È partita la raccolta firme per il Referendum sull’Eutanasia Legale
Servono 500mila firme entro il 30 settembre 2021 prossimo per poter portare all’attenzione dei cittadini con un referendum nazionale l’adozione o meno di una legge sulla morte assistita.
Lo scopo è quello di aiutare persone affette da gravi malattie, invalidanti, accompagnate da sofferenze atroci, che in base alle leggi attuali non possono scegliere liberamente di morire come è avvenuto per Piergiorgio Welby, Eliana Englaro, Dj Fabo, Davide Trentin e tantissimi altri.
Se entro il 30 settembre non saranno consegnate in Corte di Cassazione almeno 500mila firme autenticate e certificate non sarà più possibile in questa legislatura approvare il referendum.
EUTANASIA LEGALE, COSA PREVEDE IL TESTO DEL REFERENDUM
Il referendum sull’Eutanasia Legale è stato depositato su iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni lo scorso 20 aprile in Corte di Cassazione.
Il testo prevede una parziale abrogazione dell’art. 579 del codice penale (omicidio del consenziente), che impedisce la realizzazione di ciò che comunemente si intende per ‘eutanasia attiva’ (sul modello olandese o belga).
Con lo slogan “EutanaSia legale – liberi fino alla fine”, la campagna di raccolta delle firme è sostenuta da rappresentanti di partiti e di associazioni, di tutti gli orientamenti politici.
In caso di approvazione del referendum si passerebbe dal modello della ‘indisponibilità della vita’, sancito dal codice penale del fascismo nel 1930, al principio della ‘disponibilità della vita’ e dell’autodeterminazione individuale, già introdotto dalla Costituzione repubblicana, ma che ora deve essere tradotto in pratica.
La stessa Corte Costituzionale Italiana si è espressa a favore di questa scelta esprimendosi sul caso Dj Fabo, malato tetraplegico costretto a morire in una clinica in Svizzera.
Il Parlamento Italiano non ha però recepito ancora l’indirizzo della Consulta approvando in modo definitivo una legge sulla Eutanasia, per riempire l’attuale vuoto normativo sul suicidio assistito.
Se passerà il referendum, ogni cittadino, quando è in vita ed è capace di scegliere con la propria testa, potrà esprimere la propria volontà ad essere aiutato, in caso di gravi malattie, con mezzi consentiti dalla medicina, a morire senza sofferenze per sé stesso e per i familiari.
FIRME PER IL REFERENDUM A MONOPOLI
A Monopoli, nei giorni 10-11-12 luglio 2021, sono state già raccolte 700 firme per il Referendum.
Promotore dell’iniziativa il giovane liceale Mattia Penta, insieme ai giovani e ai consiglieri del PD e di Spazio Civico.
La raccolta proseguirà fino al 30 settembre recandosi al Comune presso l’Ufficio di Segreteria, in Via Garibaldi, negli orari di ufficio, o presso lo studio dell’avvocato Adalisa Campanelli in Via Vasco n.4
L’ invito a firmare è rivolto a tutti, perché siano i cittadini chiamati con il voto popolare previsto dal referendum a decidere sul loro destino a morire liberamente decidendo con la loro mente.
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