Negli ultimi anni, grazie alle politiche di sviluppo regionale nel settore dei trasporti aerei e nella valorizzazione dei beni paesaggistici e culturali, con il conseguente apprezzamento della Terra di Puglia da parte dei turisti, specie stranieri, Monopoli ha usufruito in modo particolare di un vero e proprio boom turistico.
A trainare questo fenomeno i peculiari caratteri del centro storico, con il porto, le chiese, i vicoli e i numerosi centri culturali, il mare e la costa, le incantevoli cale e spiagge, la campagna e le contrade con gli ulivi, le lame, le colline, i tipici paesaggi, la cucina tipica locale.
Dal 2012 al 2019 si è passati da 44.551 a 129.127 arrivi, con un aumento del 190%, dalle 182.314 alle 442.795 presenze, con un incremento del 143%.
Gli stranieri, in particolare, sono aumentati del 550%.
Da posizioni poco significative in classifica Monopoli ha raggiunto il 12° posto tra i Comuni della Puglia per movimento turistico.
Il fenomeno è stato accompagnato da un forte incremento delle strutture ricettive, specie nel centro storico con la ristrutturazione dei vecchi immobili, ma anche nella campagna con l’ammodernamento di masserie, trulli e case rurali e la costruzione di nuovi borghi rurali.
Il numero di 221 strutture ricettive censite ufficialmente dal Comune è inferiore alle 528 iscritte nel registro regionale con codice identificativo e ancora meno rispetto alle 930 presenti nella rete.
Ai molti riflessi positivi sull’economia locale devono però aggiungersi alcuni negativi sulla vivibilità del centro storico, specie per i pochi residenti rimasti, e sulle condizioni di decoro e di pulizia del territorio e di conservazione dei beni architettonici.
Urgono interventi da parte dell’Amministrazione Comunale che puntino non all’effimero, ma al duraturo.
Significa non solo Feste e grandi Eventi, che incidono pesantemente sul bilancio comunale a carico dei cittadini, ma interventi sulle strutture, a cominciare dal sistema fognario insufficiente in rapporto alle aumentate presenze turistiche, e sui servizi, prima di tutto una raccolta efficiente, adeguata e continua dei rifiuti di tutti i tipi.
I turisti sono sì una risorsa, ma anche un grosso problema.
Sarebbe saggio che la classe politica pensi al futuro e non all’immediato ritorno elettorale.
STUDIO SUL CENTRO STORICO
Uno studio eseguito sul campo dagli stessi operatori tramite Titti Cavallo di Albergo Diffuso, su richiesta del Rettore della Cattedrale don Peppino Cito, preoccupato dalla minore frequenza dei fedeli, mette in evidenza la riduzione progressiva del numero dei residenti, l’aumento esponenziale dei non residenti, il gran numero di strutture ricettive e commerciali.
Qui di seguito le piante del centro storico che evidenziano questi gravi problemi.



Statistiche su Attività Turistiche, Commerciali, Bar e Ristoranti, Strutture Ricettive, dal libro MONOPOLI 2020 di Stefano Carbonara




















Ottimo lavoro, Stefano. Concordo che le cifre ufficiali censibili siano solo la punta dell’iceberg…
Il boom turistico comporta però altre problematiche da risolvere a livello regionale o addirittura superiore …
Aumenta il fabbisogno idrico, e quindi bisogna potenziare le opere di captazione considerando anche le mutate condizioni meteorologiche. Ai turisti non farebbe piacere il razionamento dell’acqua e la limitazione forzata delle docce …
Aumenta il volume di liquami fognari da smaltire correttamente, quindi bisogna ridisegnare la rete di depuratori.
Aumenta il fabbisogno di prestazioni sanitarie, di routine e d’emergenza, e dobbiamo adeguatamente potenziare un settore da cui sono state allegramente drenate risorse materiali ed umane per decenni.
Dobbiamo essere bravi ad adeguare e rinnovare la nostra “offerta” turistica, altrimenti il boom si esaurirà lasciandosi alle spalle un patrimonio edilizio profondamente trasformato (non sempre in meglio …) e tanti di noi a scaricarne le responsabilità.