
Storia di Carlo Ferrari, vescovo di Monopoli negli anni Cinquanta e Sessanta.
Biografia
Mons. Carlo Ferrari è nato il 20 aprile 1910 a Fresonara (Alessandria) diocesi di Tortona.
Compiuti gli studi nei due seminari diocesani, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 29 giugno 1935.
Fu per 10 anni direttore spirituale nei due seminari.
Eletto Vescovo di Monopoli, il 17 aprile 1952, entrò in diocesi il 12 agosto. Come Vescovo di Monopoli partecipò a tutte le sessioni del concilio Vaticano II.
Nel 1967, il Comune di Monopoli gli conferì la cittadinanza onoraria.
Fu nominato Vescovo di Mantova nell’ottobre 1967. Resse la diocesi fino al 28 giugno 1986, quando Giovanni Paolo II accolse le sue dimissioni per limiti di età.
E’ morto a Verona il 1 dicembre 1992. E’ sepolto nel Duomo di Mantova. Sulla sua tomba è scritto: “Padre del Concilio Ecumenico Vaticano II”.
Il giovane Vescovo a Monopoli
Arrivò nel lontano 1952 un vescovo giovane, nordico, bello, anticonformista, fuori dagli stereotipi del tempo. Molti di noi non erano nati o erano bambini, ma, nel crescere, avvertimmo subito che quel vescovo rappresentava il “nuovo”.
Nuovo era il suo approccio, senza fronzoli e formalità; nuovo il suo linguaggio chiaro ed essenziale, nuovi i suoi comportamenti anticonvenzionali e diretti; nuove le sue belle e lucenti macchine; autentica la sua azione pastorale e dottrinale: ricordiamo le adunate nel cortile di S. Giuseppe, nella villa De Martino, a Villa Specchia e altrove.
Sì, avvertimmo subito un movimento e un profumo che sapeva di profezia. Noi non lo sapevamo, ma era il movimento dello Spirito che diventerà alito di vita, che diventerà il Concilio. Lo scorso 25 aprile, nella Basilica Cattedrale, è stato ricordato Carlo Ferrari a 100 anni dalla sua nascita.
E’ stato ricordato, innanzitutto, come Vescovo del Concilio, ma anche Vescovo dei giovani e infine grande Vescovo di Monopoli che fece sentire a noi monopolitani l’orgoglio di essere Chiesa. Durante l’incontro, sono stati presentati due volumi: “Carlo Ferrari Diario del Concilio Vaticano II” a cura di don Stefano Siliberti e “Testimonianze da 40 anni di Episcopato a Monopoli e Mantova” a cura di don Benito Regis.
Il Vescovo del Concilio
Dunque è’ stato il Vescovo del Concilio del quale fu interprete convinto ed entusiasta. «Ebbi la ventura di partecipare al Concilio» diceva, mentre coglieva tutta la portata rivoluzionaria del grande evento, proiettandosi egli stesso sugli orizzonti più ampi della Chiesa. E su questi orizzonti pose, come ha ricordato don Benito Regis in Cattedrale, quali cardini della sua preziosa azione pastorale, quelli che il Vescovo chiamava i chiodi.
Il primo chiodo era la centralità della persona e del dialogo fra credenti e non credenti. «Preferisco sbagliare dando fiducia alle persone che non sbagliare negando la fiducia alle persone».
Il secondo chiodo era la parola di Dio che si fa storia perché il Cristianesimo non è religione del libro, è religione del Verbo incarnato che accorcia la distanza tra Dio e noi.
Il terzo chiodo infine fu «la gerarchia è dentro il popolo di Dio, non sopra», come soleva affermare monsignor Ferrari gioendo del “capovolgimento” conciliare. «Ridare ai laici quello che è dei laici» fu un suo obiettivo. E infatti ci educò ad essere popolo di Dio.
Padre Carlo
Perché fu il vescovo dei giovani? I giovani, si sa, sono carta assorbente e posseggono un intuito primario nel riconoscere l’autenticità e la verità. Lo accogliemmo da subito come punto di riferimento nostro, tutto nostro. Giovane egli stesso, aperto e pronto ad ascoltare i suoni o i bisbigli o i silenzi che si innalzavano dalla condizione giovanile di quegli anni.
Con i suoi modi franchi, a volte bruschi, ci invitava a non “strusciare” sempre per il borgo e aggiungeva: «Ditemi che i giovani fanno qualche malefatta, ma ditemi che fanno!» Ci spingeva così ad inoltrarci nel fiume della vita, a coglierne i sapori, ad avviarci all’incontro-scontro con la realtà. E noi lo ascoltavamo, lo seguivamo, gli credevamo perché autentico e credibile.
E divenne punto di riferimento prezioso e insostituibile: a lui andavamo per un consiglio, un aiuto, un orientamento. E’ stato un grande pastore, è stato un testimone dei tempi. In questa duplice dimensione si è consegnato a noi.
A noi che lo chiamavamo Eccellenza, ma era padre, Padre Carlo. Ricordo tra i suoi insegnamenti quello rivolto alla libertà di coscienza: è nella coscienza che la voce del Padre risuona più compiutamente, ci diceva. E l’eco di quella voce risuona ancora profonda e piena: è l’eco del passaggio per Monopoli, per la nostra diocesi, per le nostre vite di Padre Carlo.
BRANI DA SCRITTI DI MONS. FERRARI
Il Cristianesimo
Il Cristianesimo è una serie di eventi; fatto di opere e di parole e non un complesso di verità intellettuali. Protagonisti di questi eventi sono le Divine Persone e le persone umane; tra di esse esistono rapporti di vita, di potenza, di sapienza, di amore e di tenerezza. (da Il Dio Cristiano)
La devozione
La devozione è un sentimento che proviamo verso una persona cara … per noi la persona è Maria, … la cui bontà è la bontà di una mamma. La devozione alla Madonna ha tante manifestazioni: messe, rosari, preghiere nei giorni dedicati a Lei, ceri e fiori, ecc.
Chi manifesta così la sua devozione ha certamente una intenzione buona, ma se lo fa senza conoscere i Misteri della fede, i comandamenti, i precetti … è come un figlio che manda fiori, abbraccia e bacia la sua mamma ma quando la saluta ha la mente lontana, il cuore occupato da altri affetti e spende la propria vita per altre persone.
I ricchi
Il messaggio evangelico non presenta il benché minimo pretesto per una lotta di classe. Oggi tutti accusano i ricchi. Li potrebbero accusare solo quelli che non lo vogliono diventare. Maria non vi accusa; se la accogliete in casa vostra, Lei vi farà sentire soltanto le sue preoccupazioni materne: la ricchezza non è un male, è un pericolo: per il cuore, per lo spirito, per l’anima. Il cuore può diventare insensibile, lo spirito può traboccare di egoismo, l’anima può sentirsi paga delle cose della terra e allora la miseria degli altri lascia indifferenti, i diritti degli altri non si vogliono riconoscere, il Paradiso lo possedete già. (Lettera Pastorale-1953).
Vanna Rossani
Comunità “Fede e Luce”
IMMAGINI del vescovo Carlo Ferrari
da libro MONOPOLI,TI RICORDI
L’Album della Città di Stefano Carbonara











