierebbero il mio pensiero senza veramente completarlo.
È stato davvero un anno stra-ordinario, fuori da ogni schema, mai visto prima, unico, irripetibile possibilmente, che finirà nei libri di scuola e quella storia l’abbiamo fatta noi, ciascuno di noi, nel chiuso della propria casa, sbattendo la testa al muro a volte.
Penso a chi ha perso il lavoro a causa del periodo tremendo, penso a chi ha investito dei soldi in un’impresa, negozio o altro ed ha perso tutto, penso a chi doveva sposarsi, a chi i matrimoni li organizza ed alle sale ricevimento, agli alberghi, ai bar, ai ristoranti…
Un sacco di anime, persone, che ora chissà se potranno continuare a sperare, a credere di potercela fare, nonostante tutto, sperando.
Ed il vocio sarebbe assordante se potessimo porgere l’orecchio ed ascoltare una ad una tutte le voci, ho cercato, sperando di riuscirci di fare un sunto ma ovviamente qualcuno sarà stato dimenticato… Le funzioni religiose ad esempio e tutta la marea di tradizioni che sono andate letteralmente a farsi benedire !
I morti, di virus e d’altro, che hanno avuto solo una degna sepoltura ma a cui è stata negata quella dignità propria di quei momenti di dolore che aggregano i parenti e gli amici nel pianto e nel ricordo.

Ma qualcosa resta ed è cosa che non dobbiamo in alcun modo dimenticare, che la nostra di storia, quella della nostra città UNICA ci insegna che dopo la tempesta che ha distrutto tutto, c’è sempre uno spazio per ricostruire, possibilmente meglio di prima, partendo dal rispetto fra esseri umani, senza divisioni politiche o sociali, che la vita e lo spazio che ci è stato donato dal buon Dio è cura nostra e nostra soltanto.
Partiamo dall’ambiente da curare, dal decoro che dobbiamo pretendere come il pane, partendo da noi stessi, dal cittadino, senza appunto nessuna distinzione, facendo il proprio, senza aspettare che ci sia qualcun altro da delegare.
Allora e solo allora questo periodo sarà, forse, servito a qualcosa, ad ascoltare e a riflettere, che uniti siamo una forza, divisi siamo solo piccoli atomi dispersi nello spazio senza fine, laddove il vuoto invece deve riempirsi ancora di voci festanti e ci credo, voglio immarcescibilmente crederci !









A la vita quante cose ci ha insegnato in questo maledetto periodo ….il nn poterli salutare è stato lo strazio peggiore sia per noi che per i loro parenti.
Ciao Rosi amica mia carissima…sempre nel mio cuore.
Un abbraccio grandissimo sorellina mia ❤️
!Bellissimo articolo iin cui hai ben descritto, come tu sai egregiamente fare, il periodo che ci è capitato di vivere e in cui purtroppo ancora siamo immersi…. Bravissima
Grazie a te per il tuo gradimento cara amica ❤️
Bravissima Rosi! Bellissimo articolo iin cui hai ben descritto, come tu sai egregiamente fare, il periodo che ci è capitato di vivere e in cui purtroppo ancora siamo immersi….
Articolo ben fatto,raccoglie tutti gli aspetti che purtroppo il Covid ci ha fatto vivere e che continua con la sua forza invisibile a farci stare tutti con ansia,paure e preoccuzioni. Bravissima
Grazie mille 😊
Bravissima Rosi Brescia. Non avevo dubbi sulle tue abilità artistiche con quel dono che hai di giungere al cuore del lettore.
Grazie Teresa, dal mio cuore al tuo!