Dopo poco più di un anno dalle Elezioni Regionali del settembre 2020, in cui Michele Emiliano è eletto presidente della Regione Puglia con una coalizione di centro sinistra, il consigliere monopolitano Stefano Lacatena, eletto nella lista di Forza Italia a sostegno del candidato presidente Raffaele Fitto abbandona il partito e la coalizione di centro destra e passa con la lista civica CON Emiliano.
Qui si ricostruisce la vicenda con i fatti, le dichiarazioni e le riflessioni dei vari esponenti politici regionali e locali. Di altri interpellati non si sono avute risposte.
Stefano Lacatena. Intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno del 11 aprile 2022.
Non è un mistero il mio malessere: a nessuno piace far parte di una squadra perdente che vuole continuare a perdere. Perché è questa la condizione del centrodestra pugliese, con la guida di Forza Italia affidata a Mauro D’Attis, Dario Damiani e Francesco Paolo Sisto.
Sono entrato in Forza Italia con grande entusiasmo, ritenendo che fosse il miglior contenitore attuale per costruire nel centrodestra.
Ritengo ancora che possa essere, volendo, un riferimento della coalizione in crescita in Puglia. A una condizione: bisogna voler vincere. Purtroppo non c’è alcuna agibilità per chi vuole rimboccarsi le maniche e girare per i comuni.
Non c’è spazio per chi vuole dedicare la sua attività a far crescere il partito. C’è solo chiusura e spirito di conservazione. Tutto l’entusiasmo che avevo è smarrito. La situazione è mortificante».
La storia politica da cui provengo, quello del centro destra, mi porta a non concepire l’immobilismo perché abbiamo orientato i nostri anni al “fare”: abbiamo raccolto competenze che nel perimetro in cui ci troviamo sembrano non apprezzate. Per questo siamo offesi.
A Monopoli, abbiamo dimostrato di saper amministrare bene, costruendo sempre grandi progetti per la città.
Nel centro sinistra di Emiliano apprezzano le mie qualità e nel partito in cui sono stato eletto, in Forza Italia invece no. Il presidente Michele Emiliano è l’unico punto cardinale in questo caos per chi vuole fare politica in Puglia.
Alle ultime amministrative in Puglia il centrodestra ha fatto un tonfo, Forza Italia in primis, eppure non c’è stata alcuna riflessione e addirittura c’è stata una sfilza di comunicati stampa in cui si esaltavano magre, piccole e consolatorie vittorie.
Nel centro destra non ho bisogno di riconoscermi in qualcuno o tifare per qualcuno. Oggi bisogna dialogare con tutti per dare un contributo a un partito o a una comunità da governare.
Conferenza stampa di Michele Emiliano e Stefano Lacatena del 14 aprile 2022.
Michele Emiliano: Esprimo grande soddisfazione ad accogliere in maggioranza un elemento di spessore come l’amico Stefano, una decisione frutto di un modo di fare e concepire la politica che, andando oltre gli steccati ideologici, si basa su progetti pragmatici.
Un chiaro esempio di come il governo regionale sia in grado di lavorare in maniera aperta, coinvolgendo quelli che condividono la logica della pubblica amministrazione in ragione di obiettivi comuni.

Stefano Lacatena: Ho deciso di condividere il mio percorso con il presidente Emiliano, con cui ho un buon rapporto da lungo tempo, perché è l’unico interlocutore politico, nella nostra Regione, che ha la capacità di valorizzare le persone e i territori.
Il civismo affonda le radici in un contesto sociale notevolmente cambiato le persone non chiedono alla politica di sventolare bandiere ideologiche, ma di dare delle risposte ai problemi e ai bisogni. Emiliano interpreta questo schema, nel solco degli insegnamenti di un grande esponente della destra pugliese, Pinuccio Tatarella, che indicava nell’allargamento “oltre il Polo” la chiave per vincere e governare.
Condizione essenziale, quest’ultima per poter dare il proprio contributo per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Da oggi, quindi, sarò a disposizione del gruppo “Con Emiliano”, per lavorare a progetti importanti come il Piano Casa, il Piano Paesaggistico ed il Piano Energetico Ambientale, modernizzando strumenti e raggiungendo obiettivi fondamentali del PNRR”.
La politica negli steccati non fa vincere. Aderisco alla lista civica CON di Michele Emiliano dopo una interlocuzione avviata da tempo, al fine di valorizzare e dare risposte ai territori.
Il centro destra e Forza Italia in particolare hanno molte responsabilità per non aver fatto crescere da vent’anni la sua classe dirigente. Vado con gente del fare, come quelli rappresentati nelle liste del mondo civico vicino al presidente Emiliano.
COMUNICATO FORZA ITALIA MONOPOLI DEL 15 APRILE
Con il presente comunicato i sottoscritti prendono atto della decisione del Consigliere Regionale Stefano Lacatena di lasciare Forza Italia e aderire alla coalizione guidata dal Presidente Michele Emiliano.
Non siamo soliti commentare le scelte personali e non inizieremo certo oggi.
Tra l’altro non è a noi che si devono delle spiegazioni ma eventualmente agli elettori pugliesi e monopolitani.
E a loro, ai cittadini, comunichiamo la nostra ferma volontà di restare in Forza Italia e nel centro-destra.
Lì dove siamo sempre stati.
A livello locale non cambia né la linea politica né la composizione del gruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale al quale lo stesso Lacatena non era iscritto in quanto facente parte del gruppo consiliare “Monopoli al Centro”.
Alessandro Napoletano (Assessore e Vicesindaco Forza Italia Monopoli), Giovanni Martellotta (Consigliere Comunale Capogruppo Forza Italia Monopoli), Francesco Alba (Consigliere Comunale Forza Italia Monopoli) Ignazio Amodio (Commissario Forza Italia Monopoli)
Dichiarazione di Angelo Annese, sindaco di Monopoli.
Stefano ha fatto le sue scelte, valutando l’opportunità di far parte della maggioranza che sostiene il presidente della Regione Emiliano.
Non significa passaggio nel campo di centro sinistra. Per Monopoli è una grande opportunità. Nell’amministrazione comunale di Monopoli non cambia nulla. Stefano è stato eletto nella lista di Monopoli al Centro, che sostiene la mia maggioranza di centro destra.
Per il futuro non è escluso che si possa dialogare con forze che ora non ci sostengono. Occorrerà superare la logica degli schieramenti classici, puntando insieme alla crescita della città. In questo senso è auspicabile anche ricostruire un dialogo con l’ex assessore Ilaria Morga, allontanata dalla giunta dopo il passaggio con Emiliano nelle elezioni regionali.

Campanelli Giuseppe, consigliere comunale Gruppo Misto.
Non è assolutamente nostra intenzione commentare la decisione di Stefano Lacatena perché sicuramente avrà avuto i suoi buoni motivi e anche perché siamo consci della sua esperienza politica. Non possiamo altresì astenerci dall’ esprimere le nostre perplessità sulle conseguenze politiche che condizioneranno ora l’Amministrazione Annese, che giocoforza si va a posizionare verso l’area di centro sinistra, con tutte le incognite che ne derivano.
Ad esempio sarà interessante capire come faranno a conservare la propria identità i partiti di centro destra che la compongono come Forza Italia Lega e Fratelli d’Italia. Certo per Forza Italia cittadino è possibile tutto! Così come è stato possibile candidare e poi da eletto avere un consigliere (Lacatena) in Regione nel Gruppo Forza Italia e in Consiglio a Monopoli in Monopoli al Centro. Forza Italia è il partito che ne esce peggio da questa storia, perdendo ogni credibilità per le future competizioni elettorali, non certo Lacatena che ha intelligentemente utilizzato quel partito.
E nessuno cerchi di fare il gioco delle tre carte, facendo passare il passaggio di Lacatena nell’area Emiliano come una scelta personale nella quale non è coinvolta l’Amministrazione Annese! Altrimenti il Sindaco Annese deve spiegare non a noi ma alla città come mai all’Assessora Ilaria Morga solo 18 mesi fa è stata ritirata la delega ed è stata mandata a casa solo perché aveva dichiarato di sostenere Emiliano alle elezioni regionali?

Maria Angela Mastronardi di Manisporche, candidata nella lista Puglia Verde e Solidale con Michele Emiliano nel 2020.
Caro Michele Emiliano ora te lo diciamo anche noi: ma che fai? Possibile che sia tanto difficile da capire che l’amministrazione del cemento e del sistema Lacatena-Pasqualone-Annese trovi il tuo consenso e non ti spaventi vedere regredire culturalmente e socialmente, al di là delle operazioni di maquillage, il più grande comune del sud est barese? Possibile che non ti sia accorto della smisurata crescita edilizia monopolitana, ossimoro dell’emergenza abitativa sempre più pressante?
Possibile che non ti sia accorto della mortificazione del territorio, del traffico caotico, dell’aumento delle solitudini e della povertà, dell’impennata della microdelinquenza e della fuga dei giovani?”
Ci ripensi, non è mischiando le carte che la politica possa profumare di buono. Non è che con questa operazione stai preparando il mandato al sindaco Annese nel 2023 con l’appoggio-adesione del PD di Monopoli?.
Dario Danese, ex vice Segretario PD Monopoli.
L’Emilianismo è un metodo politico ben definito che guarda all’attuale, ad un elettorato sempre più lontano dai contenuti politici, che è diverso dall’essere lontani dalla politica. Ma la politica di oggi è cambiata, soprattutto con l’avvento dei social e di un nuovo paradigma di comunicazione orizzontale, con tante, troppe fonti di informazioni e algoritmi che tendono a massimizzare il tempo trascorso sui social, mostrando quasi esclusivamente contenuti ritenuti interessanti dall’utente e non contenuti utili all’utente, che è una differenza sostanziale nella formazione di un libero pensiero. L’Emilianismo si è adattato alla perfezione con la sua “scientifica spudoratezza”, con decisioni volte esclusivamente alla detenzione del potere..
Il passaggio di Stefano Lacatena da Forza Italia a Con Emiliano non mi sorprende assolutamente. Un tempo sarebbe stato uno scandalo, oggi c’è assuefazione al trasformismo. Perché un bravo politico non dovrebbe sfruttare questa situazione? Semmai è il concetto di “bravo politico” che è cambiato. Se un tempo era sinonimo di carisma, personalità, competenza, oggi essere bravi politici è la capacità di accumulare voti e consenso.

Non ci si scandalizza più se quando Emiliano viene a Monopoli parla con Pasqualone e non con il segretario del PD. Basta contare i voti che raccoglie Alberto e quelli del PD per affermare un “mica è scemo…”. Pertanto, Lacatena si è candidato “scientificamente” in Forza Italia per passare Consigliere, ma ben consapevole che in caso di bisogno sarebbe accorso ad aiutare il Presidente. Il momento è arrivato e con esso la “cambiale” su Monopoli.
In questo l’Emilianismo non è innovativo. D’altronde la sua presenza su Monopoli si sentiva già ai miei tempi, e l’esultanza di Marilù Napoletano, politicamente vicinissima ad Emiliano, fuori dal comitato di Annese, mentre in quello di Contento si piangeva, ne è la più grande testimonianza.
Per il 2023 la situazione non è molto diversa dal passato.
La vera domanda da porsi, con il passaggio di Lacatena in maggioranza alla Regione e la conseguente cambiale da riscuotere, è se avremo una vera alternativa da votare alle prossime amministrative.
Costruirla nel 2018 è stato complicato, a volte frustrante. Ho vissuto quel periodo con grande intensità e passione politica. Ho lottato così tanto per regalare a Monopoli questa chance che ho sentito davvero mia anche la sconfitta.
A quel punto mi sono fatto da parte, con due piccoli rimpianti. Il primo, l’incattivimento che ha avuto la campagna elettorale nelle ultime settimane. Dovevamo rimanere esclusivamente propositivi, mantenere un certo stile, fidandoci fino in fondo dei monopolitani. Il secondo rimpianto, forse il più grande, è aver perso tanti mesi, semplificando al massimo, sulla decisione di quale strada perseguire all’interno del partito.
Se legittimamente puntare su un percorso pragmatico, legandosi a persone per il proprio potenziale di voti, prima ancora che per le loro idee e capacità reali, oppure puntare su una via più “classica” fondata su contenuti, programmi e persone ritenute vicine come visione. Si scelse la seconda via, perdendo.
Non so come andrà nel 2023, ma, da elettore, rimane la speranza di avere la possibilità di votare candidati con visione, competenti e con capacità politiche importanti, consapevole però di quanto sia complicato poter fare questa scelta.
Adalisa Campanelli, segretaria provinciale del Partito Articolo 1.
L’operazione trasferimento di Stefano Lacatena da Forza Italia a Con Emiliano risponde ad una logica di opportunismo politico, già in essere alla vigilia delle elezioni regionali 2020. La sua scelta di scendere nelle liste di Forza Italia è stata suggerita da esigenze elettorali.
Nel centro sinistra non avrebbe avuto spazio per essere eletto. Una volta eletto è passato dove era già, cioè con Emiliano, con il potere decisionale.
All’interno del centro sinistra di Monopoli qualcuno deve spiegare questa scelta operata con il consenso della segreteria regionale del PD.
Dopo questa transumanza verso Emiliano è ipotizzabile che alle prossime politiche 2023 potremo ritrovarci nelle liste del PD il segretario Alberto Pasqualone.

Silvia Contento, Carlo Maria Maione, consiglieri comunali di Spazio Civico.
Secondo noi non si può stare con lo stesso piede in due scarpe: è impossibile.
In molti si staranno chiedendo – e noi con loro – come si possa “ripudiare” Forza Italia in Consiglio Regionale e poi “andarci a braccetto” in Consiglio Comunale, con una maggioranza di cui fanno parte anche la Lega e Fratelli d’Italia. Evidentemente, noi siamo “diversi”, per il significato che diamo all’impegno politico derivante dalla rappresentanza politica.
Noi continueremo a lavorare – stando all’opposizione – esclusivamente per l’interesse della nostra città e per il dovere etico e morale che abbiamo nei confronti non solo delle persone che hanno votato per noi, ma di tutte le cittadine ed i cittadini di Monopoli.
Angelo Barnaba, candidato alle regionali del 2020 nella lista “Senso Civico” in appoggio del presidente Emiliano.
Nel 2018 decisi di impegnarmi in politica per sostenere la candidatura a Sindaco di Nuccio Contento, la cui disponibilità a mettersi in gioco mi era sembrata un’opportunità imperdibile per rilanciare a Monopoli attraverso una crescita etica e culturale.
Qualche tempo dopo, entrai a far parte di un Comitato civico che si è battuto per difendere il diritto dei cittadini di Monopoli a non continuare a subire molestie olfattive e a conoscere la qualità dell’aria che respirano.
Questi 4 anni e mezzo di impegno in prima persona, nel corso dei quali sono anche stato candidato alle elezioni Regionali 2020, hanno avuto un costo altissimo. In termini di serenità familiare e professionale, più in generale di qualità della vita.
Mi sono educato alla vita tramite lo Sport e così, come accade in genere a chi ha avuto la fortuna di diventare adulto praticandolo, ho imparato sin da giovane a riconoscere le sconfitte e ad accettarle. Provando magari a trarne degli spunti per provare a migliorarmi.
Obiettivamente, credo che il Comitato civico abbia ottenuto qualche risultato di rilievo, che andrebbe però confermato nel tempo e consolidato.
Viceversa, negli ultimi mesi ho maturato l’idea di non essere riuscito nell’intento di dare un contributo alle vicende politiche in cui mi sono impegnato: malgrado gli sforzi profusi, di fatto non sono riuscito ad incidere ed a ripagare con azioni concrete chi mi ha accordato la sua fiducia. E di questo mi rammarico e mi scuso.
In estrema sintesi, ho perso. In particolare, in termini di tempo da dedicare alla famiglia e opportunità di lavoro, ma anche di amicizie storiche e della possibilità di continuare a portare avanti un progetto che era diventato il sogno di una vita da dirigente sportivo. E’stata una sconfitta rovinosa, che mi ha lasciato segni profondi ed indelebili.
Malgrado questo, mai mi hanno abbandonato la serenità e la consapevolezza di aver operato un tentativo di partecipazione probabilmente tardivo, ma rispettabile per la sua genuinità.
Riflettendo, ho compreso che sarebbe stata una sconfitta ancora peggiore non averci neppure provato; e che la vera sconfitta è rinunciare alla partecipazione alla vita politica, perché equivale a rinunciare a difendere i propri ideali, i propri valori, la propria idea di comunità.
Non potevo rassegnarmi a rinunciare all’idea di provare a rendere migliore ciò che lasceremo ai nostri figli; o di potermi attivare, mettendoci la faccia, per tutelare concretamente l’ambiente.
La sconfitta più bruciante sarebbe stata la diserzione civica e mi solleva il pensiero di non essere stato pavido di fronte al rischio delle conseguenze di un impegno diretto, o rinunciatario per mera pigrizia: ho cercato fino in fondo di fare la mia parte, senza mai tirarmi indietro dal fare ciò che sentivo fosse mio dovere.
Alcuni amici nelle ultime ore mi hanno manifestato la loro vicinanza, pensando che gli ultimi accadimenti politici locali potessero risultare sale su ferite che sanno essere ancora aperte. Ho apprezzato molto la loro sensibilità, anche se in realtà non è stato esattamente così, per il semplice motivo che avevo compreso da tempo alcune dinamiche e che per questo quasi tutto era già stato previsto. Previsto, non metabolizzato: dovrò ancora lavorare molto su me stesso prima di diventare abbastanza “zen” da riuscirci.
Non ho l’abitudine di esprimere giudizi in merito alle scelte personali di alcuno, ma devo ammettere che provare un certo disagio, in questi ultimi giorni, è inevitabile. Perché non riconoscendomi in alcuno degli attuali partiti, io ho sempre identificato nel civismo l’unica bandiera sotto la quale poter agire. Ed è per questo che non posso non dolermi nel constatare che troppo spesso proprio il civismo venga utilizzato come escamotage per mascherare operazioni che offendono e mortificano un elettorato sempre più confuso e sfiduciato. Del tutto comprensibilmente.
Game, set, match? Forse. Prendere atto che il “sistema” premi profili molto differenti dal mio? Probabile.
Riconoscere che in questo periodo storico sembri non esserci spazio in politica per persone che condividano i miei stessi valori? Ci sta. Ma tutto ciò non mi toglie certo il sonno.
Mi rammarica veramente solo il pensiero che tra i più giovani possa passare il messaggio che in politica il fine giustifichi sempre i mezzi; e che sia “smart” soddisfare in via primaria interessi e ragioni personali, o comunque di parte, piuttosto che operare per il bene comune. L’idea che quello della coerenza sia un esercizio ormai anacronistico e desueto, appannaggio di deboli e perdenti; e che le vie del trasformismo e dell’utilitarismo siano quelle che valga la pena di percorrere, perché le uniche che possono rivelarsi premianti.
Vorrei saper convincere loro che non è così e spiegarne le ragioni in modo semplice e comprensibile, ma mi frena il timore di non riuscire a trovare le parole giuste per farlo. Ed allora mi è tornata alla memoria una delle frasi iconiche di Indro Montanelli, un incoraggiamento che il grande giornalista rivolgeva ai giovani e che per me è stato a volte una stella polare: “Battetevi sempre per le cose in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Una sola potete vincerne: quella che s’ingaggia ogni mattina, quando ci si guarda davanti allo specchio”.
Un manifesto di come dare un senso alla propria esistenza e fare della propria vita una vita ben vissuta. Non abbiate paura – diceva ai giovani Montanelli – di andare controcorrente per restare fedeli a voi stessi e difendere i vostri principi.
Ebbene, solo se le nuove generazioni sapranno farlo potranno arrestare l’attuale deriva, rimuovere le rovine morali lasciate dall’incuria e dall’arrivismo di quelle che le hanno precedute ed avviare un nuovo rinascimento. A Monopoli come in Puglia, in Italia come in Europa.
“Non esistono sconfitte. Esistono rinunce”.

Sonia Giulia Cazzorla, consigliere comunale Movimento 5 Stelle.
La capovolta del consigliere Lacatena non ci stupisce considerato che ad un mese dal voto nel 2020, lo stesso era palesemente indeciso sulla coalizione in cui presentarsi.
Piuttosto siamo curiosi di assistere alle reazioni della maggioranza, e nello specifico di Forza Italia, partito usato per essere eletto, perché per noi non cambia nulla al contrario loro.
Se invece anche per loro non cambia nulla vuol dire che a Monopoli la Politica (la P maiuscola non è casuale) non esiste piu, essendosi ridotta a meri calcoli matematici per raggiungere fini personalistici. Sono sicura che gli elettori se lo ricorderanno a tempo debito.

Nuccio Contento e il suo Erzeviro su Facebook.
Nel corso degli ultimi vent’anni in Italia, durante crisi politiche particolarmente difficili, per arrivare alla soluzione è stato necessario l’intervento “esterno” di un organo altro (il Presidente della Repubblica) rispetto all’organo costituzionalmente deputato, cioè il Parlamento (e, quindi, rispetto ai partiti politici).
Le nomine di Mario Monti (novembre 2011 e di Mario Draghi (13 febbraio 2021) sono due esempi di questa procedura sostitutiva che potrebbe portare a mutazioni definitive nella nostra Costituzione materiale.
Il plauso (meno unanime con Monti e, quasi, generale con Draghi) del Parlamento e la genuflessione di quel che resta dei partiti, rispetto a questo commissariamento mi è parso equivoco e incomprensibile.
Il Governo resta “nominalmente” parlamentare, ma – di fatto – gli attori abdicano la loro sovranità a favore di altri (Governo del Presidente). E, menomale, che al Quirinale, fin’ora, sono arrivati uomini con un alto senso dello Stato e senza velleità presidenzialiste e dittatoriali.
Questo accade a Roma, ma identica cosa succede anche negli Enti locali e, soprattutto, nei governi regionali; dove i Presidenti delle Giunte – abusando di un titolo che non esiste nella Legge – si fanno chiamare, con sussiego e prosopopea spocchiosa, GOVERNATORI.
Partiti: cancellati! Cittadini: imbrogliati!
E, in effetti, da Governatori (come i medioevali rappresentanti dell’Imperatore), si comportano: puniscono i nemici o li blandiscono per assicurarsi il consenso; premiano gli amici se accondiscendenti e ossequianti; elargiscono prebende; riscuotono gabelle. Costruiscono il potere.
Trattengono, espandono, danno, prendono e fanno e disfano come gli pare, senza paura. Tanto, il consenso non produce voti; il potere, invece, li moltiplica.
Partiti: annullati! Cittadini: confusi!
Questi governatori esercitano una grande attrazione; sono come delle calamite, dei corpi magnetizzati capaci di attrarre verso di se qualsiasi persona.
… e, si sa … lo so persino io che in fisica non ero una cima, un corpo con una grande massa attrae più degli altri i corpi più piccoli… alla fine, forse, anche in politica è la stessa cosa!
Articolo a cura di Stefano Carbonara, Editore della rivista Monopoli Tre Rose.







