Il ricordo, a sei anni dalla sua dipartita.
Tu eri coraggio e saggezza, libertà e possibilità.
Tu eri estro e ricerca, caparbietà e mitezza.
Tu eri genio e passione, dedizione e prontezza.
Tu eri rigore e dolcezza, onestà e tradizione.
Tu eri un’infinità di colori, la più bella preghiera del cuore.
Tu eri emozione e sensibilità, silenzio e rumore.
Tu eri preghiera e riflessione, razionalità e intuito.
Tu eri serietà e disponibilità, coerenza e precisione, bellezza e incanto.
Tu eri arte e intraprendenza, genio e speranza.
Tu eri un’immensa tenerezza,la più lucida follia dell’anima.
Tu eri generosità instancabile, precisione indomabile.
Tu eri un pensatore senza tempo,un anticipo di Paradiso.
Tu eri gusto e ironia, allegria e spensieratezza, un inno gioioso alla vita.
Tu eri un canto continuo alla Madonna,una nota luminosa sulle corde dell’Altissimo
Tu eri un valico tra la terra e il cielo,un passo costante tra il finito del mondo e l’infinito di Dio.
Tu eri il dono più bello che la vita ci abbia dato, la storia migliore vissuta di fede e amore.
Tu eri un incanto continuo, un’emozione senza tempo, un immenso e dolcissimo alito di Paradiso.
Tu eri la speranza del cuore che il domani potesse essere sempre più bello, la ricerca costante del “meglio” per sé.
Tu eri il dipinto migliore della Madonna della Madia, lo spettacolo più reale e realizzato che il Figlio di Dio ha lasciato vivere in mezzo a noi per profumarci più autenticamente di Lui sullo scenario a volte scomposto della nostra vita.
Tu eri la Sua più meravigliosa testimonianza, il meglio della pastorale vissuta con l’impegno costante, l’esempio più luminoso del presbiterio diocesano
Tu eri identità e orgoglio, stile ed eleganza, una pagina di storia su una città da amare.
Tu eri una grazia costante per tutti, un capolavoro del cielo.
Tu eri l’inno migliore della Madonna della Madia, il Suo custode più prezioso.
Tu eri e resti lo scrigno più bello che brilla oltre il campanile delle nostre emozioni.
La stella vivente che porta luce al nostro cielo quotidiano.
La candela che illumina ancora il senso più profondo del cuore.
Tu eri e sei sempre la nostra Bellezza.
La Bellezza migliore di Dio.
6 anni dopo te.
Buon anniversario in cielo carissimo don Vincenzo
Prega per tutti noi

BIOGRAFIA DI DON VINCENZO
Origini e famiglia.
Nasce a Monopoli il 23 febbraio 1936 in via Bixio n.8 da Carlo, ebanista, e da Maria Rosaria Ciaccia, sarta.
Suo fratello è Paolo, che diventerà commercialista, sua sorella Antonia, che condividerà sempre con Vincenzo la casa familiare a la vita quotidiana.
Già dopo la licenza elementare avverte la vocazione sacerdotale. Frequenta la scuola media presso il Seminario di Monopoli. Nei successivi dodici anni segue gli studi superiori presso il Seminario Regionale di Molfetta.
Sacerdote e Rettore della Basilica Cattedrale.
Il 6 agosto 1961, presso la Chiesa del Carmine, è ordinato sacerdote da Carlo Ferrari, vescovo del Concilio Vaticano II, a Monopoli dal 1952 al 1967.
L’ordinazione avviene nel giorno (non nell’anno) della morte del Papa Paolo VI, suo riferimento spirituale e morale, per cultura, carattere e stile di vita.
Per sei anni è vice parroco della Chiesa Matrice di Cisternino, diretta dal monopolitano monsignore Giuseppe Todisco.
Nel 1967 è trasferito a Monopoli, dove svolge le funzioni di vice parroco prima alla chiesa di S. Antonio, poi in Cattedrale, durante la reggenza vescovile di don Pasquale Guarini, arcidiacono di Fasano.
Nel 1985 è nominato Rettore Parroco del Santuario della Basilica Cattedrale di Monopoli.
Il 30 settembre 1986, con decreto della Santa Sede, viene decisa la “piena unione” delle diocesi di Monopoli e Conversano con trasferimento della sede vescovile a Conversano. Il clero e i cittadini protestano vivacemente.
Si organizza un Comitato per la difesa di Monopoli, coordinato dallo stesso don Vincenzo Muolo e don Armando Dorsi.
Il provvedimento vaticano rimane però in piedi, sostenuto, secondo l’opinione di alcuni, dal maggiore peso politico presso il Ministero dell’Interno dai parlamentari e amministratori conversanesi.
Dello scippo perpetrato ai danni della città vengono rivolte critiche allo stesso vescovo D’Erchia per la tiepidezza dimostrata.
Il 28 marzo 1987 si insedia il nuovo vescovo della Diocesi Conversano Monopoli, Domenico Padovano, con cui don Vincenzo nel tempo non stabilirà un buon rapporto.
Nel 1992 si celebra solennemente il 250° anniversario della posa della prima pietra della Cattedrale avvenuta nel 1742. Nel 2000, anno del Giubileo, vengono celebrati riti e funzioni speciali in onore della Madonna della Madia.
Nel 2011, al compimento del 75 ° compleanno, in base alle disposizioni canoniche, don Vincenzo presenta le dimissioni, ma rimane in carica per altri tre anni.
Nel 2014 il vescovo dispone, nel quadro di un riordino, l’accorpamento delle parrocchie di S. Maria Amalfitana e quella di S. Pietro e Paolo nell’unità Pastorale della Cattedrale, competente anche per la Chiesa della contrada L’Assunta.
La decisione è avversata dal clero e dai fedeli, che rivolgono pesanti critiche al vescovo.
Nello stesso anno il vescovo nomina don Giovanni Intini, di Noci, rettore e parroco della Cattedrale.
Il passaggio, per responsabilità del vescovo, avviene in modo brusco, in un clima di freddezza, senza significative attestazioni di riconoscenza per il lungo operato di don Vincenzo, con il quale, invece il nuovo parroco instaura un rapporto fraterno con la nomina a Rettore emerito della Basilica Cattedrale.
Educatore e docente.
Docente di Religione presso la Scuola Media Statale di Cisternino (1961-1966), la Media Volta di Monopoli (1967-1974), il Liceo Scientifico di Monopoli (1975-1986).
In occasione del 25° anniversario di sacerdozio, il prof. Angelo Menga, preside e amico personale, nell’intervento in Cattedrale ne sottolinea “l’esemplare insegnamento della religione, come momento di formazione di molti giovani, che dalla scuola hanno appreso la scienza della salute eterna e dal suo comportamento l’autenticità della fede cristiana”.
Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano, assistente spirituale dell’Istituto Pro Famiglia con sede in Piazza Garibaldi, per la formazione dei giovani e per i corsi prematrimoniali.
Animatore e assistente dell’Azione Cattolica, del Gruppo di Volontariato Vincenziano, dell’Amopuglia.
Guida spirituale e morale per generazione di bambini, ragazzi, fidanzati, adulti, anziani, malati, bisognosi nel corpo e nello spirito.
Festa Patria e innovazioni.
Instancabile organizzatore e regista della Festa della Madonna della Madia, nei due eventi del 14 agosto e del 16 dicembre, con il tradizionale approdo della zattera con la sacra icona.
Nel 1976, tra incomprensioni, critiche e larvate minacce da parte di bar e alcuni gestori del centro storico, decide il trasferimento anche del mattino del 16 dicembre, per ragioni di insufficienza di spazio, dalla Cala del Vecchio Porto a Cala Batteria, area più ampia e cornice più spettacolare.
Nel 2010, fra le proteste dei pescatori, vengono esclusi i motopescherecci e le barche piene di gente e strombazzanti dal corteo che segue la zattera della Madonna in mare.
L’ultima versione della cerimonia è l’arrivo in un’atmosfera di silenzio, quiete e intima meditazione con la solo immagine di Maria, seguita dai tradizionali gozzi a remi.
Nel tempo le innovazioni e le scelte si rivelano positive ed apprezzate dai cittadini, forestieri e numerosi turisti che presenziano all’evento.
Chiesa Cattedrale e opere.
Sin dagli anni ’70 e sempre, costante è l’impegno profuso nel restauro e nella valorizzazione della Cattedrale come nella tutela del patrimonio storico, artistico e culturale presente.
Nel 1980 si completa, per opera del maestro Cesare Franco, il restauro della Sacra Icona bizantina della Madonna della Madia, posta in alto sull’altare centrale del trionfo.
Vengono recuperate nello splendore architettonico la facciata, il campanile, gli interni, le cappelle, i quadri e le tele.
Tra le opere più preziose l’Ultima Cena del De Mura, L’Approdo del Bardellino e i dipinti dello Spizzico sotto la maestosa volta centrale.
Nel 1990 sul campanile viene collocato il quadro a mosaico della Madonna della Madia eseguito dalla pittrice monopolitana Anna Brigida.
Nel 2000 si completano i lavori di recupero della sottostante Cripta Romanica, si attiva il Polo Museale, comprendente il Museo, L’Archivio Diocesano e la Pinacoteca.
In seguito viene recuperato anche il Sepolcreto.
Particolare cura è dedicata negli anni alla Schola Cantorum, alle Confraternite e all’Associazione Pietre Vive, dedita alla valorizzazione della tradizione mariana.
Nell’ultima pubblicazione don Vincenzo scrive:” Io di questa casa sono stato l’umile custode e le pagine di storia degli ultimi trenta anni ne sono la testimonianza”.
Caratteri, stile e abitudini di vita.
Riservato, intransigente nell’osservanza dei principi e delle regole della Chiesa.
Mite, tenace, ostinato nelle decisioni, capace anche di rifiutarsi di somministrare alcuni sacramenti in caso di condizioni mancanti.
Le sue omelie sono ricordate come profonde e toccanti, a volte noncuranti della durata.
Don Vincenzo ha coniugato un certo sano tradizionalismo con il coraggio dell’innovazione nello spirito e nella fede cristiana.
Attento studioso e instancabile lettore, accumula libri e non disdegna i quotidiani. Legge il Corriere della Sera, l’Avvenire, l’Osservatore Romano, ma anche l’inserto domenicale del Sole 24 Ore procuratogli dal fratello Paolo.
Malattia e ultimi giorni.
Nel maggio 2015 arrivano i sintomi di un male devastante, quello del cancro.
Nel luglio si sottopone a un parziale intervento chirurgico all’Ospedale di Acquaviva.
Per le sue condizioni di salute non partecipa all’approdo della Madonna. Nonostante la malattia, continua a recarsi in Cattedrale per pregare e celebrare le funzioni religiose.
Il 23 febbraio 2016, nel giorno del suo 80° compleanno, è in chiesa con amici e fedeli.
Le sue ultime invocazioni sono per la Madonna “Regina, Madre di misericordia, avvocata nostra.”
Il mattino seguente le condizioni si aggravano, perde conoscenza.
Ultime peregrinazioni tra l’ospedale di Acquaviva e il Day Hospital di Monopoli, dove si spegne il 28 febbraio, in una sera di forte vento di scirocco, nell’anno del Giubileo della Misericordia di Papa Francesco, di cui era profondo estimatore.
Per il rito funebre celebrato solennemente il 1° marzo, la Basilica Cattedrale è gremita di fedeli e dei rappresentanti del clero e delle autorità civili e militari.
Il vescovo Padovano stenta parole di gratitudine, il sindaco Emilio Romani, visibilmente commosso, invita animosamente la città ad esprimere un segno tangibile e imperituro di riconoscenza, il prof. Martino Cazzorla, con calde parole, ne traccia il pensiero e le opere, l’amore per la sua terra e la sua gente.
La morte sopraggiunge alla vigilia del 900° anniversario di quell’evento sacro e magico del 1117, quando il vescovo Romualdo e il popolo monopolitano accolsero al porto la zattera di legno con la sacra Icona della Madonna della Madia, di cui don Vincenzo è stato instancabile cultore ed innamorato custode.
Don Peppino Cito continua la sua opera come Rettore della Cattedrale.
Oggi è più che mai necessario imprimere, con il nome di don Vincenzo Muolo, un segno sui muri della città, come imperituro ricordo e riconoscimento.
Ringrazio don Vincenzo, per quel 15 dicembre 1980, in cui fu celebrante della mia unione matrimoniale in Cattedrale.
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Per ragioni di correttezza storica mi permetto di segnalare un refuso nelle datazioni e relativi incarichi: nel 1973 era Parroco in Cattedrale Don Angelo Benedetti. Ne sono testimone diretto avendo ricoperto, dal 1971 al 1980, la carica di Organista Titolare della Cattedrale di Monopoli. [Domenico Morgante]
A volte la grandezza di una persona emerge interamente alla fine, quando, spente le luci della cronaca, si delinea il disegno completo di un percorso.
Grazie, Stefano, per aver stigmatizzato una figura che, in epoche e situazioni “complicate”, ha fatto rinascere la nostra Cattedrale anche dal lato artistico (ed ora il caro Don Peppino Cito ne è il perfetto degno continuatore). Merita di entrare tra i ” Nomi nel Marmo” della toponomastica della nostra città!
Bravo Stefano …per aver ricordato Don Vincenzo Muolo … con tanti miei ricordi personali alla Assoc.cattolica della chiesa della Madonna del Carmine..
Grazie per aver ricordato il nostro Caro fratello e zio Don Vincenzo attraverso il racconto della sua vita terrena.
Famiglia Muolo
Sono onorato di aver omaggiato don Vincenzo Muolo, un figlio speciale della nostra Monopoli.