I miei antenati
Mio bisnonno materno, Vito Brescia, guardia municipale, partecipa da volontario nel 1860 alla marcia di Garibaldi in Sicilia e suona il tamburo nella banda del suo esercito, di qui il soprannome di Vetòdde u tammòrre.
Mio nonno materno, Jafet Brescia, infermiere capo di Nicola Lagravinese, eminente chirurgo dell’Ospedale di Monopoli, muore a 40 anni lasciando Anna Mingolla, mia nonna, vedova con le figlie Antonietta, mia madre, Giustina e Anita Olimpia.
In difficoltà economiche sono costrette a lasciare la città e a trasferirsi in contrada Impalata dove svolgono il lavoro di sarte, cucendo materassi e vestiti per le famiglie della campagna.
I miei genitori

Mio padre Giuseppe, contadino, suona anche la fisarmonica ad argonetto, vive in contrada Turchiano sotto i monti della chiesetta di S. Michele, con il padre Stefano e cinque sorelle.
Con mia madre Antonietta si conoscono durante una festa in casa, allietata dalla fisarmonica di mio padre.
Si sposano nel 1944, dopo il suo ritorno dalla guerra, e vanno ad abitare nella stessa contrada Impalata in una casa a trulli di proprietà delle sorelle Vanda e Flora Greco (di fronte all’attuale distributore di carburanti).
Qui la mia nascita il 1° giugno 1945.
Per la famiglia, come per molti, sono anni di fame, povertà e duro lavoro.

I miei studi, le difficoltà
I miei genitori, residenti in campagna, non sanno come fare per la mia istruzione.
Mi “chiudono” a Monopoli nell’istituto Palmieri, dove ci sono le suore d’Ivrea, di cui la mia zia Annetta è consorella, che provvedono alla cura e all’assistenza dei ragazzi poveri.
Frequento i primi quattro anni delle elementari di via Dieta, dove ogni giorno le suore ci accompagnano a piedi.
Completo la quinta elementare nel palazzo di vico Acquaviva con la maestra suor Enrica Licci. Tra i compagni di classe ci sono Francesco Alò e Antonio Bini.
Non avendo la possibilità di proseguire gli studi essendo residenti in campagna, i miei genitori chiedono consigli.
Il senatore Luigi Russo, a cui mia madre si rivolge, risponde: “Signora, suo figlio ha già la licenza elementare, voi siete contadini, è già sufficiente”.
Arriva il provvidenziale convento di S. Francesco da Paola, dove sono ospitati, orfani e poveri, tanti ragazzi monopolitani e pugliesi.
Ci chiamano i “rondinotti”. Il padre superiore, Alessandro Gambatesa, organizza la Banda del Villaggio del Fanciullo, diretta dai maestri Vito Tarantino e Paolo Mirizio. Io ne faccio parte suonando l’oboe. Andiamo ad allietare le feste di campagna e dei paesi vicini e lontani.
Nel frattempo frequento la Scuola Media a palazzo S. Leonardo e nell’attuale Biblioteca, avendo, tra gli altri, come insegnanti Enrico Alba, Pietro Defilippis, Domenico Avvisano e Antonietta Campanelli.
In prima media sono rimandato in Latino. Apprendo lezioni gratuite dalla famiglia Domenico Capitanio di Firenze, che abita durante i mesi estivi nei pressi della chiesa di S. Michele, dove mi reco salendo a piedi il sentiero a carrara della vecchia strada di Frangesto.
Non potendo, per ragioni economiche, iscrivermi al Liceo, proseguo gli studi presso l’Istituto Tecnico Agrario di Alberobello, che raggiungo con la bicicletta partendo da casa di primo mattino e tornando nel tardo pomeriggio. Al terzo anno utilizzo il primo motorino Lupetto e il Ducati 60.
Dovendo seguire la nonna, vado a vivere con lei a Fasano in una stanza di via Paterno 26. Da qui, in pulmann, raggiungo l’Istituto di Locorotondo, dove completo gli ultimi due anni di studi, conseguendo il diploma di perito agrario con il massimo dei voti.

Dalla campagna alla città. La laurea.
Sono anni di dignitosa povertà della mia famiglia. Per aiutarla mi dedico, nel periodo estivo, ai lavori dei campi, di cura degli animali, di raccolta di olive, mandorle e carrube anche presso le masserie della zona.
Nel 1966 ci trasferiamo in città in via Canonico del Drago 42.
Mio padre lavora da “vecchietto” per alcuni anni presso la Ceramica delle Puglie.
Frequento la Facoltà di Agraria di Bari, mio docente di Economia è il senatore Decio Scardaccione, lucano, grande meridionalista.
Alloggio in via Ettore Fieramosca 102 presso la sede dell’ANEI, associazione nazionale degli ex internati in Germania, di cui l’on. Enrico Alba, mio padrino di cresima, è presidente.
Qui svolgo l’attività gratuita di segretario, effettuando anche ricerche presso il Distretto Militare della Caserma Picca sugli internati nei campi nazisti.
Mi laureo nel 1971.
I miei anni sessanta
Seguo la vita politica e sociale nelle ACLI di Bari, con Enrico Alba, Giovanni Intino, Nicola Occhiofino e Paolo Calefati, esponenti di rilievo in quegli anni.
Nel contempo, a Monopoli, partecipo alla vita universitaria, organizzando nel ’68, durante gli anni della contestazione giovanile, la stampa del giornale “Dimensione Nostra”, ispirata al titolo di un libro del filosofo Marcuse, allora in voga.
Non sono per la “rivoluzione globale” invocata dai giovani contestatori di sinistra, ma per una riforma democratica dell’Università.
Sono gli anni dei grandi innamoramenti, accompagnati dai versi e scritti nei diari e nei quaderni personali.
Sono gli anni in cui la passione politica si rivolge prima a John Kennedy, presidente degli Stati Uniti assassinato nel 1963, poi a Bob Kennedy, assassinato nel 1968, mentre corre verso la Casa Bianca.
E’ il tempo di Giovanni XXIII, il papa buono e la sua enciclica Pacem in Terris, e di Paolo VI e la sua enciclica Populorum Progressio, da cui traggo ispirazione e valori.
Impegni politici e amministrativi
Mi iscrivo alla DC e divento delegato giovanile di Monopoli.
Nelle battaglie congressuali sono schierato con le correnti di sinistra di Forze Nuove di Carlo Donat Cattin e degli Amici di Aldo Moro, Benigno Zaccagnini e Mino Martinazzoli.
Nel 1970 sono eletto consigliere comunale durante le amministrazioni dei sindaci Angelo Menga e Giuseppe Demarino.
Rieletto consigliere, ricopro nel 1975 l’incarico di Assessore ai Lavori Pubblici ed Urbanistica al tempo dell’approvazione del Piano Regolatore di Luigi Piccinato, il primo piano urbanistico della città, che metterà ordine nel suo sviluppo edilizio.
Rivesto anche le funzioni di Presidente dell’Assemblea dell’ASL Ba 5 e quelle di Assessore alle Finanze nella Giunta del sindaco Francesco Paciello nei primi anni ’90.

Nella Seconda Repubblica organizzo il movimento referendario di Mario Segni, poi quello dell’Ulivo di Romano Prodi, con il mandato di consigliere comunale nella lista dei Democratici fino al 1999.
Negli anni di Silvio Berlusconi lascio l’attività politica e amministrativa, per riavvicinarmi nuovamente nel 2008 al PD di Walter Veltroni e dal 2013 al 2019 a quello di Matteo Renzi ( dall’agosto 2019 non più).
Oggi sono sempre nel PD a sostenere il governo di Mario Draghi, auspicando la formazione di una coalizione delle forze della sinistra democratica, europee, pacifiste e ambientaliste.
Attività di docente, agronomo e scrittore
Dopo aver conseguito la cattedra in concorso nazionale, inizio l’attività di insegnamento di Scienze Naturali, Chimica e Geografia presso l’Istituto Commerciale con sede in via Marsala negli anni ’70, poi nell’Istituto Industriale in viale Rimembranze e in via Del Drago. Seguo da insegnante, per 40 anni, generazioni di ragazze e ragazzi.
Nel contempo svolgo l’attività di Agronomo, con studio in via Sammarelli 5, nei pressi del negozio di prodotti per l’agricoltura seguito da mio padre.
I lavori principali sono quelli di assistenza fiscale e contabile ad aziende e lavoratori, a numerosi frantoi oleari e a pratiche di accatastamento dei fabbricati rurali.
L’attività professionale si conclude nel 2013 come collaboratore tecnico dell’Associazione Confagricoltura con sede in via S. Donato.

Negli anni, l’esperienza accumulata in politica e nel lavoro viene accompagnata dalla passione per la scrittura.
Collaboro ai giornali Portanuova, Report e Maestrale con articoli su argomenti politici, culturali, economici e urbanistici della città.
La prima esperienza di un libro risale al 2004. Per venire incontro al desiderio di mio padre, prima che morisse, raccolgo tutti i suoi scritti, poesie, racconti, brani musicali, li ordino e pubblico a suo nome il libro “Il segreto per vivere una lunga vita”.
Tra tutte le storie mi piace ricordare quella da lui vissuta e sofferta.
“Il 14 agosto 1947, in una situazione di grave crisi economica e sociale, mio padre come presidente di una cooperativa, insieme ai 90 soci braccianti e reduci, muniti di zappe e attrezzi, occuparono la masseria di Conchia di proprietà dell’Iprab, ente pubblico di beneficenza, per chiedere in compartecipazione la gestione collettiva dei terreni, come promesso dai governanti nazionali. Intervennero i carabinieri, mio padre, insieme ai soci, fu arrestato, processato, due mesi di carcere, cinque anni di buona condotta, 8.000 lire di multa, tanti danni a carico della famiglia”.
Negli anni successivi al mio pensionamento dalla scuola, pubblico diversi libri di storia locale.
La mia famiglia e gli impegni attuali
La mia vita familiare è quella del matrimonio nel 1980 con Anna, docente di Filosofia e Storia, e la venuta delle figlie Alessandra e Stefania, brillanti laureate, oggi lontane per lavoro.
Nel luglio 2019, mentre mi dedico a studi e ricerche di storia locale, Alessandra e suo marito Lorenzo ci allietano con il dono della piccola Serena.
Nel febbraio 2021, in qualità di editore ad autore di articoli, avvio la pubblicazione online della rivista storica “Monopoli Tre Rose”.
L’intento è quello di conservare e valorizzare la memoria dei fatti, dei protagonisti e delle bellezze della mia città natia.

Stefano Carbonara
In foto di copertina con la mia figlia Stefania.
LIBRI PUBBLICATI
Nel 2005 Monopoli nel secondo Novecento, nel 2010 Monopoli, ti ricordi, nel 2012 Monopoli, Viaggio tra cronaca e storia, nel 2014 Monopoli, porto e dintorni, nel 2016 Monopoli, Guida storico turistica, nel 2017 Xylella in Puglia, nel 2020 Monopoli 2020, Passato e Presente fino al tempo del Coronavirus e il libro degli stritti giovanili Erano gli Anni Sessanta.
LIBRI PUBBLICATI
















Buongiorno
Sto raccogliendo informazioni sulla storia degli ospedali d’Italia e, su quello di Monopoli, ho avuto indicazione del suo testo.
Può girarmi una email per poterle scrivere ?
Grazie
Biasioli Sandro
ospedaliditalia@gmail.com
stefanocarbonara45@gmail.com
Grazie, Stefano per aver ricordato uno dei miei libri in ricordo dei cittadini di Monopoli prigionieri dei nazisti. Non tutti sanno di così grandi sacrifici che ci hanno dato la libertà di cui oggi godiamo.
Caro Stefano,
sono rimasto sbalordito nel leggere i sacrifici fatti dalla tua famiglia e da te per farti studiare.
Hai fatto benissimo a pubblicare la tua storia, è un esempio per tanti giovani che, pur avendone le possibilità non ne approfittano.
Sono orgoglioso di averti avuto come collega all’ ITIS di Monopoli, ed ora come compagno con il PUNGOLO nel PD.
PS: Devi aggiungere nel tuo curriculum la Vittoria di un Campionato Universitario.
Carissimo Giovanni,
sono anch’io orgoglioso di averti come amico, sin dai tempi universitari, ora in tarda età.
Ho vivo il ricordo di quel torneo di calcio del 1968 in cui la formazione dei giovani universitari di Economia e Commercio e Agraria si impose. Nella squadra eravamo insieme, io, te, Guglielmi, Copertino e altri di cui non ricordo i nomi.
Presidente dell’Associazione con sede in via Magenta era il compianto Nicola Masulli, giocatore del Monopoli calcio.
Essere ancora in campo oggi insieme, senza ruoli, a combattere battaglie buone e giuste, nel nostro PD, ci fa onore.
Un abbraccio.
Stefano