Tra i cantautori italiani Enzo Jannacci ha avuto un ruolo di primissimo piano.
Precursore del cabaret milanese e all’avanguardia della cultura musicale.
Ha lasciato una eredità, che non si può cancellare.
Ha scritto tante canzoni di successo.
Da «Mexico e nuvole» a «El portava i scarp del tennis».
Molto ironico. Unico nel suo genere.
Amico intimo di Giorgio Gaber. Con Adriano Celentano, Cochi e Renato e tanti altri artisti ha vissuto intensamente quella generazione di protagonisti assoluti dello spettacolo italiano e della musica.
“Vincenzo” Jannacci, nato a Milano da madre comasca, è di origini pugliesi da parte del padre Giuseppe, che lavorava per l’Aeronautica Militare e aveva partecipato alla Resistenza milanese. Dai suoi racconti nacquero varie canzoni. Il nonno paterno era di origini macedoni.
Enzo si diploma al conservatorio e inizia la carriera musicale negli anni ’50.
Laureato in medicina a Milano, diventò cardiochirurgo.
Consolidò la sua formazione, trascorrendo periodi a New York e in Sudafrica.
Grande fu il suo sostegno alla sanità pubblica.
Per tutta la vita affiancò il lavoro di medico alla musica. In ospedale andava di giorno.
La sera, poi, nei locali a suonare.
Ebbe pazienti illustri, come Teo Teocoli, Renato Pozzetto e Massimo Boldi. Tutti suoi amici.
Jannacci ebbe una diatriba con Fabrizio De André.
Si scontrarono per un caso di plagio. Quest’ultimo usò per «Via del Campo» una melodia del ‘500, consapevole però che si trattava di una musica riadattata da Jannacci per la sua canzone «La mia morosa la va alla fonte». La disputa legale tra i due cantautori fu superata in modo amichevole e la paternità musicale di «Via del Campo» fu restituita a Jannacci.
Era appassionato anche di arti marziali, soprattutto di karate e di judo.
Nel 1967 si sposò con Giuliana Orefice. Cinque anni dopo nacque il figlio Paolo, a tutti noto per aver seguito le orme paterne.
È diventato anche lui cantautore e musicista. Con l’andar del tempo Paolo Jannacci ha rafforzato il rapporto con il padre e il loro legame è diventato un indissolubile sodalizio artistico.
Morì a 77 anni nel 2013.
Negli ultimi tempi Jannacci ebbe problemi di salute e centellinava le sue apparizioni in pubblico. Il decesso fu causato dal cancro. Negli ultimi giorni fu ricoverato nella clinica Columbus di Milano.
È seppellito nel Famedio, “Il Tempio della Fama”, del Cimitero Monumentale.







