È evidente, e lo ammettono anche i più accaniti sostenitori, il Reddito di cittadinanza, simbolo del M5S, non ha raggiunto tutti gli obiettivi prefissati.
Non ha funzionato.
Né ha abolito la povertà, come baldanzosamente fu sbandierato dal comodo balcone di Palazzo Chigi.
Tantomeno ha assolto alla funzione per cui è nato: aiutare i disoccupati e i poveri, quelli veri, per far fronte alla mancanza di salario e contemporaneamente indirizzarli nella ricerca di un “altro” lavoro.
Adesso sarà innanzitutto necessario effettuare tutti i controlli per ridurre la spesa.
Il disegno di legge approvato l’altro giorno dal Consiglio dei ministri contiene una serie di nuove norme, che rendono stringenti le motivazioni che danno la possibilità di ottenere, o mantenere, il Reddito di cittadinanza.
Rafforzare l’iter a cominciare dall’accettazione delle domande per scongiurare gli abusi.
Dare quell’assegno a chi merita e a chi ha effettivamente bisogno.
Nel 2021 circa 1,7 milioni di famiglie hanno percepito il sussidio per almeno un mese, su un totale di 3,8 milioni di beneficiari. La spesa complessiva è salita a quasi 9 miliardi l’anno. L’assegno mensile medio per famiglia è di 578 euro, 271 euro per i titolari di Pensione di cittadinanza.
Incrociare tutti i dati per un controllo capillare prima di dare la risposta affermativa a chi ne fa richiesta.
Si dovrà inoltre estendere l’elenco dei reati incompatibili con la percezione del Reddito.
Verrà subito imposto la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e saranno valide tutte le offerte di impiego in qualsiasi città d’Italia.
I percettori del reddito non occupabili saranno indirizzati ai servizi sociali dei comuni, che devono organizzare i PUC, progetti utili alla collettività, cioè i lavori socialmente utili.
La riforma prevede anche un aumento delle sanzioni con taglio del sussidio fino all’immediata decadenza dal beneficio.
Si apre un nuovo capitolo.
Più razionale.
Un chiaro tentativo di “aggiustare il tiro” per raggiungere la platea dei veri poveri, che sono tanti.
Antonio Losito