


Introducendo il dibattito il dott. Contento, oltre a ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento e, in particolare il prof. Martino Cazzorla (dirigente) e la prof.ssa Gabriella Moretti (responsabile Centenario) ha voluto sottolineare la eccezionale importanza della celebrazione del CENTENARIO DELLA FONDAZIONE DEL LICEO DI MONOPOLI e delle diverse manifestazioni che hanno avuto luogo e delle altre che si terranno nei prossimi giorni.
«Ritengo – ha detto il dott. Contento – che questa del Centenario è davvero una meritoria ed eccellente iniziativa. Aver voluto ricordare la nascita e l’evoluzione di una Istituzione scolastica fondamentale per la nostra Città è molto importante, perché ha dimostrato che la “memoria”, cioè la storia riscontrata con i documenti e anche tramandata attraverso il ricordo dei protagonisti non deve solo essere custodita, ma deve essere trasferita, consegnata alle generazioni successive; affinché anche loro facciano altrettanto. La memoria – ha continuato Contento – non va conservata nelle biblioteche, ma la nostra storia personale e collettiva deve essere condivisa. Così si rafforza il legame identitario con la propria storia e cultura, si costruisce il senso di appartenenza alla propria comunità e si comprende la necessità e la ragione di operare per i bene comune, di lavorare insieme per la crescita e lo sviluppo della città in cui viviamo».
Il moderatore ha poi fatto un appello alla Direzione del Liceo affinché si possano ordinare e classificare tutti i documenti prodotti per il Centenario, inserendoli in rete per farli conoscere e utilizzare dalle ragazze e dai ragazzi di Monopoli.
«Infine» – ha concluso il dott. Martino Contento – «pur non essendo un sociologo, penso che i fenomeni di devianza, violenza giovanile e il male di vivere manifestato dalle nostre ragazze e dai nostri ragazzi derivi anche dal fatto di non sentirsi parte della comunità in cui vivono. Conoscere il passato e ascoltare le esperienze di altri serve a non sentirsi “invitati” ma protagonisti reali e responsabili».
Si è entrati nel vivo della serata.
«Vogliamo provare – ha detto, per stimolare la discussione Contento – a raccontare una “storia”, ovviamente parziale, perché limitata nel tempo, del ruolo che gli studenti hanno avuto nella “trasformazione” della scuola, partendo dalla “contestazione” globale del sistema scolastico (1967/1970) e dalla richiesta – da parte delle ragazze e dei ragazzi di allora – di avere un ruolo e una funzione anche nella gestione della istituzione scolastica, che fu “codificata” con i “decreti delegati” del 1975/76; per arrivare – attraverso la testimonianza di alcuni ragazzi di quella che – alcuni sociologi – hanno denominato generazione zeta, alla scuola di oggi».
Il prof. Nicola Colonna che fu uno dei protagonisti della contestazione studentesca monopolitana della fine degli anni sessanta, come componente del COMITATO ESECUTIVO del Liceo, rispondendo alle domande poste dal moderatore, oltre a inquadrare storicamente il periodo di riferimento, ha parlato anche della sua personale esperienza di studente in una scuola “vecchia” che doveva adeguarsi al cambiamento epocale mondiale. «Tutto il mondo – ha detto Colonna – aveva subìto una forte scossa alla fine degli anni sessanta: dal movimento per i diritti civili negli Stati Uniti d’America, alla mobilitazione contro la guerra del Vietnam in tutto il mondo occidentale; dal maggio francese alla Primavera di Praga in Cecoslovacchia; fino alle mobilitazioni del Movimento Studentesco che animò le proteste in Italia. La scuola non poteva restare la stessa, ma le resistenze di un sistema culturale arretrato furono rilevanti». Colonna ha illustrato, con il rigore dello storico, quali erano le componenti sociali e le ragioni dello scontro e quanto abbia contribuito la mobilitazione studentesca a modificare la società italiana.
Alla Prof.ssa Graziana Brescia è spettato, per la peculiarità del suo ruolo di alunna, insegnante e anche genitore di una liceale, parlare proprio del rapporto alunni-docenti. La professoressa ha tracciato un bellissimo ricordo personale della classe insegnante dei suoi anni del liceo e dei compagni di classe. Molto piacevole è stato il ricordo di alcuni episodi che hanno evidenziato il ruolo di “insegnanti di vita, oltre che dispensatori di nozioni, svolto dai professori di quel periodo”. La prof. Brescia ha anche parlato di come la scuola e il sistema generale dell’insegnamento, sia cambiato e di come è mutato il modo di porsi delle studentesse e degli studenti rispetto alla istituzione scolastica.
Il dott. Angelo Petrosillo è stato un protagonista diretto, a livello alto e importante, della componente studentesca in piena attuazione dei c.d. Decreti Delegati. Ha parlato della sua esperienza all’interno della Consulta Provinciale e Nazionale “un organismo di rappresentanza delle studentesse e degli studenti italiani che incontrava il Ministro della Pubblica Istruzione e discuteva apertamente e rivendicava il ruolo della componente studentesca”. Il dott. Petrosillo ha evidenziato come la partecipazione abbia contribuito non solo a cambiare il ruolo degli studenti ma li abbia fatti maturare soprattutto come cittadini responsabili. Inoltre, per il suo ruolo attuale di imprenditore ha parlato del rapporto tra scuola, formazione e impresa, evidenziando alcune carenze del sistema formativo italiano che con un eccesso di specializzazione non contribuisce ad elevare il livello generale dei lavoratori. Infine si è soffermato sul ruolo dell’etica civile e sul senso di responsabilità che – secondo lui – oggi mancano all’interno della società italiana.
Il dott. Petrosillo ha concluso citando alcuni divertenti aneddoti, della sua esperienza personale di liceale.
Dopo un brillante e interessante intervento di due alunni che frequentano attualmente il Liceo Scientifico e il Liceo Classico, i tre relatori hanno concluso la serata proprio parlando di loro, parlando della così detta Generazione Zeta. Hanno discusso di che cosa significa “fare scuola” oggi in una società in cui sin dalla prima infanzia si usufruisce di una quantità di tecnologia impensabile per i predecessori e di come questa tecnologia illimitata influenza in termini di studio e apprendimento i ragazzi e, conseguentemente, modifica il ruolo degli insegnanti.
La serata è stata conclusa da un breve intervento di saluto e ringraziamento del Dirigente Scolastico del Liceo Prof. Martino Cazzorla.
IMMAGINI INCONTRO IN BIBLIOTECA
Foto di Pino Mirizzi



























