Monopoli era strana ieri sera, 11 luglio 2021, dalle 21 fino a fine partita, una strana atmosfera, una cappa di silenzio sembrava avvolgerla.
Alle terrazze ed ai balconi numerosi tricolori coloravano solitari e mogi, solo di tanto in tanto qualcuno provvedeva ad agitare i vessilli quasi ad animarli con un vento immaginario.
Poi l’urlo liberatorio, l’ultimo rigore è stato battuto. Goal !!!
Ed è stato come se dalle viscere della città un movimento sommerso venisse a galla, grida gioiose e forsennate sono venute fuori da gole mute. Ormai da troppo tempo!
Già, perché ieri non c’era solo la finale degli europei a Wembley, no, ieri quella partita si è caricata di innumerevoli significati, tante vite giocavano insieme ai nostri undici, tutti noi italiani, tutti!
L’inizio non è stato dei migliori, chi se li aspettava i fischi durante il nostro Inno?
Chi, da quella che per antonomasia è la patria dei diritti, del senso di libertà, della musica senza confini, la mitica Londra che nei sogni della maggioranza di noi è ancora un ideale di liberazione, quante novità sono partite da lì per raggiungere il mondo intero, quante?
Eppure si sono inginocchiati insieme a noi contro tutti i razzismi, hanno dichiarato quindi che il rispetto reciproco è alla base del vivere civile, e poi?
Ecco il significato di un gesto che non va al di là del marketing, dell’esposizione mediatica, dell’immagine ma, la sostanza?
E passi.
La partita credo sia stata molto corretta, un buon arbitraggio, ampiamente equo, i novanta minuti sono passati, poi ancora trenta ed infine la lotteria.
I rigori.
E ne siamo usciti vincitori!!!
Abbracci, baci, parole in cui qualcuno ha provato a togliersi un piccolo sassolino dalla scarpa ma davvero con tanto rispetto, da parte dei nostri almeno.
Non ci si può esimere dal gioire, che caspita, dateci la facoltà di farlo. Date ai nostri ragazzi (alcuni, vedi Donnarumma, molto giovani) la possibilità di essere Felici.
È arrivato il momento della premiazione, i nostri si sono schierati facendo passare gli inglesi nel mezzo, hanno onorato i secondi arrivati che, con sprezzo assurdo, hanno tolto dal collo la medaglia, quasi con ribrezzo.
È una cosa che non avrei mai voluto vedere e, parafrasando una canzone di parecchi anni fa avrei gridato loro “Bisogna saper perdere, non sempre si può vincere. Bisogna saper perdere”
Perché se questa società ci impone di idolatrare i vincitori (fosse anche dell’ultimo deleterio game show) una parte importante lo hanno i perdenti.
Già da tempo la nostra nazione e noi italiani sparsi per tutto il globo, non godiamo forse della stima dei più, troppo complicato capirci, troppo al di sotto delle aspettative dei paesi ricchi, d’Europa e del resto del mondo.
Troppo frammentati, troppo “napoletani” sempre con lo spirito lieve e padroni dell’arte di arrangiarsi, troppo poco propensi ad esporsi, poco inclini alla ribellione ferma (i nostri scioperi sono villaggi vacanze rispetto a ciò che succede, ad esempio, in Francia [vedi sciopero dei tassisti] che è durato giorni in un braccio di ferro durissimo col governo).
La nostra TV spazzatura, per poi renderci conto però che gli altri paesi non hanno certo degli Einstein a condurre i loro programmi.
Insomma, ci facciamo fustigare spesso e volentieri senza alzare la testa granché.
E poi ci chiamano mafiosi ad ogni “spron battuto” e poche sono le voci che si alzano a gridare che NOI la mafia l’abbiamo combattuta e la combattiamo ancora, cadendo e rialzandoci, con il cuore pieno delle parole di persone indimenticabili come Borsellino e Falcone e Dalla Chiesa.
E vogliamo ricordare l’ultimo anno e mezzo?
No, lasciamo perdere!
Ieri sera tutto è stato cancellato, per qualche ora almeno siamo stati tutti insieme, felici, sul tetto d’Europa!
Rosi Brescia
Scrittrice monopolitana
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Perdonatemi ma devo fare un ulteriore commento… Quando gli inglesi dicono di aver inventato il gioco del calcio ricordiamo loro che, nel 1490 era nella città di Firenze che la tonda palla si calciava con i piedi!
Anche una donna può essere tifosa di calcio e tanto. Mi sono sentita trasporre in scrittura un grande episodio di sport che ci ha coinvolto tutti. Uniti finalmente e speriamo per altro ancora!