
Biblioteca civica “Prospero Rendella”
Nell’ambito della rassegna letteraria 𝐑𝐞𝐧𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝’𝐀𝐮𝐭𝐨𝐫𝐞, nella Sala Prospero della #Rendella si è tenuto l’incontro-dibattito dal titolo “𝘓𝘦𝘨𝘨𝘦𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘪𝘭 𝘗𝘦𝘯𝘴𝘪𝘦𝘳𝘰 𝘮𝘦𝘳𝘪𝘥𝘪𝘢𝘯𝘰. 𝘖𝘮𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘢𝘭 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘰𝘭𝘰𝘨𝘰 𝘍𝘳𝘢𝘯𝘤𝘰 𝘊𝘢𝘴𝘴𝘢𝘯𝘰”.
La serata è stata introdotta dalla lettura di alcuni brani dei libri del sociologo, da parte di Giuliana Corbascio e dalla presentazione dell’evento di Loredana Ratti, presidente del Presidio del Libro Donne per la Città di Monopoli e di Rosanna Perricci, Assessore alla Cultura.
Relatori Alessandro Laterza, editore della Laterza, e Gianfranco Viesti, economista e scrittore.
L’incontro è stato molto seguito e ricco di emozioni per tutti i partecipanti, nel ricordo di Franco Cassano, scomparso nel febbraio scorso, sociologo di fama e autore di numerosi libri di interesse nazionale, ospitato a Monopoli in diverse occasioni per conferenze organizzate dal Presidio del Libro.
FRANCO CASSANO

Nato il 3 dicembre 1943 ad Ancona, muore a Bari il 23 febbraio 2021.
Sociologo barese ed ex parlamentare eletto alla Camera dei deputati nel 2013 come indipendente nelle file del Partito Democratico.
Professore ordinario di Sociologia e Sociologia dei Processi culturali e comunicativi all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, editorialista de l’Unità e de l’Avvenire.
Tra le sue opere più note “Il pensiero meridiano” e “L’umiltà del male”. Proprio con la prima era divenuto noto.
Queste alcune sue osservazioni sul Sud :
Il pensiero meridiano è l’idea che il Sud abbia non solo da imparare dal Nord, dai Paesi cosiddetti sviluppati, ma abbia anche qualcosa da insegnare e quindi il suo destino non sia quello di scomparire per diventare Nord, per diventare come il resto del mondo.
C’è una voce nel Sud che è importante che venga tutelata ed è una voce che può anche essere critica nei riguardi di alcuni dei limiti del nostro modo di vivere, così condizionato dalla centralità del Nord-Ovest del mondo.
Io credo che il Sud debba essere capace di imitare, ma anche di saper rivendicare una misura critica nei riguardi di un mondo che ha costruito sull’ossessione del profitto e della velocità i suoi parametri essenziali.
Noi pensiamo che i Paesi del mondo siano divisi tra sviluppati e quelli in via di sviluppo e che i secondi debbano diventare come i primi.
Questo è impossibile sul piano generale, perché il reddito medio dei Paesi sviluppati sarebbe impossibile a generalizzarsi, impossibile soprattutto perché ogni Paese ha una sua storia attraverso la quale può interpretare lo sviluppo, costruendolo sulla base di quelle che sono le sue esigenze, di quella che è la sua storia, la propria voce.
Cantare con la voce degli altri è una falsità. Bisogna cantare con la propria e soprattutto rivendicare alcuni elementi che appartengono al Sud.
Il pensiero meridiano è un’identità complessa perché esso non pensa solo al Sud d’Italia.
Noi siamo una grande penisola gettata nel Mediterraneo e certe volte ce ne dimentichiamo.
Se noi andiamo a guardare sugli Atlanti, scopriamo che è difficile vedere tutto in un quadro il Mediterraneo.
Noi vediamo l’Europa o vediamo l’Africa. Mentre il Mediterraneo è tutto questo incrocio di popoli.
Noi, come Sud, siamo sempre stati una molteplicità di voci che hanno attraversato questo mare e, come dicevo prima, possiamo costituire una voce critica nei riguardi dello sviluppo.
IMMAGINI DELL’INCONTRO
A conclusione dell’evento il Prof. Stefano Carbonara, storico e scrittore, ha donato ai relatori i libri pubblicati sulla Storia della Città di Monopoli.

Alessandro Laterza
E’ nato a Bari il 9 febbraio 1958.
Si è laureato in Lettere classiche nell’Università di Firenze (1981).
Nella Gius. Laterza & Figli dal 1982 ha ricoperto mansioni di: redattore, coordinatore dei servizi di revisione testi, coordinatore del settore Scuola, direttore editoriale, direttore centrale della sede di Bari. Dal 1997 è amministratore delegato della Società.
Incarichi:
Vice Presidente di Confindustria per il Mezzogiorno e Politiche Regionali (2012-2016).
Presidente della Commissione Cultura di Confindustria (dal 2008 al 2014).
Vice Presidente esecutivo dell’Università Luiss Guido Carli (dal 2010 al 2013).
Presidente di Confindustria Bari-BAT dal dicembre 2006 al giugno 2011.
Presidente della Fondazione Bruno Visentini.
Presidente Consiglio di Territorio Sud Continentale Unicredit.
Membro dell’Advisory Board Italia di Unicredit.
Consigliere Indipendente leader nel CdA di Exprivia SpA.
Gianfranco Viesti
Nato a Bari il 9 agosto 1958.
Laureatosi in Economia politica (Università Bocconi), ha intrapreso la carriera universitaria insegnando presso gli atenei di Firenze, Foggia e Bari.
Esperto in Commercio estero e in Sviluppo locale e dei settori industriali, è stato consigliere reggente della Banca d’Italia (sede di Bari, 2002-07), consigliere di amministrazione della Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (2007-10) nonché assessore al Mezzogiorno e al Diritto allo studio della Regione Puglia (2009-10).
Fa parte del comitato direttivo della rivista il Mulino e del comitato di indirizzo della Fondazione Italianieuropei; insegna Politica economica (Università di Bari) ed è stato presidente della Fiera del Levante di Bari (dal marzo 2011).
Tra le sue pubblicazioni si ricordano Mezzogiorno a tradimento (2009), Più lavoro, più talenti (2010) e «Il Sud vive sulle spalle dell’Italia che produce». Falso! (2013).
Insegna Economia applicata nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bari ed è direttore dell’Istituto di ricerche Cerpem.
Tra i recenti lavori con Il Mulino, Cacciaviti, robot e tablet. Come far ripartire le imprese (con D. Di Vico, 2014) e Viaggio in Italia. Racconto di un paese difficile e bellissimo (curato con B. Simili, 2017).
Per Laterza ha pubblicato La laurea negata (2018) e Centri e periferie. Europa, Italia e Mezzogiorno dal XX al XXI secolo (2021)

LETTURE DI GIULIANA CORBASCIO
I giorni del calendario
Ci sono giorni in cui ti senti in esilio, in cui nulla o nessuno riesce a farti tornare in patria, giorni che scivolano via dal calendario, inutili e smarriti.
Ci sono giorni di sole asciutto e di terrazzi nitidi, in cui l’orizzonte tra mare e cielo è netto come in un disegno, giorni che tutti, tranne qualche pazzo felice, non sanno neanche vedere correndo a rinchiudersi tra quattro pareti.
Ci sono giorni che scappano via e afferri solo alla fine, quando sei stanco, non sai più che farne e getti via come un cibo scaduto.
Ci sono i giorni che diventano celebri, quelli degli incontri che scuotono la vita.. oppure quelli che lasciano il segno per un’emozione o una scoperta, per una solitudine o per una compagnia.
Ci sono i giorni-vigilia, dei conti alla rovescia, delle sfide attese e temute, i giorni che credi importanti e che invece, subito dopo, sono già appassiti.
Ci sono i giorni-fotocopia, quelli che potresti scambiare tra loro, uscendo da uno per entrare nell’altro senza accorgertene.
Ci sono i giorni-civetta, che ti sorridono da lontano, che ti tentano e ti fanno sperare, ma poi non si presentano all’appuntamento.
Ci sono giorni di altri che una volta erano anche i tuoi e che adesso non sono più nel tuo calendario, giorni che non ritornano.
Ci sono i giorni più duri, bui anche a mezzogiorno, degli strappi improvvisi, quelli dei congedi definitivi, delle cose che non puoi cambiare anche se vorresti, i giorni in cui paghi tutto e con gli interessi, quelli in cui una fitta che avevi dimenticato torna a farsi sentire.
Ci sono i giorni che si sciolgono al sole: sono belli al mattino, ma poi non accade nulla.
Ci sono i giorni in cui voli leggero ad alta quota e quelli in cui anche camminare stanca, giorni da giovani e giorni da vecchi.
Ci sono giorni con le mani sudate, di attese impotenti dietro porte chiuse, di esami e responsi, i giorni nelle mani di altri e talvolta in quelle di Dio.
Ci sono i giorni in cui lavori tanto, ma nessuno se ne accorge e quelli in cui tutti lodano il niente che hai fatto.
Ci sono i giorni in cui ti piaci e ti porti in giro con soddisfazione e quelli in cui ti nascondi e non vorresti mai essere in tua compagnia.
Ci sono i giorni servili, quelli che preparano gli altri giorni, giorni che sono solo gradini, e i giorni-signori, quelli un po’ superbi che sono lì solo per comandare le storie e dirigere le orchestre.
Ci sono i giorni che guardi dall’inizio e quelli che guardi dalla fine, quelli che si fanno pregare e quelli che ti pregano, i giorni arrivati presto e quelli arrivati tardi.
Ci sono i giorni di mare mosso in cui, se sei saggio, ti metti al riparo e quelli di brezza leggera in cui l’aria è una carezza e devi lasciarti andare.
Ci sono i giorni di storia, con date, battaglie e racconti e quelli di geografia in cui il tempo scompare e ci sono solo spazi, rocce e insenature.
Ci sono i giorni in cui pensi ai giorni e quelli in cui togli la spina al pensiero.
C’è un giorno, un solo giorno in cui ti accorgi che la vita è una successione di giorni diversi, una collezione di fotografie, che lascerai ad altri, nella speranza che ne conservino qualcuna.















