Dopo i due anni della pandemia Papa Francesco riabbraccia i romani.
Piange e interrompe la lettura del suo messaggio quando si sofferma sull’Ucraina.
È la sua preghiera dedicata alla Vergine Immacolata.
Poi nella sua carrozzina si avvicina a salutare tutti gli ammalati, anch’essi seduti sulle loro carrozzine.
Segno tangibile di una condivisione delle reali e reciproche sofferenze.
Ad attenderlo a Piazza di Spagna c’era tra gli altri Roberto Gualtieri, il sindaco di Roma.
Davanti alla statua della Madonna, verso la quale è rivolto il suo omaggio, il Papa interrompe la sua prece e visibilmente commosso dice: «Vergine Immacolata, avrei voluto oggi portarti il ringraziamento del popolo ucraino per la pace che da tempo chiediamo al Signore, ma devo ancora presentarti la supplica di quella terra».
Segni molto difficili da dimenticare nel tradizionale omaggio annuale dell’otto dicembre. Di fronte alla colonna con la statua di Maria nella gremita e centrale piazza di Roma, dove fu proclamato il dogma dell’Immacolata Concezione da Papa Pio IX nel 1854 con la bolla “Ineffabilis Deus”.
Le televisioni di tutto il mondo hanno mostrato le immagini e i singhiozzi di Papa Francesco. La commozione ha preso il sopravvento. In quel momento si è bloccato e tutti hanno potuto vedere. Con il cuore di un padre. Per un popolo quotidianamente dilaniato dalle bombe.
Una guerra che non ha termine. Un silenzio per lunghissimi e interminabili secondi.
Si è appoggiato alla sua sedia. Tutti i presenti lo hanno sostenuto con una carezza e un applauso filiale.
Poi ha ripreso con voce emozionata: «Invece devo ancora presentarti la supplica dei bambini, degli anziani, dei padri e delle madri, dei giovani di quella terra martoriata». Bergoglio ha anche aggiunto: «Noi tutti sappiamo che tu sei con loro e con tutti i sofferenti». Infine un augurio e una implorazione: «Grazie, Madre nostra. Possiamo continuare a credere e sperare che sull’odio vinca l’amore, sulla menzogna vinca la verità, sull’offesa vinca il perdono, sulla guerra vinca la pace».
Il Papa ha fatto a piedi pochi metri e ha salutato i giornalisti. Tra cui Eva Fernández, corrispondente per l’Italia e il Vaticano della “Cope”, radio spagnola, che gli ha chiesto: «Lei si è commosso Santo Padre».
E lui nel confermare ha detto: «Come stai Eva? È un grande dolore, una sconfitta per l’umanità, una guerra. Preghiamo, eh?».
L’ultimo pensiero è stato per «i ragazzi, che più hanno risentito della pandemia, perché piano piano riprendano a scuotere e spiegare le loro ali e ritrovino il gusto di volare in alto».







