Don Luigi Ciotti ha inaugurato e ha dato il via alla quattro giorni del “Civil Week 2022” per le organizzazioni del terzo settore.
Con lui dialogano il direttore del Corriere, Luciano Fontana, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala e il calciatore Shevchenko.
Il tema è il seguente: “Progetti per l’Ucraina”.
«La pace si costruisce nel pensiero, nel linguaggio, nelle azioni», sono parole iniziali di don Ciotti, che aggiunge: «alla pace bisogna prima di tutto crederci».
«Ma ci vogliono anche conflitti e ve ne auguro uno su tutti: il conflitto nella nostra coscienza. Perché già prima dell’Ucraina di guerre nel mondo ce n’erano 59», anzi, c’era già «la terza guerra mondiale a pezzi», come aveva detto Papa Francesco.
«E dove eravamo noi?».
Il Presidente di Libera e fondatore del Gruppo Abele per il “Civil Week 2022” ha scelto una location: l’”Adi Design Museum” di Milano.
Intervistato dal direttore Fontana, sul palco Elisabetta Soglio, giornalista editorialista del Corriere della Sera. Il tema: «Tocca a me» sarà il filo conduttore di questi giorni dedicati alla cittadinanza attiva, legato all’attuale dramma della guerra in Ucraina, che da settantadue giorni ci attanaglia. Il tema si estende:
«Tocca a me promuovere la pace».
Don Ciotti risponde a tutte le domande, ma in primo luogo fa una provocazione e si rivolge a ciascuno di noi:
«No alla coscienza addormentata», «no alla inerzia omicida», «no all’aggressività dei linguaggi». Si collega direttamente al Concilio Ecumenico Vaticano II, per manifestare e riaffermare il «diritto alla difesa» da parte di chi è aggredito. «Questo diritto», aggiunge, «contempla anche l’obiezione di coscienza rispetto alla violenza».
«Si può difendere il debole anche con le azioni di solidarietà non violente, che tanti stanno mettendo in pratica». «La pace si costruisce intervenendo non solo sugli effetti ma sulle cause delle guerre, sui diritti calpestati».
Ognuno su questo deve veramente fare la propria parte.
«Non è che possono, devono!», ha gridato don Ciotti.
«Nessuno dovrebbe essere considerato cittadino se non è anche volontario, abbiamo bisogno di cittadini responsabili, non di cittadini a intermittenza che si svegliano sull’onda di una emotività, poi tornano a dormire».
Sul tema della cittadinanza attiva è seguito l’intervento del sindaco di Milano Giuseppe Sala e, in collegamento da Londra, del campione di calcio ucraino Andriy Shevchenko, che insieme hanno preparato l’iniziativa. Per sostenere i tanti migranti, soprattutto donne e bambini, in fuga dalla guerra: un call center in lingua madre, adatta a loro, a cui rivolgersi per affrontare problemi di qualsiasi natura. Shevchenko ha nominato i suoi quattro figli e ha ripetuto che «la pace è tutto: ma dobbiamo prepararci al fatto che la guerra potrebbe durare tanto, e che soprattutto i bambini avranno bisogno di tutto.
Give peace a chance», ha concluso, citando John Lennon.
Sala ha detto: «La pace si costruisce lavorando molto giorno per giorno».
Si sono poi aggiunte le testimonianze del «cosa si sta facendo» con Maria Laura Conte, direttrice della comunicazione della Fondazione Avsi (“People for development”, organizzazione no-profit) e con Aniello D’Ambrosio da Leopoli in collegamento diretto. Chiusura con la band di Finale Emilia, i “Rulli Frulli”, legati da tempo alle iniziative del portale “Buon Notizie”, in attesa della inaugurazione della loro nuova sede il 21 maggio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.







