21 novembre: Giornata Mondiale degli Alberi.

Un tempo in tutte le scuole, dalle elementari, alle medie e alle superiori, si svolgeva una Cerimonia Commemorativa dedicata agli Alberi, a cui partecipavano tutti i docenti, gli alunni e le famiglie.
Lo scopo era quello di educare le nuove generazioni al rispetto della natura e degli alberi, elementi fondamentali della vita sulla Terra, per la loro funzione di “fotosintesi clorofilliana”, come produttori di ossigeno e zuccheri e consumatori di anidride carbonica e acqua, oltre che costituenti essenziali del paesaggio.
6 H2O + 6 CO2 + luce = C6H12O6 + 6 O2 costituisce la reazione chimica che avviene nello straordinario “laboratorio naturale della foglia”.
6 molecole di acqua unite a 6 molecole di anidride carbonica in presenza di luce solare danno origine ad una molecola di glucosio e a 6 molecole di ossigeno, sostanze che costituiscono la base dei prodotti che mangiamo e dell’aria che respiriamo.

Quella della “fotosintesi” è una funzione essenziale che va ad equilibrare la funzione inversa della “respirazione”, svolta dagli animali e dagli uomini, produttori di anidride carbonica e consumatori di ossigeno.
Nell’occasione della Festa degli Alberi, gli alunni e le alunne erano coinvolti direttamente, chiamati ad approfondire la conoscenza delle piante con studi, ricerche, disegni e rappresentazioni e con lo svolgimento di un tema specifico a loro assegnato.
Ai docenti spettava il compito di accompagnarli in questo percorso educativo alfine di formare e consolidare le coscienze delle nuove generazioni su questa importante problematica.
Seguiva una esercitazione pratica, con l’esempio: la piantagione di alberi da parte degli alunni, in spazi appositi, in seguito destinati a diventare giardini e polmoni di verde.
Oggi, più che mai, il tema è diventato attuale e gravido di gravissime conseguenze.
Secondo i rapporti degli Organismi internazionali e Scientifici le cause dei gravi cambiamenti della Terra sono legati essenzialmente all’effetto serra, una eccessiva presenza di anidride carbonica nella parte alta dell’atmosfera che ha portato all’aumento progressivo delle temperature con gravi disastri, dall’aumento dei deserti, allo scioglimento dei ghiacciai, alle alluvioni, allo sgretolamento delle terre, all’innalzamento dei livelli dei mari, allo sconvolgimento delle stagioni.
Per fermare questo declino inesorabile, con la fine della nostra Terra, sono necessarie immediate e drastiche soluzioni, tutte dirette alla riduzione dei gas serra, in primo la CO2 ( anidride carbonica), seguito da CH4 ( metano ) e N2O ( protossido d’azoto), tutti gas prodotti dall’azione antropica dell’uomo attraverso i processi di combustione principalmente con le industrie, con i mezzi di locomozione, auto, aerei, navi e con le attività umane nelle stesse abitazioni ed uffici.
Diverse le linee principali su cui intervenire subito:
1) Riduzione ed eliminazione progressiva dei combustibili fossili, inquinanti, quali gas, petrolio e carbone.
2) Impiego e passaggio alle energie alternative, non inquinanti, con eolico, fotovoltaico e idroelettrico.
3) Fermare la distruzione delle grandi foreste, gli incendi boschivi e l’eliminazione del verde, a cominciare da quello pubblico.
3) Tutela e piantagione di nuovi alberi, produttori di ossigeno e consumatori di anidride carbonica.
Agli Stati Mondiali, in specie ai più grandi inquinatori, Cina, India, Usa, Russia, Brasile, Europa e agli Organismi Internazionali, in primo l’ONU, spetta il compito di adottare e far rispettare le misure per ridurre la produzione degli inquinanti.
Finora gli accordi internazionali sul clima non hanno prodotto significativi risultati, anzi il problema climatico è diventato più drammatico.
Anche l’ultimo incontro del 15 novembre a Bali del Gruppo dei G20, con la partecipazione dei Capi di Governo si è chiuso senza decisioni sul tema del clima.
I giovani, i più interessati al futuro della terra, hanno messo in campo forti azioni di protesta, ma le loro richieste, purtroppo, non trovano adeguato ascolto.
I comuni cittadini, gli Enti pubblici, i Comuni, sono chiamati a fare la loro parte con comportamenti e progetti virtuosi e rispettosi dell’ambiente.
A cominciare da un oculato impiego dell’energia elettrica e da efficaci interventi di tutela, conservazione e incremento delle aree verdi cittadine, dei parchi urbani, dei paesaggi rurali.
Per la nostra città di Monopoli alcuni interventi sono andati nella direzione opposta: vedi l’eliminazione di pini nella pineta di via Grandi, l’errata potatura con stroncatura dei pini della villa comunale, la scarsa manutenzione delle poche aree verdi e delle rotatorie, l’estesa cementificazione con la costruzione di case e appartamenti senza verde, le nuove periferie anonime ed asfaltate, l’eliminazione o il trapianto di ulivi secolari, trasformati in scheletri di legno.

A darci ossigeno e bellezza sono le risorse naturali della nostra terra generosa: la piana degli ulivi secolari, unici e monumentali, in pericolo per l’avanzata della xylella, e la grande macchia mediterranea delle nostre colline, ricca di lecci, querce, lentischi ed altre essenze autoctone, da salvaguardare dal pericolo incombente degli incendi.
Tutti dovremmo essere responsabili e consapevoli della salvezza della nostra Terra !







