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Pineta di Via Grandi-Ariosto. Fatti e misfatti. Solemare e Comune.

Cronologia e foto della vicenda. Incontri e proteste. Comunicati e denunce. Progetto Parco Urbano via Grandi-Ariosto e nuova Rotatoria di via Puccini.

by Stefano Carbonara
24 Agosto 2024
in Attualità
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NOTA INTRODUTTIVA

Il Parco Urbano di via Grandi – via Ariosto rientra nel caso di una opera pubblica realizzata da privati, in compensazione di aumenti volumetrici nel rilascio di licenze edilizie.

La norma utilizzata è quella dell’art.27 del PUG / Piano Urbanistico Generale, con cui  è possibile incrementare l’edificabilità di base ( 0,10 mq per mq di superficie fondiaria) dal 50 al 200 % se i proprietari dell’area si impegnano a realizzare opere pubbliche giudicate preventivamente utili dalla Giunta Comunale, che interessino aree che siano nella disponibilità del Comune ed inserite nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche.

Nel caso specifico il privato proprietario proponente è la società Solemare, con sede in Monopoli in via Baione n.200, in cui la maggioranza societaria è detenuta dal gruppo Marseglia e dalla società F.L Licci Costruzioni.

Inizialmente la Solemare, proponente il PUE / Piano Urbanistico Esecutivo del Contesto S7 tra via Procaccia e via Puccini, è proprietaria di oltre il 50 % dell’area ( mq. 28.934 ). Gli altri proprietari dell’area  ( mq.5.853) sono Albanese-Zazzera, Comune di Monopoli, Cooperativa edilizia Nuova Casa e Vito Consoli. Alla fine la Solemare diventa proprietaria del 97 %.

Il Comune, sulla base di criteri stabiliti dagli organi tecnici e amministrativi, concede il 200 %, il massimo di premialità per realizzare edifici residenziali.

Nel caso specifico la SUL, Superficie Lorda Residenziale, la premialità corrisponde a 8.788 mq che aggiunti a 3.515 mq di base spettanti sommano 12.303 mq totali, pari a circa 140 appartamenti di media superficie.

Il 28 maggio 2018 la Solemare presenta il PUE e il progetto dell’opera pubblica che comprende la realizzazione del Parco Urbano tra via Procaccia e via Puccini e il rifacimento della rotatoria tra via Puccini e via Ariosto. Il progetto è a firma dell’ing. Damiano Tinelli di Alberobello, socio della stessa Solemare.

Il progetto di Parco Urbano riguarda l’area della Pineta di proprietà del Comune di Monopoli di are 84.90.

In data 5 giugno 2018 con delibera di Giunta n.132 ( ultima prima delle elezioni comunali dell’11 giugno 2018, sindaco Emilio Romani, assessore ai lavori pubblici Angelo Annese, relatore l’assessore alla pianificazione urbanistica Stefano Lacatena) è approvato il PUE presentato dalla Solemare, compreso l’opera pubblica del Parco Urbano e il rifacimento della rotatoria.

Il 2 aprile 2019 è pubblicata nell’Albo Pretorio del Comune una delibera ( giunta del sindaco Angelo Annese, assessore ai lavori pubblici Giovanni Palmisano, relatore il delegato all’Urbanistica Stefano Lacatena ) di variante al PUE Area S7 di via Procaccia via Puccini presentato dalla Solemare.

In data 28 novembre 2019 con delibera n.250  è approvata la variante al PUE e autorizzata la Convenzione con la Solemare.

Nei mesi successivi l’ing. Amedeo D’Onghia, dirigente della Sezione Urbanistica del Comune, in base alla delega accordata dalla giunta, firma la convenzione con la Solemare. 

Nel contempo lo stesso dirigente rilascia i permessi di costruzione per la realizzazione degli appartamenti e dei locali  per 12 lotti.

In data 27 arile 2021 è pubblicato sull’Albo Pretorio del Comune di Monopoli un avviso della Solemare per la selezione degli operatori economici interessati alla realizzazione dell’ opera pubblica in oggetto, con l’indizione di una gara che fissa il prezzo dell’opera pubblica in 670.000 euro. 

In data 4 ottobre 2021, nella sede della Solemare in via Baione, viene firmato con atto del notaio Carino il verbale di aggiudicazione della gara dei lavori del Parco Urbano e miglioramento dello svincolo stradale di via Puccini al prezzo di euro 330.000 alla ditta Derario con sede in Bernalda.

Nel febbraio 2022 l’assessore Giovanni Palmisano e il sindaco Angelo Annese annunciano l’inizio dei lavori dell’opera pubblica.

Alcune domande al Sindaco e agli Assessori.

Quali sono stati i criteri per scegliere questa opera pubblica ?

Sono stati sentiti i cittadini interessati, come previsto dalla normativa ?


Perché si è scelto di trasformare la Pineta, da decenni impiantata e in stato di buona vegetazione, in Parco Urbano ? Perché eliminare diversi pini ? Perché realizzare al loro posto un parcheggio? Perché eseguire una potatura in maniera inadeguata ?


Perché si è scelto di modificare la rotatoria di via Puccini, perfettamente funzionante ed efficiente ?


Quali i motivi per cui la Giunta ha inteso dare il 200 %di premialità, il massimo consentito?


Con un’opera appaltata a 330.000 euro, rispetto ai 670.000 euro preventivati, si può ritenere che la ditta Solemare abbia risparmiato 340.000 euro di oneri di urbanizzazione, non affluiti alle casse comunali ?

Perché atti tecnici e convenzioni non sono pubblicati nel sito del Comune, ma in quello della Solemare ?


Operando in tal modo, eliminando verde pubblico e modificando una rotatoria perfettamente funzionante, quali interessi pubblici il Comune ha perseguito ?

TUTTI QUESTI INTERROGATIVI SE LI SONO POSTI I CITTADINI, CHE HANNO CHIESTO AL COMUNE DELLE RISPOSTE.

HANNO PROTESTATO CON PUBBLICHE MANIFESTAZIONI, NON OTTENENDO RISULTATI DAL MOMENTO CHE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE AVEVA GIA’ CONCESSO TUTTE LE AUTORIZZAZIONI.

QUI DI SEGUITO SONO RIPORTATI TUTTI GLI ATTI E I MISFATTI.

Stefano Carbonara
Storico e Scrittore

 

PINETA TRA VIA GRANDI E VIA ARIOSTO

 

 

PROGETTO DI PARCO URBANO NELLA PINETA TRA VIA GRANDI E VIA ARIOSTO.

Giovanni Palmisan

23 FEBBRAIO
COMUNICATO DELL’ASSESSORE GIOVANNI PALMISANO

Nei prossimi giorni saranno avviati i lavori di riqualificazione con la realizzazione del Parco Urbano nella Pineta.

L’obiettivo è far usufruire e vivere in sicurezza questo polmone verde situato in città, che darà la possibilità di passeggiare tra nuovi percorsi immersi nel verde. Passo dopo passo portiamo la nostra città sul podio che merita !

 

Orazio Leggiero

24 FEBBRAIO
LETTERA AL COMUNE DI ORAZIO LEGGIERO E NORA MACCURO A NOME DEL COMITATO SPONTANEO SALVIAMO LA PINETA TRA VIA ARIOSTO E VIA GRANDI.

Apprendiamo dai media locali che a breve, cioè entro fine Febbraio 2022, è prevista la cantierizzazione dei lavori per la realizzazione di un parco urbano nella pineta ubicata tra via Ariosto e via Grandi, e dunque in un’area verde alberata già esistente da diversi decenni.

Da una prima osservazione delle tavole progettuali si evince che tale intervento comprende la realizzazione di molteplici opere che, secondo il parere di non pochi abitanti del circondario, sono da ritenersi di forte impatto ambientale.

Il progetto prevede l’abbattimento di 21 bellissimi esemplari di pini marittimi ad alto fusto, piantati diversi decenni addietro e perfettamente integrati nel contesto urbano della zona. Tale misura, decisamente incomprensibile ed eccessiva impoverisce, senza oggettivi vantaggi generali, la superficie a verde della pineta e dell’intero tessuto edificato della città.

L’eliminazione delle alberature stravolgerebbe in peggio l’aspetto estetico della zona riducendo aree d’ombra sempre più carenti in città.  Gli alberi, al contrario, dovrebbero essere tutelati e piantumati in maggior numero ovunque è possibile, per mitigare gli ormai troppo frequenti periodi di alto tasso di umidità e di alte temperature e per conservare la permeabilità dei suoli e la qualità urbana di Monopoli.

Signor Sindaco, alla luce di queste prime elementari considerazioni, Le chiediamo un incontro urgente, possibilmente presso il parcheggio di via Ariosto, adiacente alla pineta in oggetto, per fugare le preoccupazioni che in queste ore stanno attanagliando moltissimi cittadini del quartiere.

Non ci saremmo mai aspettati di scoprire che a breve sarebbero state realizzate delle consistenti opere edili nella preziosa pineta di via Ariosto senza che noi, abitanti della zona, ne fossimo stati minimamente messi a conoscenza.

Daniela Salzedo, Legambiente.

25 FEBBRAIO
COMUNICATO DI LEGAMBIENTE SEZIONE DI MONOPOLI.

Si apprende a cose fatte che avremo un parco urbano.
Con il termine parco urbano s’ intende un’area pubblica all’interno di una città, destinata al verde, molto spesso autoctono.
A Monopoli vogliamo essere alternativi, per creare un “parco urbano” abbattiamo 21 esemplari di pino marittimo e pavimentiamo l’area.

In una comunità che vuole crescere certe decisioni vanno condivise con la cittadinanza in un percorso partecipato.
In questi anni abbiamo assistito ad un attacco indiscriminato verso il patrimonio arboreo della città giustificato da una presunta pericolosità degli alberi.
Nel caso specifico non è dato sapere se esistono valutazioni tecniche che dimostrino la pericolosità dei pini.

Legambiente Monopoli non ha ricevuto risposte sull’istituzione della consulta ambientale e nemmeno sull’iniziativa “un albero ogni nuovo nato” e tantomeno sul censimento del verde.
In piena transizione ecologica noi transitiamo verso una ulteriore cementificazione della nostra città.

26 FEBBRAIO 
ARTICOLO SU MONOPOLI TRE ROSE DEL DOTT. PAOLO MUOLO, CITTADINO RESIDENTE NEL QUARTIERE

Con il termine Parco Urbano si intende un’area pubblica all’interno di una città destinata al verde, molto spesso autoctono.
I Parchi urbani, generalmente hanno lo scopo di permettere ai cittadini di trascorrere del tempo all’aperto con la natura e possono essere progettati in modo da comprendere il riposo, lo sport, la cultura e i servizi.
Riqualificazione urbana significa dare nuovo respiro dal punto di vista culturale, economico, sociale e chiaramente con attenzione sugli aspetti ambientali.

L’area alberata posta fra via Grandi e via Ariosto sta quindi per essere trasformata in un Parco Urbano per una riqualificazione urbana della città.
Il primo dubbio che sorge è come possa un’area così piccola contenere agevolmente un parcheggio, una piazza, un bar, una pista ciclo pedonale, un chiosco, area giochi, area dog e servizi igienici pubblici previsti dal progetto.

Per la realizzazione del parcheggio, del bar, della piazza e prevista la cementificazione del terreno sottostante a dette opere previo l’espianto di 21 pini di alto fusto.

Ciò premesso appare di tutta evidenza che il parcheggio, il bar e la piazza con la relativa cementificazione e l’espianto dei pini  cozzino notevolmente con i requisiti fondanti della riqualificazione  urbana di un’area così minuscola che così attrezzata non consentirebbe il riposo dei residenti, la salute degli stessi e il rispetto dell’ambiente.

Come conciliare la salute dei cittadini a passeggio in quello che resterebbe della pineta, il loro bisogno di una boccata d’aria con i gas di scarico delle auto in arrivo e in partenza dal parcheggio?
Inoltre da che mondo è mondo i parchi urbani  solitamente vengono alberati per una maggiore ossigenazione dell’ambiente e giammai disalberati.

Saggia decisione sarebbe invece destinare l’area alberata a villa di quartiere, dotata di giochi per bimbi, servizi igienici, sufficienti panchine  e un’edicola. I bambini e gli anziani ne sarebbero felici.
Quanto ai parcheggi, non si comprende perché non siano stati previsti su parte dell’immensa area, fino a qualche anno fa abbandonata,(l’area dove alloggiano le giostre) posta a 50 metri dall’area oggetto del Parco in parola.

E’ in quell’area che dovrebbe collocarsi un importante parcheggio di cui Monopoli ha indifferibile necessità soprattutto d’estate per l’afflusso dei turisti e i bagnanti che date le attrattive della nostra città aumenterà sempre più.

Tale area ora è stata destinata in parte a edilizia residenziale.
Per concludere, l’area a Parco Urbano, dovrebbe consistere in una  zona ossigenata ma senza bar, parcheggi ed espianto di pini perché queste sono le attese dei residenti ma anche dei non residenti.
E’ auspicabile un momento di riflessione da parte dell’Amministrazione comunale.

28 FEBBRAIO
INCONTRO AL COMUNE DEI PROMOTORI DEL COMITATO SALVIAMO LA PINETA.

Della delegazione del Comitato intervengono la coordinatrice dott. Marina Cammisa e il legale avv. Filippo Grattagliano.

Sono presenti il sindaco Angelo Annese, assessore Giovanni Palmisano e il dirigente comunale ai Lavori Pubblici ed Urbanistica  ing. Amedeo D’Onghia, che dichiarano la loro disponibilità a venire incontro alle richieste del Comitato.

Marina Cammisa, Giovanni Palmisano, Mina Maccuro
Amedeo D’Onghia, Giovanni Palmisano, Angelo Annese

Intervento dell’avv. Filippo Grattagliano
Altri componenti del Comitato

28 FEBBRAIO
DIFFIDA STRAGIUDIZIALE ALLA LOCALIZZAZIONE DEL PARCO URBANO TRA VIA ARIOSTO E VIA GRANDI E RICHIESTA DI INVITO AD UN TAVOLO DI CONFRONTO.

PREMESSO Di aver preso conoscenza solo di recente e da qualche organo di informazione che una Ditta privata dovrebbe realizzare un ”Parco tra Via L.co Ariosto e Via A. Grandi”.

Che tale intervento, a quanto pare, risulterà molto impattante per diversi aspetti e dal nome che costituisce un ossimoro, atteso che un “Parco” già esiste;
Che il progetto, anche se datato, non ha mai visto la partecipazione dei residenti della zona;

Che “Il modo migliore di trattare le questioni ambientali è quello di assicurare la partecipazione di tutti i cittadini interessati, ai diversi livelli”, come prescrive il decimo principio della Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e  Sviluppo (1992) e che stabilisce l’inestricabile relazione tra trasparenza, sensibilizzazione, accesso effettivo ai procedimenti giudiziari e partecipazione ai processi decisionali. Partecipazione del pubblico e cittadinanza attiva diventano così la chiave per garantire la protezione dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile;

Che la Convenzione di Aarhus sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale è il primo e unico strumento internazionale, legalmente vincolante, che recepisce e pone in pratica tale principio, dando concretezza ed efficacia al concetto di democrazia ambientale;

Che la “Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione dei cittadini e l’accesso alla giustizia in materia ambientale” è stata firmata nella cittadina di Aarhus, in Danimarca, nel 1998 ed è entrata in vigore nel 2001 e viene qui allegata.

Che tale intervento, quindi, tenuto nascosto a tutti i residenti della zona oltre che all’intera cittadinanza, si pone in netto contrasto con i principi sopra enunciati oltre quelli del nostro Ordinamento e che dovrebbero essere alla base di tutte le decisioni di codesto Ente, allorquando interviene o fa intervenire i privati sul territorio comunale per qualsivoglia progetto;

Tutto quanto premesso e ritenuto, il sottoscritto, Avv. Filippo Grattagliano, per delega dei cittadini interessati, DIFFIDA Codesto Comune dal sospendere e/ o far sospendere qualsiasi intervento nella zona di che trattasi.

28 FEBBRAIO 
ISTANZA DI ACCESSO FORMALE AGLI ATTI AMMINISTRATIVI 

Istanza di accesso formale agli atti amministrativi ai sensi degli art. 22, 24, 25 della L. 241/90 relativi alla Localizzazione del “Parco urbano tra Via L. Ariosto e Via A. Grandi” da parte dell’avv. Filippo Grattagliano.

 

Recinzione della Pineta

1 MARZO
RECINZIONE DELL’AREA DELLA PINETA.

La ditta DERARIO di Bernalda, esecutrice dei lavori del Parco Urbano per conto della società Solemare,  provvede alla recinzione, senza però esporre la tabella con i dati previsti dalle leggi in materia di edilizia: progetto, opere, licenza, committente, progettista, ditta esecutrice.
 

2 MARZO
INCONTRO DEL COMUNE CON I COMITATI.
Il sindaco e altri componenti dell’Amministrazione Comunale incontrano i rappresentanti del Comitato “Salviamo la Pineta”.

Nella stessa occasione il sindaco incontra i rappresentanti di un altro comitato favorevole al progetto del Parco Urbano.

 

Pineta prima degli inizi di lavori di potatura.

3 MARZO
COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE.

Le delegazioni dei due comitati sono state ricevute all’area tecnica.
A seguito di specifica richiesta da parte dei residenti, mercoledì 2 marzo 2022 presso gli uffici dell’Area Organizzativa Urbanistica e Lavori Pubblici si è svolto un incontro sulla realizzazione di un parco urbano tra via Ludovico Ariosto e via Achille Grandi.

I tecnici comunali e l’Assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Palmisano hanno ricevuto una delegazione del comitato di cittadini che chiedono la conservazione della pineta con interventi diversi da quelli previsti dal progetto ed una delegazione del comitato di residenti che, invece, chiedono la sua riqualificazione a parco urbano.

L’Amministrazione Comunale ha esplicitato le motivazioni delle scelte progettuali mentre i due comitati hanno fatto le proprie proposte.

Da un lato il comitato pro-pineta ha auspicato la necessità che il chiosco previsto sia destinato ad attività sociali e non commerciali, proponendo una riduzione delle superfici pavimentate, una riduzione dell’area per sgambettamento cani e la eliminazione dei nuovi posti auto recuperati e si è riservata di fare delle proprie valutazioni agronomiche rispetto all’espianto dei 21 pini previsti;

dall’altro lato il comitato pro-parco ha invece auspicato il potenziamento dei posti auto, l’integrazione di spazi per ulteriori giochi per bambini e per le mamme e che il chiosco non abbia funzioni commerciali, condividendo in toto il progetto, anche relativamente alla piantumazione di ulteriori specie di alberi:

L’Amministrazione Comunale si è riservata di analizzare le proposte e trovare una soluzione di compromesso tra i due gruppi di rappresentanza per poter venire incontro alle esigenze manifestate dai cittadini, riqualificando un’area che da diversi anni necessita di un intervento. Si ribadisce che non si tratta di una cementificazione ma di un intervento di recupero delle alberature esistenti con piantumazione di ulteriori essenze arbustive ed erbacee, prevedendo una serie di sentieri, un’area giochi progettata a misura di bambino e pensata in modo promiscuo con bambini affetti da disabilità e uno spazio per lo sgambettamento dei cani.

Angelo Papio, Manisporche

5 MARZO
COMUNICATO DEL CONSIGLIERE ANGELO PAPIO DI MANISPORCHE.

L’Amministrazione Annese è incapace di realizzare nuovo verde a Monopoli, come se temesse il rischio di sottrarre qualche centimetro quadrato al cemento.

Nelle poche aree verdi esistenti in città (dal Parco Lama Belvedere ai viali alberati di via delle Rimembranze e di via Pesce, dalla Villa Comunale alla Pineta tra via Grandi e via Ariosto) l’attuale Amministrazione vi è entrata con il piede di un elefante, deturpando le naturali caratteristiche dei luoghi e imponendo sempre un verde inutilmente diverso, senza mai incrementarlo.

 

7 MARZO
CONFERENZA STAMPA COMITATO SALVIAMO LA PINETA PRESSO IL SALONE DI S. FRANCESCO DA PAOLA.

 

Orazio Leggiero, Marina Cammisa, Mino Albenzio, Silvana Ladogana
Componenti del Comitato Salviamo la Pineta

Altri Componenti
Altri Componenti

 

L’incontro si svolge con gli interventi della dott.ssa Marina Cammisa, Orazio Leggiero, Mino Albenzio, arch. Angela Silvana Ladogana, dott. agronomo Dario Pezzolla e del prof. Stefano Carbonara.

Relazione della coordinatrice Marina Cammisa.

Noi cittadini, residenti nel quartiere, abbiamo appreso del progetto del Parco Urbano solo alcuni giorni fa da notizie diffuse in rete. Prima non avevamo avuta alcuna informazione.

E’ stata una sorpresa apprendere che il Comune voglia trasformare la pineta, un vero polmone verde della città, in un cosiddetto Parco, con l’eliminazione di 21 pini, la realizzazione di un parcheggio, una piazza, un’area giochi, un’area per sgambetto dei cani, un percorso ciclo pedonale, un bar, una cisterna e la piantagione di arbusti sotto i pini. Il tutto al costo di circa 700.000 euro, una cifra esorbitante a carico dei cittadini.


Riteniamo che in questo modo si vada a ridurre lo spazio del verde cittadino, si aggiunge altra cementificazione, si altera il paesaggio e la tranquillità della zona, si crea un’area cosparsa di rifiuti.

Sul progetto esprimiamo una valutazione negativa per la presenza di una serie di specifiche  criticità:

1. Abbattimento di alberatura. Il progetto prevede l’abbattimento di 21 bellissimi esemplari di pini marittimi al alto fusto, piantati diversi decenni addietro e perfettamente integrati nel contesto urbano della zona. Tale misura, decisamente incomprensibile ed eccessiva, va ad impoverire, senza oggettivi vantaggi generali, la superficie a verde della pineta e, quindi, cittadina. L’eliminazione delle alberature stravolgerebbe in peggio l’aspetto estetico della zona riducendo aree d’ombra sempre più carenti in città.
Al contrario, gli alberi, dovrebbero essere tutelati e piantumati in un numero molto maggiore dove possibile, per mitigare gli ormai troppo frequenti periodi di alte temperature e per dare ulteriore valore urbanistico all’intera città.

2.Eccessiva area destinata a cementificazione. L’esame del progetto indica che l’abbattimento degli alberi è funzionale anche alla realizzazione di una “piazza” la cui superficie, di dimensioni ragguardevoli e sporporzionate rispetto all’area complessiva della pineta, risulta essere composta da mattonatura (basolato in pietra). A tal proposito si fa notare che la fruibilità dell’area non necessariamente deve essere compiuta attraverso la creazione di una piazza pavimentata, anzi, come realizzato in varie città italiane ed europee, l’eventuale installazione di panchine può essere possibile nel rispetto del mantenimento delle aree naturale e verdi intatte determinando un minore impatto ambientale e un più gradevole aspetto estetico; le stesse considerazioni si applicano ai previsti percorsi pedonali e ciclabili, che inspiegabilmente prevedono, un ingiustificato abbattimento di diversi grandi pini e la posa di mattoni in cemento, impoverendo e riducendo ulteriormente la superficie naturale della pineta.
A conclusione delle precedenti motivazioni si può rimarcare che è possibile una aggregazione mantenendo il naturale aspetto della pineta e evitando al massimo una “inutile cementificazione”.
Infatti attualmente la pineta naturale viene fruita da tutti per passeggiate quotidiane unitamente all’adiacente zona fitness attiva da vari anni, già di per sé sufficiente a soddisfare le esigenze di aggregazione dei residenti.

3.Eccessiva area destinata a parcheggio. La progettazione prevede la realizzazione di un parcheggio su Via A. Grandi utilizzando una vasta area che attualmente è costituita da prato ed alberatura. Si tratta di un intervento massivo, assolutamente non integrato nel contesto urbano, che oltre a sacrificare una vasta sezione del verde pubblico di cui la zona ha fino ad oggi goduto, avrebbe la conseguenza di convogliare in zona decine e decine di automobili (si pensi al periodo estivo) con grave dolo per la qualità abitativa dei residenti, molti dei quali inoltre si ritroverebbero ad avere delle lamiere come panorama dai propri appartamenti.

4. Installazione di chiosco bar/ristoro. Preoccupa fortemente la previsione di installare un bar/ristoro di importanti dimensioni nella piazza prevista. Sappiamo tutti che da ciò non potrà che derivare un continuo assembramento di persone in tutte le ore del dì e della notte, con schiamazzi e disturbo della quiete pubblica. In una città come la nostra, che non è ancora dotata di un Piano di Zonizzazione Acustica e dove gli eccessi della movida (specialmente nella nostra zona prospiciente al mare) sono sotto gli occhi di tutti, questa possibilità è assolutamente da scongiurare per salvaguardare il diritto dei residenti alla tranquillità, al riposo e al decoro urbano.
4. Installazione di chiosco bar/ristoro. Preoccupa fortemente la previsione di installare un bar/ristoro di importanti dimensioni nella piazza prevista. Sappiamo tutti che da ciò non potrà che derivare un continuo assembramento di persone in tutte le ore del dì e della notte, con schiamazzi e disturbo della quiete pubblica. In una città come la nostra, che non è ancora dotata di un Piano di Zonizzazione Acustica e dove gli eccessi della movida (specialmente nella nostra zona prospiciente al mare) sono sotto gli occhi di tutti, questa possibilità è assolutamente da scongiurare per salvaguardare il diritto dei residenti alla tranquillità, al riposo e al decoro urbano.

5. Installazione di un’area gioco per i bambini. Anche questa installazione turba i residenti, trovandosi eccessivamente a ridosso degli appartamenti ai quali giungerebbe inevitabilmente frastuono durante tutto il giorno. In quanto residenti della zona, inoltre, ben sappiamo che la clientela delle pizzerie prospicienti l’area verde in oggetto, oltre a consumare i pasti ai tavoli all’aperto, è solita trattenersi in zona anche fino a notte pur con bambini piccoli, e sarebbe di certo invogliata a stazionare presso l’area giochi a danno della quiete pubblica così come già da diversi anni avviene. In nome di tutte queste argomentazioni, per ragioni etiche di tutela del verde, per difendere la qualità della vita dei residenti, per tutelare il valore commerciale delle proprietà che verrebbero danneggiate nella loro valutazione di mercato (al contrario di quello che si possa pensare in prima battuta con una visione superficiale del progetto) dalla eccessiva cementificazione e impermeabilizzazione del suolo, dalla eccessiva presenza di automobili e dai disturbi alla quiete pubblica, i firmatari della presente chiedono al più presto un incontro con i responsabili politici e tecnici affinché il progetto venga rivisto e decisamente ridimensionato, limitandolo solo ed esclusivamente alla necessaria manutenzione del verde, alla creazione di percorsi in terra battuta (più consoni al contesto), ad una attenta progettazione di illuminazione diffusa ad inquinamento luminoso ridotto (vista la folta presenza di abitazioni a ridosso della pineta) oltre che alla installazione di qualche seduta.

9 MARZO
NOTA INVIATA AL SINDACO DEL COMUNE 

Facendo seguito all’incontro del 2.3 u.s., in proprio e per conto della Dott.ssa Cammisa Marina, in proprio e quale referente del Comitato in oggetto, io sottoscritto avv. Filippo Grattagliano Vi informo di quanto segue:
1) Dopo l’incontro del 2 marzo presso l’Ufficio Tecnico del Comune, oltre a segnalare le criticità del progetto per la Pineta in questione, il Comitato si è riservato di consultare un Agronomo e comunque un esperto di alberi di Pino. Ebbene, dopo tale consulto e dopo approfonditi studi, è emerso che il progetto in questione non può assolutamente eseguirsi nell’area di che trattasi: a) perché la Pineta con i suoi 50 e passa alberi costituisce un unicum ed occupa uno spazio molto limitato; b) il Pino non è bisognevole di manutenzione, tranne che per l’asporto dei rami secchi e la bonifica dalla processionaria; c) gli esperti sconsigliano assolutamente di procedere con potature massicce, in quanto gli alberi ne risentirebbero e morirebbero. Pertanto, con la presente si intima e diffida codesto Comune, non solo dal sospendere qualsivoglia lavoro nel sito, ma anche dall’effettuare la potatura degli alberi, se non limitata all’asportazione dei soli rami secchi e l’eliminazione della processionaria. Ad ogni buon conto, si allega l’intervista al Dottor Morelli, ritenuto il massimo esperto degli alberi di Pino in Italia;

2) La sospensione del cantiere si rende oltremodo necessaria, primo perché dallo schema d contratto, non pare ci siano penalità di sorta per alcuno, poi perché si sta approfondendo e cercando di comprendere come mai il Comune abbia scelto tale modo di scomputo per i lotti che si stanno costruendo in zona Pagano, senza pensare di allocare le risorse economiche previste per un parco ex novo in sito c.d. vergine;

3) In mancanza di un percorso partecipato, visto che ancora oggi, nonostante gli articoli di stampa e servizi televisivi, molti residenti della zona non conoscano in concreto il progetto in discussione, è necessario recuperare quel gap affinché tutti i residenti della zona e non solo, possano condividere un’idea di c.d. riqualificazione dell’area compatibilmente con la peculiarità della Pineta. Nello stesso incontro tenutosi presso l’Ufficio tecnico è emerso in tutta evidenza come i tre cittadini presentati come favorevoli al progetto, alla fine hanno finito per condividere le perplessità del Comitato.

Tutto quanto premesso e ritenuto, il sottoscritto nella qualità ribadisce e CHIEDE di sospendere qualsivoglia attività nella zona siccome già recintata e di convocare il Comitato “Salviamo la Pineta di Via Ariosto” e quello asseritamente favorevole, alla presenza del nostro consulente Agronomo affinché si possa trovare la migliore soluzione possibile, nell’interesse pubblico superiore.

14 MARZO
INIZIO DEI LAVORI DI POTATURA DA PARTE DELLA DITTA LAPIETRA GIARDINI

Pattuglia di Polizia Locale
Ditta Lapietra Giardini

 

15 MARZO
DIFFIDA STRAGIUDIZIALE AL COMUNE DI MONOPOLI DELL’AVV. FILIPPO GRATTAGLIANO.

Lunedì 14 marzo, è iniziata la potatura dei pini che, ad avviso di chi scrive, ma vieppiù del Prof. Giovanni Morelli, massimo esperto in Europa dei Pini, come da intervista che si allega, non pare stia rispettando i corretti canoni della potatura in questione che, a stretto rigore, per quanto riferisce l’Esperto non dovrebbe neppure avvenire, atteso che la Pineta è relegata in un’area che non costituisce pericolo per cose e persone.

Intimiamo e diffidiamo codesto Comune a che si interrompa immediatamente la potatura in corso e fissare un incontro urgentissimo.

16 MARZO
INCONTRO DEL COMITATO PRESSO SALONE S. FRANCESCO DA PAOLA



 

18 MARZO 2022
COMUNICATO DELL’ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI GIOVANNI PALMISANO

In seguito alla riunione del 2 marzo scorso presso gli uffici dell’Area Organizzativa Urbanistica e Lavori Pubblici, erano stati individuati una serie di accorgimenti condivisi. In particolare, riguardavano la destinazione a servizi per associazioni (no food) del chiosco previsto nella nuova piazza, la previsione di un chiosco dei bagni pubblici con accesso dall’esterno con un angolo allattamento e un angolo con fasciatoio, la previsione di ulteriori giochi per bambini accessibili nella piazza con riduzione delle superfici pavimentate, l’utilizzo di materiali drenanti e la riduzione dell’area di sgambettamento cani a favore dell’area di fruibilità della pineta.

«Dall’incontro di inizio mese era emersa la disponibilità dell’Amministrazione Comunale ad accogliere una serie di osservazioni di entrambi i comitati, quello che ha posto dei dubbi sull’intervento e quello favorevole alla riqualificazione seppur con alcune modifiche. Mi spiace che il primo non riconosca il secondo, composto comunque da altri residenti della zona che hanno la stessa dignità dei primi», afferma l’Assessore Giovanni Palmisano. Che precisa: «L’obiettivo finale deve essere quello di riqualificare una zona in un’ottica di miglioramento generale, salvaguardando il verde presente. Visto che circa il 90% dei pini presenti sarà salvato e gli altri saranno sostituiti da nuove piantumazioni, è da ritenersi falso l’assunto secondo il quale si sta cementificando e distruggendo l’unica area a verde presente in zona, facendo passare un messaggio sbagliato e ingannevole. Anzi, il progetto mira a rendere più accogliente un’area oggi abbandonata per farla diventare un parco urbano. Con un costo per lavori per il parco di 409.571 euro e non 700 mila come spesso ho letto e sentito dire nelle ultime settimane».

Infine, in relazione alla diffida ricevuta dal Comitato “Salviamo la pineta di via Ariosto” circa la potatura dei pini iniziata lunedì 14 marzo 2022 ritenuta non rispettosa dei “corretti canoni”, si precisa che tale tipologia di intervento, che mira a garantire una corretta illuminazione della chioma e l’eliminazione dei rami secchi o maldistribuiti, è sempre stata realizzata dall’Amministrazione Comunale su tutte le pinete del territorio nell’ambito degli interventi di manutenzione ordinaria del verde previsti annualmente, senza che siano stati registrati casi di deperimento, compromissione e/o morte. Interventi per i quali il comitato si era dichiarato favorevole nella riunione del 2 marzo scorso e che il sopralluogo effettuato in settimana dai Carabinieri Forestali ha certificato la realizzazione a regola d’arte.

19 MARZO
MANIFESTAZIONE CITTADINA PER LA PINETA










 

 

22 MARZO 2022
ULTERIORE DIFFIDA STRAGIUDIZIALE AL COMUNE

Il sottoscritto avv. Filippo Grattagliano, in mio nome, conto ed interesse, sia quale res. in via Ariosto, 37 che come cittadino di questa città oltre che per il Comitato “Salviamo la Pineta di Via Ariosto”, facendo seguito alle note pec già inviate con le quali abbiamo invitato codesto Comune dal non far eseguire la potatura dei Pini di Via Ariosto Via Grandi se non previo incontro con il nostro Consulente Agronomo, constatiamo, invece, che da lunedì 14 marzo, è iniziata e proseguita la potatura dei Pini che, ad avviso di chi scrive, ma vieppiù del Prof. Giovanni Morelli, massimo esperto in Europa di tali alberi, come da intervista già inviata e delle Osservazioni del Dott. Pezzolla Dario, Agronomo iscritto presso l’Ordine Prov. Dottori Agronomi e Forestali di Bari, che si allega, non pare stiano rispettando i corretti canoni della potatura in questione che, a stretto rigore, per quanto riferisce l’Esperto non dovrebbe neppure avvenire, atteso che la Pineta è relegata in un’area che non costituisce pericolo per cose e persone.

Dario Pezzolla

Orbene, la potatura radicale a cui si sta assistendo, potrebbe portare alla morte dei Pini in questione, con gravissimo nocumento all’ambiente, alla salubrità dell’area ed alla compromissione dell’unica vera area verde immacolata rimasta in città. Invero, ad avviso del Dott. Dario Pezzola, quindi, “La potatura praticata con somma urgenza sui pini presenti è stata una operazione tecnicamente scorretta non soltanto nei tempi, ma anche nelle modalità e finalità. Ciò in quanto, almeno in Assenza di specifiche patologie, l’albero di pino è una tipologia di alberatura che va lasciata nella sua forma e portamento naturale in quanto questa (lo dice la letteratura scientifica) rappresenta sempre la migliore soluzione possibile, anche dal punto di vista strutturale, tanto che quasi sempre nella prassi ogni intervento di potatura finisce per avere un carattere peggiorativo.

La “svuotatura” della chioma porterà nel medio lungo periodo ad uno sconvolgimento ormonale e ad un progressivo indebolimento dalla struttura arborea con conseguenze inesorabilmente letali. I pini dell’area in questione sono tipologie di alberi non in grado di produrre nuova vegetazione da gemme dormienti o avventizie e, pertanto, se sottoposti a “svuotamento” della chioma (come è stato fatto) non possono più surrogare la vegetazione persa nella stessa posizione. Se quindi inizialmente il pino risponderà alla potatura con uno spropositato allungamento delle ramificazioni superstiti, dall’altro, quando nel corso della sua evoluzione esso entrerà in una fisiologica fase di autoriduzione della massa di rami, non troverà vegetazione interna alla chioma sulla quale “ripiegare”. In altre parole, e per concludere su questo punto di carattere agronomico, con lo svuotamento della chioma il pino è condannato ad una precoce morte per “fame”.

A conferma di quanto riferito dal Dott. Morelli e dal Dott. Pezzolla, si informa codesta Amministrazione che per es. Conalpa, Aiapp e Pro Natura Abruzzo, a proposito della gestione del verde urbano che deve essere affidata a professionisti validi del settore, hanno scritto: «È chiaro che la potatura è il modo più appariscente per mostrare ai cittadini che ci si sta occupando del verde urbano, ma questo approccio ha un senso quando parliamo di agricoltura, di vite, olivo e alberi da frutto, non quando si tratta di alberi che in città hanno tutt’altra funzione. Le chiome degli alberi di Pescara oltre a fare ombra, producono ossigeno, assorbono anidride carbonica e gas vari, catturano polveri e polveri sottili, ospitano biodiversità, mitigano le ondate di calore, assorbono con le radici l’acqua piovana, sono elementi strutturanti del paesaggio urbano.

Basterebbe quindi eseguire interventi mirati e specialistici, per migliorare le piante, curandone le malattie e per renderle belle e in salute. Questo dovrebbe essere lo spirito della corretta gestione degli alberi. Invece di potare quando non serve, si potrebbero allargare le aiuole e migliorarne il suolo, ripiantare gli alberi dei filari mancanti e soprattutto fare in modo che sopravvivano allo stress da trapianto. Sono davvero troppi gli alberi morti a un anno dall’impianto, sono troppi quelli malamente e inutilmente potati».

Infine le associazioni ricordano ancora una volta sia la legge numero 10 del 2013 che il decreto del Ministero dell’Ambiente numero 63 del 10 marzo 2020 che vieta tra l’altro le capitozzature e tagli drastici sulle piante: «È necessario smetterla con questi continui danni al patrimonio verde cittadino. Occorre cambiare modo di operare, e bisogna farlo subito, per tutelare e implementare il verde urbano, un dovere verso la collettività».

Pertanto, Dott. D’Onghia, quando Lei scrive riportando un passo del Dott. Morelli “che la potatura sia ragionevole, sopportabile e dignitosa per il pino che la subisce” è ciò che di più lontano sia stato effettuato nella Pineta dal 14 marzo u.s. Dovrebbe fare un sopralluogo ed accorgersi con foto alla mano di com’era la Pineta e di come è stata ridotta. In merito agli interventi effettuati da codesta Amministrazione su altre aree verdi nell’ambito urbano, mi faccia dissentire dopo aver appurato come debba essere effettuata, rectius come non deve essere effettuata la potatura di questi esemplari arborei. Quanto alla Relazione dell’Agronomo che avremmo dovuto esibire, si fa presente che non vi era alcuna riserva in tal senso ma solo la richiesta di un incontro alla presenza del Consulente. Ad ogni buon conto, con la presente si invia la Relazione del Dott. Pezzolla. Ebbene, stante i suddetti unanimi e conformi pareri su come debba essere salvaguardato il verde, ed in particolare la nostra “Pineta”,

Intimiamo e diffidiamo

Codesta Pubblica Amministrazione e la stessa Solemare a che si interrompa qualsivoglia ulteriore intervento sull’area in questione, ad iniziare dallo svellimento anche di un solo albero e si fissi un incontro urgentissimo con il sottoscritto ed il Comitato “Salviamo la Pineta di Via Ariosto” per fare il punto della situazione ed esternarVi i nostri intendimenti al fine di trovare la soluzione migliore nell’interesse di tutti e nel precipuo interesse della collettività. Si allega: – Osservazioni dell’Agronomo Dott. Pezzolla Dario. 

23 MARZO 
COMPLETAMENTO DEI LAVORI DI POTATURA.



 

25 MARZO
TAGLIO DEI PINI CON MASSICCIO INTERVENTO  DELLE FORZE DELL’ORDINE, CARABINIERI E POLIZIA DI STATO, INVIATE DALLE AUTORITA’.







28 MARZO 2022
ATTO DI DENUNCIA QUERELA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA Ex artt. 333 – 336 c.p.p.

Noi sottoscritti Dott.ssa Maria Cammisa , Prof.ssa Eleonora Maccuro Dott.ssa Arch. Ladogana Angela , Prof. Stefano Carbonara , Prof. Comes Gennaro  Dott. Dario Pezzolla , Sig.ra Licciulli Anna, Sig.ra Maccuro Vita  Sig.ra Contento Antonia nominiamo quale nostro difensore di fiducia l’Avv. Filippo Grattagliano del Foro di Bari, con studio in Monopoli alla P.zza S. Antonio n. 24, pec: avvfilippograttagliano@pec.giuffre.it, affinché presenti e depositi in nostro conto la suestesa querela contro le persone individuande per le condotte colpose denunziate e ci rappresenti e difenda in ogni stato grado

ESPONIAMO QUANTO SEGUE

Verso la fine del mese di febbraio del c.a. siamo venuti a conoscenza di un progetto del Comune di Monopoli relativo ad un’asserita Riqualificazione di un’area verde a sud di Monopoli tra le Vie Ariosto e Via Grandi. L’area in questione è destinata a verde e si trova tra due lottizzazioni effettuate negli anni ’80. Ha un’estensione di 8.000 mq. circa e quarant’anni fa furono piantati diversi tipi di Pini che negli anni hanno formato quella che si può definire una Pineta in tutto e per tutto. Sennonché, approfondendo lo studio del progetto, ci siamo costituiti in un Comitato spontaneo denominato “Salviamo la Pineta”, in quanto il Comune ha concesso la possibilità ad un soggetto privato di far tagliare e quindi eliminare ben 21 alberi di Pino di circa quarant’anni, per far posto ad un “Chiosco bar, una Piazza, un parco gioco per bambini, un’area dog per sgambettamento cani, una vasca per raccolta acqua e, cosa ancor più sconcertante, la riduzione della Pineta per realizzare alcuni parcheggi”, su cui un cittadino ha espresso forti perplessità.

Da subito, alcuni rappresentanti del nostro Comitato in data 28.02.2022    sono stati ricevuti dal Sindaco Sig. Angelo Annese e dall’Assessore ai LL.PP. Sig. Giovanni Palmisano e, dopo ampia discussione, il giorno dopo c’è stato un incontro presso l’Ufficio Tecnico del Comune tra i sottoscritti rappresentanti del Comitato Avv. Filippo Grattagliano, Dott.ssa Maria Cammisa e Prof.ssa Eleonora Maccuro alla presenza del Dirigente Ing. Amedeo D’Onghia, l’Assessore Sig. Palmisano Giovanni e la delegazione della Solemare Srl, proponente ed appaltatrice delle opere di cui si dirà appresso. In quella sede abbiamo manifestato tutto il nostro disappunto sul progetto, sia per il metodo adottato, senza che vi sia stato alcun coinvolgimento del quartiere e degli altri cittadini di Monopoli all’iter amministrativo, sia nel merito, soprattutto per la salvaguardia dei 100 e passa Pini di oltre quarant’anni in perfetto stato e salute vegetativo. L’Amministrazione, come sopra rappresentata, sembrava avesse accolto alcune osservazioni del Comitato con l’intesa che ci sarebbe stato altro incontro con un Consulente Agronomo, anche in virtù dell’annunciata potatura degli alberi.

Ebbene, non solo questo incontro non è mai avvenuto, ma le diffide del sottoscritto Avv. Grattagliano, corredate da una intervista dell’Agronomo Dott. Giovanni Morelli, ritenuto uno dei massimi esperti a livello europeo in materia di Pini ed il Parere dell’Agronomo Dott. Dario Pezzolla,  di sospendere i lavori e vieppiù la potatura degli alberi, sono caduti nel vuoto, tanto che gli operai di una ditta, subappaltatrice della Ditta Lapietra Giardini di Monopoli, di cui ignoriamo il nome, in data 21.3.2022 hanno iniziato ad effettuare una potatura e capitozzatura degli alberi in spregio alle linee guida per tale tipo di alberatura, come si evince dalle foto allegate e dal parere del sottoscritto Dott. Dario Pezzolla. Sennonché, in data 25.3.2022 gli operai hanno iniziato e portato a termine il taglio di 18 alberi monumentali, non portando a termine l’espianto di altri tre maestosi Pini le cui chiome si aggettano sul marciapiede di Via Grandi.

Durante l’esecuzione di tali sconsiderati tagli con motosega e mezzi vari, vi erano una ventina di Carabinieri in tenuta antisommossa a presidiare i lavori citati, affinché dimostranti presenti sul posto, non entrassero nell’area in questione e si frapponessero tra loro e gli operai per fronteggiare l’opera massacrante delle motoseghe. Il Prof. Carbonara Stefano, nella circostanza, faceva presente al Dirigente che comandava la squadra dei Carabinieri che il cantiere fosse abusivo, che non c’era il Direttore dei lavori, che non era presente sulla tabella chi stesse effettuando i lavori e che voleva visionare, secondo legge, il contratto e quant’altro.

Ebbene, si fa presente che ai sensi del D. Lgs. 81/08 (Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro) le imprese che operano in cantiere dovranno custodire presso gli uffici di cantiere la seguente documentazione:

  1. Notifica preliminare (inviata alla A.S.L. e alla D.P.L. dal committente o dal responsabile dei lavori e consegnata all’impresa esecutrice che la deve affiggere in cantiere);
  2. Piano di Sicurezza e di Coordinamento;
  3. Fascicolo con le caratteristiche dell’Opera;
  4. Piano Operativo di Sicurezza di ciascuna delle imprese operanti in cantiere ed eventuali relativi aggiornamenti;
  5. Titolo abilitativo alla esecuzione dei lavori;
  6. Copia del certificato di iscrizione alla Camera di Commercio Industria e Artigianato per ciascuna delle imprese operanti in cantiere;
  7. Documento unico di regolarità contributiva (DURC);
  8. Certificato di iscrizione alla Cassa Edile per ciascuna delle imprese operanti in cantiere;
  9. Copia del registro degli infortuni per ciascuna delle imprese operanti in cantiere;
  10. Copia del Libro Unico del Lavoro per ciascuna delle imprese operanti in cantiere;
  11. Verbali delle ispezioni effettuate dai funzionari degli enti di controllo che abbiano titolo in materia di ispezioni dei cantieri (A.S.L., Ispettorato del lavoro, I.S.P.E.S.L., Vigili del fuoco, ecc.);
  12. Registro delle visite mediche periodiche e di idoneità alla mansione;
  13. Tesserini di vaccinazione antitetanica;
  14. Certificati di idoneità per lavoratori minorenni;

Inoltre dovrà essere conservata negli uffici del cantiere anche la seguente documentazione:

  • Contratto di appalto (contratto con ciascuna impresa esecutrice e subappaltatrice);
  • Autorizzazione per eventuale occupazione di suolo pubblico;
    Autorizzazioni degli enti competenti per i lavori stradali (eventuali);
  • Autorizzazioni o nulla osta eventuali degli enti di tutela (Soprintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali, Soprintendenza archeologica, Assessorato regionale ai Beni Ambientali, ecc.);
  • Segnalazione all’esercente l’energia elettrica per lavori effettuati in prossimità di parti attive;
  • Denuncia di installazione all’I.S.P.E.S.L. degli apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 kg, con dichiarazione di conformità a marchio CE;
  • Denuncia all’organo di vigilanza dello spostamento degli apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 kg;
  • Richiesta di visita periodica annuale all’organo di vigilanza degli apparecchi di sollevamento non manuali di portata superiore a 200 kg;
  • Documentazione relativa agli apparecchi di sollevamento con capacità superiore ai 200 kg, completi di verbali di verifica periodica;
  • Verifica trimestrale delle funi, delle catene incluse quelle per l’imbracatura e dei ganci metallici riportata sul libretto di omologazione degli apparecchi di sollevamenti;
  • Piano di coordinamento delle gru in caso di interferenza;
  • Libretto d’uso e manutenzione delle macchine e attrezzature presenti sul cantiere;
  • Schede di manutenzione periodica delle macchine e attrezzature;
  • Dichiarazione di conformità delle macchine CE;
  • Libretto matricolare dei recipienti a pressione, completi dei verbali di verifica periodica;
  • Copia di autorizzazione ministeriale all’uso dei ponteggi e copia della relazione tecnica del fabbricante per i ponteggi metallici fissi;
  • Piano di montaggio, trasformazione, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.) per i ponteggi metallici fissi;
  • Progetto e disegno esecutivo del ponteggio, se alto più di 20 m o non realizzato secondo lo schema tipo riportato in
  • autorizzazione ministeriale;
  • Dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico da parte dell’installatore;
  • Dichiarazione di conformità dei quadri elettrici da parte dell’installatore;
  • Dichiarazione di conformità dell’impianto di messa a terra, effettuata dalla ditta abilitata, prima della messa in esercizio;
  • Dichiarazione di conformità dell’impianto di protezione dalle scariche atmosferiche, effettuata dalla ditta abilitata;
  • Denuncia impianto di messa a terra e impianto di protezione contro le scariche atmosferiche (ai sensi del D.P.R. 462/2001);
  • Comunicazione agli organi di vigilanza della dichiarazione di conformità dell’impianto di protezione dalle scariche atmosferiche.

Di tutte tali prescrizioni, non ve n’era una ed i Carabinieri presenti sul posto insieme al locale Commissariato hanno solo fatto in modo che i diversi manifestanti non effettuassero alcun intervento fisico per impedire che venissero tagliati i 21 Pini.

Ora, l’Art. 7. Disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei boschi vetusti, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale (articolo così modificato dall’art. 16, comma 1, del d.lgs. n. 34 del 2018) della L. n. 10/2013 così recita:

  1. Agli effetti della presente legge e di ogni altra normativa in vigore nel territorio della Repubblica, per «albero monumentale» si intendono:
  2. a) l’albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate ovvero l’albero secolare tipico, che possono essere considerati come rari esempi di maestosità e longevità, per età o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarità botanica e peculiarità della specie, ovvero che recano un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali;
  3. b) i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani; – questo è il caso che ci riguarda ndr.-
  4. c) gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.

Ebbene, nell’incontro tenuto presso il Comune in data 28.2.2022 noi sottoscritti Avv. Filippo Grattagliano, Dott.ssa Cammisa e Prof.ssa Maccuro, in rappresentanza del Comitato, alla presenza del Sindaco, del Dirigente Tecnico, dell’Assessore ai LL. PP. e di alcuni Consiglieri, abbiamo richiamato con forza tale legge, al fine di far comprendere loro che la Pineta di Via Ariosto Via Grandi costituiva un filare ed un’alberata di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, primo perché inserito nel centro urbano, secondo perché era uno dei pochissimi se non l’unico “polmoncino” verde rimasto in città e terzo perché le chiome degli alberi rappresentavano un unicum a livello vegetativo.

Il Dottor Morelli, nella sua intervista, (inviata al Comune) a specifica domanda, ha avuto modo di riferire che: Spesso vediamo numerosi casi di capitozzatura di pini o di eccessivo svuotamento delle chiome. Quali danni strutturali e vegetativi vengono arrecati agli esemplari?

Come dicevo, dal punto di vista architetturale i Pini sono una sorta di “collezione” di tronchi, cioè di assi dominanti. Una delle prime regole della potatura è che i tronchi sono – o dovrebbero essere – strutture rameali intangibili, pena lo sconvolgimento ormonale dell’albero che subisce l’intervento. Per questo motivo, dunque, la capitozzatura dei Pini comporta sempre conseguenze gravi e permanenti, sia a carico della porzione aerea che, conseguentemente, dell’apparato radicale. I Pini mediterranei, però, sono anche incapaci di produrre nuova vegetazione da gemme dormienti o avventizie; per questo motivo, se sottoposti a “svuotamento” della chioma queste specie non possono più surrogare la vegetazione persa nella stessa posizione, come potrebbe fare ad esempio un Tiglio. Se, da un lato, questo impone al Pino di rispondere alle potature con uno spropositato allungamento delle ramificazioni superstiti, dall’altro lato, quando nel corso della sua evoluzione individuale l’albero entrerà in una fisiologica fase di autoriduzione della massa rameale, non troverà vegetazione interna alla chioma sulla quale “ripiegare”. In pratica, dunque, con lo svuotamento delle chiome condanniamo i Pini ad una precoce morte per … fame”.

Ed è quanto accaduto alla Pineta di Via Ariosto Via Grandi, con notevolissimo danno ai sottoscritti ed a tutta la collettività, che è stata così privata di un luogo più unico che raro, formatosi indisturbato per quasi quarant’anni.

Il co. 4. della citata L. n. 10/2013 prevede che: “Salvo che il fatto costituisca reato, per l’abbattimento o il danneggiamento di alberi monumentali si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 100.000. Sono fatti salvi gli abbattimenti, le modifiche della chioma e dell’apparato radicale effettuati per casi motivati e improcrastinabili, dietro specifica autorizzazione comunale, previo parere obbligatorio e vincolante del Corpo forestale dello Stato”. Nella fattispecie de qua non sussistevano né “casi motivati” né casi “improcrastinabili” e senza aver richiesto il detto parere del Corpo Forestale dello Stato.

Gli alberi e tutte le altre piante abbelliscono l’ambiente e il paesaggio, purificano l’aria, agiscono come barriere acustiche e visive, producono ossigeno, riducono l’anidride carbonica, catturano polveri, particolati e PM10 e ci aiutano a risparmiare energia grazie al potere rinfrescante in estate ed alla protezione dai freddi venti in inverno. Tutti questi benefici sono stati eliminati attraverso il taglio, per ora, di 18 Pini (ne sono rimasti solo tre maestosi) che di per sé in uno alla effettuata potatura selvaggia costituiscono un c.d. danneggiamento aggravato, per di più su suolo pubblico. Secondo quanto stabilisce l’art. 635 c.p. chi distrugge in maniera irreversibile viti, alberi verdi o da frutto, boschi, selve o foreste è punito con la pena della reclusione da sei mesi a tre anni. Nella fattispecie, quindi, è stato procurato un danno materiale irrimediabile oltre che il danno erariale, che ci si riserva di denunziare nell’apposita sede.

La capitozzatura, la massiccia e selvaggia potatura ed il taglio hanno riguardato alberi robusti, longevi, altamente adattabili e senza particolari difetti, abbisognevoli solo di piccolissima manutenzione, avevano branche robuste e ben formate oltre che una chioma bella e armoniosa.

Tutto distrutto, in nome di una fantomatica “Riqualificazione a parco urbano”.  Basti pensare che a fronte del taglio di 21 Pini di tal fatta, il Comune, tramite la stazione appaltante ed aggiudicatrice, ha previsto nella propria Relazione che il valore del verde di nuovo impianto, con essenze arboree che nulla hanno a che vedere con una Pineta, sarà pari ad appena € 16.519,61. Vd. Pag. 7 del Computo metrico.

Veniamo ora al merito del progetto, per evidenziarne l’assoluta sconsideratezza in uno agli accertandi eventuali abusi commessi nell’esercizio della potestà amministrativa.

L’abbattimento degli alberi e le annunciate opere nell’area di che trattasi si inseriscono in un iter amministrativo teso unicamente alla salvaguardia degli interessi privati senza alcuna considerazione degli interessi ed esigenze della collettività. Tuttavia, ci riserviamo di depositare altra circostanziata denuncia querela, in quanto la mole dei documenti da analizzare e studiare sul punto sono tantissimi e corposi.

Basti considerare che: “La società Solemare srl in relazione alla convenzione sottoscritta in data 28.01.2020 con il Comune di Monopoli in attuazione del P.U.E. in area S7 avvenuta con Deliberazione di Giunta Comunale n. 250 del 28.11.2019, si è impegnata, in relazione al disposto del paragrafo 27.07 delle N.T.A. del P.U.G., alla realizzazione dell’opera pubblica proposta relativa alla “Riqualificazione dell’area verde in via Achille Grandi” e al “Rifacimento della rotatoria tra via L. Puccini e via A. Grandi”, già inserita nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche e giudicata preventivamente utile dalla Giunta Comunale con delibera numero 12 del 31 gennaio 2019”.

L’art. 27.07 delle N.T.A. del P.U.G. del Comune di Monopoli prevede le seguenti Prescrizioni specifiche 3 (realizzazione di opere pubbliche):

– L’edificabilità di base può essere incrementata se i proprietari dell’area si

impegnano a realizzare opere pubbliche giudicate preventivamente utili dalla Giunta Comunale, che interessino aree che siano nella disponibilità del Comune ed inserite nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche; l’impegno a realizzare opere pubbliche potrà essere soddisfatto anche mediante l’esecuzione di interventi ex novo su aree di proprietà comunale e/o rivenienti da SC ubicati in altri siti oppure di interventi di recupero e ristrutturazione di immobili di proprietà comunale purché di valore equivalente. L’ incremento potrà essere compreso tra il 50% e il 200% dell’edificabilità di base, purché l’opera pubblica realizzata abbia un valore non inferiore al 30% del valore dell’incremento di Sul concesso. Tale valore si calcola con riferimento al costo di costruzione di un edificio residenziale in base alle tabelle parametriche regionali. Il fabbisogno energetico degli edifici realizzati, calcolato in base al D.Lgs. 192/2005 e agli eventuali indirizzi del Piano Energetico Ambientale Regionale, deve essere soddisfatto per almeno il 30% del totale attraverso fonti energetiche rinnovabili; questa premialità è cumulabile con quelle previste nelle precedenti Prescrizioni specifiche.

– Qualora l’incremento concesso sia compreso tra il 50% e il 100%, la superficie SC non potrà essere inferiore al 65% della St; qualora invece l’incremento concesso sia compreso tra il 100,1% e il 200%, la superficie SC non potrà essere inferiore al 50% della St, previa verifica del rispetto delle quantità di superfici destinate a standard residue previste dal D.M. 1444/1968.

– Questa premialità è subordinata all’approvazione da parte della Giunta Comunale del progetto di massima dell’opera pubblica; la stessa potrà essere realizzata solo dopo la sottoscrizione di una specifica convenzione cui sarà allegato il progetto esecutivo, redatto a cura e spese della parte privata e approvato dall’Amministrazione Comunale.

– E’ possibile procedere alla monetizzazione della volumetria pubblica, qualora la superficie del contesto territoriale per servizi di nuovo impianto risulti uguale o inferiore a 1000 mq”. Per superfici superiori o monetizzazioni parziali la stessa è subordinata all’approvazione da parte dell’organo competente alla approvazione con vincolo di destinazione delle somme in apposito capitolo”.

Sennonché il Comune di Monopoli ha concesso alla società Solemare Srl il massimo previsto pari al 200 % di premialità in più di edilizia residenziale a fronte dell’impegno a realizzare opere pubbliche giudicate preventivamente utili dalla Giunta Comunale, che interessino aree che siano nella disponibilità del Comune ed inserite nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche. In pratica, si è consumato un reato di cui sopra, per permettere in un contesto urbano di notevole valore paesaggistico ed a poche decine di metri dal mare, di realizzare il 200 % in più di edilizia residenziale in un comparto a servizi di nuovo impianto quale è l’area Pagano.

Non è dato sapere poi, perché per l’opera pubblica legata alla premialità sia stata individuata un’area lontana dall’intervento del PUE di cui sopra e non nell’attigua area di cessione come da art. 27.07 delle N.T.A. sopra citate. Ma di tanto ne scriveremo in altra circostanziata denunzia.

Tanto premesso, allo stato, noi sottoscritti sporgiamo formale denunzia querela, con istanza di punizione nei confronti di quanti saranno individuati per le condotte colpose sopra evidenziate, per tutti i reati che saranno eventualmente ravvisabili nei fatti innanzi esposti, in primis il delitto di cui all’art. 635 c.p., art. 323 c.p. e per tutti gli altri che saranno ravvisati dall’esame delle condotte denunziate.

Riserviamo la costituzione di parte civile per il risarcimento dei danni morali e materiali subiti in conseguenza alla condotta sopra descritta, restando a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento dovesse rendersi necessario.

Chiediamo di essere informati, ex art. 406 comma 3 c.p.p., di ogni eventuale richiesta di proroga delle indagini.

Chiediamo, altresì, di esser avvisati, ex art. 408 comma 2 c.p.p. di un’eventuale richiesta di archiviazione.

Con la presente denunzia querela, inoltre, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 321 c.p. chiediamo l’immediato sequestro dell’area, affinché non si portino a compimento i delitti di cui sopra con l’abbattimento dei restanti tre maestosi alberi di Pino di cui alle foto allegate.

Alleghiamo:

  1. Diffida stragiudiziale al Comune del 15.3.2022;
  2. Nota PEC de Comune del 17.3.2022;
  3. Ulteriore diffida stragiudiziale al Comune del 22.3.2022;
  4. Articolo di fax del 19.3.2022;
  5. Osservazioni del Dott. Agronomo Dario Pezzolla;
  6. La corretta potatura dei Pini a cura del Dott. Giovanni Morelli;
  7. Verbale sorteggio della Solemare;
  8. Avviso per la selezione di Solemare;
  9. Computo metrico estimativo delle opere;
  10. Validazione dell’opera pubblica;
  11. Norme Tecniche di Attuazione del Comune di Monopoli;
  12. Istruttoria PUE da approvare;
  13. Schema di Convenzione;
  14. Lettera aperta sua Fax del 26.3.2022 a firma del Dott. Paolo Muolo;
  15. Foto e filmati relativi alla Pineta ed ai lavori denunziati.

 

30 MARZO
INCONTRO DEL COMITATO PRESSO IL SALONE S. FRANCESCO DA PAOLA



 

01 APRILE 2022

ULTERIORE DIFFIDA, RICHIESTA DI INCONTRO ED ACCESSO AGLI ATTI Avv. FILIPPO GRATTAGLIANO Nonché COMITATO “SALVIAMO LA PINETA DI VIA ARIOSTO” “DIFFIDANTI” C/ COMUNE DI MONOPOLI “DIFFIDATO” NONCHE’ SOLEMARE SRL “ESECUTRICE LAVORI”

In mio nome, avv. Filippo Grattagliano, sia quale res. in via L.co Ariosto, 37 che come cittadino di questa città oltre che per il Comitato “Salviamo la Pineta di Via Ariosto”, facendo seguito alle note pec già inviate con le quali:

A) con pec del 28.2.2022 ho richiesto l’accesso agli atti e non ci è stato dato riscontro;

B) con diffide del 9.3., 15.3. e 22.3. abbiamo invitato codesto Comune dal sospendere qualsivoglia lavoro, e quindi la potatura e vieppiù l’abbattimento dei Pini di Via Ariosto Via Grandi, se non previo incontro con il nostro Consulente Agronomo. Abbiamo constatato, invece, che da lunedì 14 marzo, non solo è iniziata e proseguita la potatura dei Pini che, ad avviso di chi scrive, ma vieppiù del Prof. Giovanni Morelli, massimo esperto in Europa di tali alberi, come da intervista già inviata e delle Osservazioni del Dott. Pezzolla Dario, Agronomo iscritto presso l’Ordine Prov. Dottori Agronomi e Forestali di Bari, pure inviateVi, non sarebbe dovuta neppure avvenire, atteso che la Pineta è relegata in un’area che non costituisce pericolo per cose e persone, ma avete raso al suolo 21 Pini di quarant’anni con l’ausilio della Forza Pubblica in tenuta antisommossa;

C) I danni occorsi al quartiere ed a tutta la collettività sono irrimediabili oltre che incalcolabili; D)la Cassazione ha ribadito che i “i danni conseguenti al taglio degli alberi ad alto fusto – seppur presenti in un giardino condominiale – appaiono “irreversibili” non solo per i condomini ma più in generale per i cittadini” (Cass., Sez. VI penale, sent. n. 24396/15), figuriamoci in Area Pubblica quale è la Pineta in questIone;
tutto ciò premesso, nella qualità ut supra,

CHIEDO

1) Chi ha autorizzato all’interno di codesta Amministrazione, la potatura ed il taglio dei 21 Pini?; 1. Chi ha rilasciato il parere Tecnico per comprovare la necessità di potare ed abbattere i 21 Pini, nonostante che con l’espressione ‘albero monumentale’ si intende ai sensi dell’art.7, Legge n. 10/2013 “…b) i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e  culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani” quale era la Pineta?;

2) C’è stato il parere obbligatorio e vincolante del Corpo Forestale dello Stato, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 7 co. 4 L. 10/2013?

3) Che fine ha fatto il legno dei 21 Pini abbattuti?

4) Se ne è ricavato un profitto e chi ne ha beneficiato?

5) E riguardo le operazioni effettuate nell’area della Pineta, vorrei ci fossero mostrati fogli di lavoro, resoconti giornalieri e relativi ordini di servizio dirigenziali, onde individuare con precisione chi ha capitozzato i Pini, chi li ha tagliati, chi li ha potati e chi li ha autorizzati;

6) Chi ha richiesto la presenza dei Carabinieri in tenuta antisommossa a presidiare i lavori di abbattimento dei Pini?

7) Codesta Amministrazione è conoscenza del fatto che un’area Dog, in quasi tutti i Comuni d’Italia, è insediata nelle periferie e che, nella peggiore delle ipotesi, debba stare a non meno di cento metri dalle abitazioni e che, quindi, diventa praticamene impossibile insediare lì l’area prevista per i cani?

8) Visto che codesta Amministrazione con la nota del Dirigente Ing. D’Onghia del 17.3.2022, al netto delle macroscopiche inesattezze ivi contenute (a – scambi di mere opinioni fatte passare come “avanzamento richieste del Comitato”, neppure verbalizzate e/o sottoscritte,  presuntivamente “favorevoli” ad interventi di manutenzione, laddove abbiamo rassegnato ben quattro diffide, senza considerare che per noi manutenzione non significava certamente quello scempio che poi è stato commesso come pure c – l’attesa di presunta Relazione/Perizia del nostro Agronomo di fiducia, mai annunciata, atteso che abbiamo sempre e solo richiesto un incontro alla presenza del nostro Consulente), prendeva atto che il Chiosco non avrebbe più avuto destinazione a Food/Bar, che siamo contro la realizzazione del parcheggio e che l’area Dog per quanto sopra non si può ivi insediare, restando, quindi, solo il parchetto giochi per bambini, i quali avrebbero bisogno di correre sui prati e non giocare in modo statico,

chiediamo con forza di ripristinare lo status quo ante e di ripiantare i 21 Pini onde ripristinare la Pineta. Nel frattempo, si attende sempre di essere ricevuti da codesta Amministrazione, atteso che abitiamo nel quartiere interessato dai lavori e non in altra città.

La presente vale anche quale formale richiesta di accesso agli atti amministrativi indicati nei punti sopra esposti ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 22 L. 241/90. Si attende riscontro con la massima urgenza, fatta salva ogni azione.

 

4 APRILE 2022
ULTERIORE DIFFIDA, RICHIESTA DI INCONTRO ED ACCESSO AGLI ATTI AL COMUNE E ALLA SOCIETA’ SOLEMARE.

In mio nome, conto ed interesse, avv. Filippo Grattagliano, sia quale res. in via L.co Ariosto, 37 che come cittadino di questa città oltre che in nome e per conto del Comitato “Salviamo la Pineta di Via Ariosto”, facendo seguito alle note pec già inviate con le quali:

con pec del 28.2.2022 abbiamo richiesto l’accesso agli atti e non ci è stato dato riscontro;

con diffide del 9.3., 15.3. e 22.3. abbiamo invitato codesto Comune dal sospendere qualsivoglia lavoro, e quindi la potatura e vieppiù l’abbattimento dei Pini di Via Ariosto Via Grandi, se non previo incontro con il nostro Consulente Agronomo.

Abbiamo constatato, invece, che da lunedì 14 marzo, non solo è iniziata e proseguita la potatura dei Pini che, ad avviso di chi scrive, ma vieppiù del Prof. Giovanni Morelli, massimo esperto in Europa di tali alberi, come da intervista già inviata e delle Osservazioni del Dott. Pezzolla Dario, Agronomo iscritto presso l’Ordine Prov. Dottori Agronomi e Forestali di Bari, pure inviateVi, non sarebbe dovuta neppure avvenire, atteso che la Pineta è relegata in un’area che non costituisce pericolo per cose e persone, ma avete raso al suolo 21 Pini di quasi quarant’anni con l’ausilio della Forza Pubblica in tenuta antisommossa;

I danni occorsi al quartiere ed a tutta la collettività sono irrimediabili oltre che incalcolabili;

la Cassazione ha ribadito che i “i danni conseguenti al taglio degli alberi ad alto fusto – seppur presenti in un giardino condominiale – appaiono “irreversibili” non solo per i condomini ma più in generale per i cittadini” (Cass., Sez. VI penale, sent. n. 24396/15), figuriamoci in Area Pubblica quale è la Pineta in quesitone;

tutto ciò premesso, nella qualità ut supra,

CHIEDO

  • Chi ha autorizzato all’interno di codesta Amministrazione, la potatura ed il taglio dei 21 Pini?;
  • Chi ha rilasciato il parere Tecnico per comprovare la necessità di potare ed abbattere i 21 Pini, nonostante che con l’espressione ‘albero monumentale’ si intende ai sensi dell’ 7, Legge n. 10/2013 “…b) i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani” quale era la Pineta?. Legge che abbiamo richiamato fin dal primo incontro nel salone del Comune, a latere del Consigliò Comunale;
  • C’è stato il parere obbligatorio e vincolante del Corpo Forestale dello Stato, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 7 co. 4 L. 10/2013?
  • Che fine ha fatto il legno dei 21 Pini abbattuti?
  • Se ne è ricavato un profitto e chi ne ha beneficiato?
  • E riguardo le operazioni effettuate nell’area della Pineta, vorrei ci fossero mostrati fogli di lavoro, resoconti giornalieri e relativi ordini di servizio dirigenziali, onde individuare con precisione chi ha capitozzato i Pini, chi li ha tagliati, chi li ha potati e chi li ha autorizzati;
  • Chi ha richiesto la presenza dei Carabinieri in tenuta antisommossa a presidiare i lavori di abbattimento dei Pini?
  • Codesta Amministrazione è a conoscenza del Documento del Ministero dell’Ambiente del 25.5.2017, quindi emanato prima del progetto approvato, denominato “Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile” e che a proposito dell’area per cani prevede, tra l’altro, quanto segue ?: “BOX AREE CANI:
  • La corretta progettazione di un’area cani dovrà considerare alcuni importanti criteri, tra cui: posizionamento in zona di facile e sicura raggiungibilità, possibilmente distante da zone con affaccio di edifici residenziali; composizione di spazi definiti mediante l’utilizzo di arbusti, alberi, protezioni con siepi, adeguato ombreggiamento delle aree destinate al gioco degli animali, avendo cura di scegliere specie non invasive, pungenti, velenose o soggette ad attacchi parassitari pericolosi (es. come la processionaria del pino); (ammesso e non concesso, abbattiamo tutti i Pini per fare spazio ai cani?)
  • distanza di almeno 100 metri dalle abitazioni, dalle scuole e dalle aree ludiche per i bimbi; (chiediamo: c’è questa distanza minima in quel fazzoletto di terra?)
  • La gestione dovrà prevedere la pulizia quotidiana delle aree e sfalci più frequenti, per evitare la formazione di spighe o fruttificazioni pericolose per gli animali, oltre ad eventuali disinfezioni periodiche dei tappeti erbosi per ridurre il carico di agenti eziologici;
  • Visto che codesta Amministrazione con la nota del Dirigente Ing. D’Onghia del 17.3.2022, al netto delle macroscopiche inesattezze ivi contenute (a – scambi di mere opinioni fatte passare come “avanzamento richieste del Comitato”, neppure verbalizzate e/o sottoscritte, b -presuntivamente “favorevoli” ad interventi di manutenzione, laddove abbiamo rassegnato ben quattro diffide, senza considerare che per noi manutenzione non significava certamente quello scempio che poi è stato commesso come pure c – l’attesa di presunta Relazione/Perizia del nostro Agronomo di fiducia, mai annunciata, atteso che abbiamo sempre e solo richiesto un incontro alla presenza del nostro Consulente), prendeva atto che il Chiosco non avrebbe più avuto destinazione a Food/Bar, che siamo contro la realizzazione del parcheggio e che l’area Dog per quanto sopra non si può ivi insediare, restando, quindi, solo il parchetto giochi per bambini, i quali avrebbero bisogno di correre sui prati e non giocare in modo statico, chiediamo con forza di ripristinare lo status quo ante e di ripiantare i 21 Pini onde restituire la Pineta alla Comunità di Monopoli e non solo.

Nel frattempo, si attende sempre di essere ricevuti da codesta Amministrazione, atteso che abitiamo nel quartiere interessato dai lavori e non in altra città.

La presente vale anche quale formale richiesta di accesso agli atti amministrativi indicati nei punti sopra esposti ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 22 L. 241/90.

Si attende riscontro con la massima urgenza, fatta salva ogni azione.

27 APRILE
INCONTRO PUBBLICO DEL COMITATO PRESSO IL SALONE PARROCCHIA DEL CARMINE





APRILE 2022
COMPLESSO RESIDENZIALE DI 12 LOTTI IN VIA PUCCINI DELLA SOCIETA’ SOLEMARE





28 APRILE
LAVORI PER LA NUOVA ROTATORIA DI VIA PUCCINI





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