
Su rifugiati e sbarchi, i cugini d’oltralpe e noi facciamo a gara a rinfacciare accuse spericolate di irresponsabilità e disumanità.
Manifestiamo al mondo intero un bieco e deprimente spettacolo di falsa contrapposizione e notevole discordia invece di inchinarci davanti ai valori universali e ai diritti, che uniscono.
Basti pensare ai principi fondamentali della nascita dell’Europa.
L’Italia «lasciata sola»?
In verità, allungando lo sguardo, si nota che gli arrivi attraverso il mare, ed è chiaro il riferimento ai salvataggi da parte delle Ong internazionali e all’accoglienza delle persone in cerca di protezione, comportano innegabili oneri di ospitalità e presa in carico da parte dello Stato ricevente, cioè l’Italia.
Nel 2021, secondo Eurostat, l’Italia si è collocata al quarto posto, con 45.000 richieste di asilo: meno della metà dei cugini francesi. Ad accoglierne di più è stata, come sempre, la Germania (148.000), Francia (104.000) e Spagna (62.000). Il rapporto con la popolazione ci dice: Svezia (25 richiedenti asilo ogni 1.000 abitanti), l’Austria (15), Francia (6). Tutti più ospitali dell’Italia (3,5).
È disinformazione e visione volutamente distorta il voler vedere a tutti i costi profughi, che approdano disinvoltamente sotto casa nostra.
La Francia ha poi accettato, mostrando buona volontà, il ricollocamento di 3.500 persone sbarcate in Italia. Il tutto forse attuato con quasi riluttanza e presumibile lentezza. La provocazione italiana non si è fatta attendere. Ha sottolineato come fosse una vittoria l’accoglienza della “Ocean Viking” in un porto francese.
«L’aria è cambiata», ha declamato il ministro Matteo Salvini, facendo scatenare la risposta francese. Uguale e contraria. Nessuna accoglienza volontaria. Invocare la solidarietà dei vicini, amici da lunghissimo tempo, e successivamente usare il bastone o peggio ancora una plateale irrisione, non è una risposta appropriata.
Alla pari della finzione: far vedere le frontiere chiuse, come una serrata, e nel contempo strizzare l’occhio ai Paesi con governi nazional-sovranisti, ideologicamente vicini, dai quali la solidarietà è negata sistematicamente.
L’Italia è tornata a inalberare il principio della difesa dei confini in modo assoluto e disumano?
Viviamo un tempo cupo in cui le persone in fuga diventano “armi di una guerra”?
Tutti gli esseri umani necessitano di protezione. Possono mai diventare crudele e cinico strumento di conquista del consenso politico?
L’accoglienza ai profughi dall’Ucraina è un esempio encomiabile per l’Occidente e per gli Stati Europei.
Dobbiamo con tenacia sperare di migliorare.
Non sia un’eccezione, ma l’anticipazione di un mondo che non sia disumano.
Antonio Losito







