SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO
Con una sentenza del 30 dicembre 2025 il Consiglio di Stato ha stabilito che il parere negativo espresso dalla Regione Puglia il 13 marzo 2025 sul progetto presentato dalla società Solemare è legittimo.
La Solemare è una società formata dal Gruppo Marseglia, con Leonardo, Pietro e Pasquale di Ostuni (45 %) FL Costruzioni di Luigi Fortunato di Gravina e Dario Licci di Monopoli ( 45 %) Damiano Tinelli di Alberobello ( 5 %) e Giovanni Paragò di Monopoli ( 5 %).
Ne deriva che la Solemare, nonostante il parere favorevole espresso dal Comune di Monopoli tramite la Conferenza dei Servizi, per ora non potrà ottenere la licenza definitiva dal Comune per la costruzione di 400 appartamenti nell’area della ex Cementeria sui suoli acquistati da Pesenti e Marasciulo.
Resta, comunque, l’attesa sull’esito di altro ricorso presentato al TAR Puglia dalla società Solemare.
Sulla questione sono state diramate note da parte delle forze di opposizione in consiglio Comunale ( PD, Mani Sporche e Sinistra Italiana); l’Amministrazione Comunale, favorevole al progetto, non ha diramato alcuna nota.
MOTIVAZIONI DELLA SEZIONE URBANISTICA DELLA REGIONE PUGLIA,
contrarie al progetto e ritenute valide dal Consiglio di Stato.
“L’Accordo di programma non propone soltanto una variante allo strumento urbanistico circoscritta ad una zona specifica della Città, ma sostanzialmente propone un modello di sviluppo della Città che confligge con gli stessi criteri e obiettivi posti alla base del PUG comunale. Così facendo, costituisce precedente replicabile anche negli altri ambiti portuali vanificando l’intero sforzo pianificatorio, teso a bilanciare le esigenze di sviluppo delle attività commerciali e turistiche del sistema portuale di Monopoli con quelle dell’insediamento di nuove residenze”.
“La proposta di trasformazione determina un forte squilibrio tra funzioni residenziali (95,65%) e funzioni commerciali-terziarie-turistiche (4,35%) rispetto alle destinazioni del PUG che prevede il 40% residenziale e il 60% commerciale-terziario-turistico sul totale di superficie realizzabile nel Sotto-ambito di Riqualificazione Urbana”.
“La proposta progettuale appare fortemente sbilanciata verso una trasformazione a carattere residenziale, senza garantire lo sviluppo delle aree retroportuali in sinergia con le funzioni del porto e nel rispetto delle vigenti previsioni del PUG che assegna a queste aree la finalità del potenziamento del porto commerciale; detta rinuncia alla realizzazione delle “altre funzioni”, peraltro, non risulta motivata ovvero non è stata motivata la volontà di privarsi di quelle funzioni a cui il Piano conferiva un ruolo prevalente rispetto a quelle residenziali per il conseguimento degli obiettivi che la pianificazione generale ha fissato per l’ambito portuale”.
“Le previsioni strutturali del PUG, che esprimono una funzione determinante nella rispondenza delle scelte di programmazione con i criteri di fondo del Piano, classificano l’Ambito P1 come “Invariante infrastrutturale di progetto” che, con tutta evidenza, non è quella prevalentemente residenziale” e “la mancata attuazione del percorso per l’inclusione delle aree demaniali nel progetto di riqualificazione dell’ambito portuale snatura l’assetto globale del contesto d’intervento dato che la proposta rinuncia alla completa trasformazione del waterfront che ne verrebbe inficiato dal permanere di detrattori attualmente presenti; ciò anche alla luce di quanto deliberato dal Consiglio Comunale, che ha ritenuto “prioritaria l’attuazione di politiche urbanistiche di riqualificazione dell’ambito territoriale costituito dal sistema portuale, dalle contigue aree demaniali e dalle aree private prossime alla infrastruttura medesima”.
“La bonifica dall’amianto e la cessione delle superfici di compensazione non rilevano ai fini della valutazione dell’interesse pubblico dichiarato dal Comune in quanto atti dovuti nel rispetto della normativa nazionale in tema di bonifica dall’amianto nel primo caso e in attuazione di quanto stabilito dalla disciplina del PUG nel secondo caso”.
NOTA DEL PARTITO DEMOCRATICO DI MONOPOLI
( segretario Michele Suma)

Nuovo importante capitolo sulla riqualificazione dell’area portuale a nord di Monopoli. Il Consiglio di Stato ha respinto uno dei numerosi ricorsi della società Solemare, confermando che il parere negativo espresso dalla Regione Puglia sull’Accordo di Programma era motivato correttamente e in linea con i criteri già fissati dallo stesso Consiglio di Stato.
Già nel marzo 2023 il Presidente Emiliano aveva bocciato il progetto di riqualificazione dell’Area Portuale P1 e la proposta di lottizzazione dell’area ex Gaslini. Secondo l’istruttoria tecnica, il progetto avrebbe determinato una trasformazione urbana molto impattante in un’area estremamente sensibile del porto di Monopoli
Il “no” della Regione, ora confermato, si fonda su motivazioni molto chiare:
troppe case e pochi servizi: il piano prevede quasi esclusivamente residenze (95,65%), mentre il PUG impone il 60% di spazi per commercio, uffici e turismo
porto dimenticato: si punta sulla residenza di lusso senza garantire lo sviluppo delle aree retroportuali, rinunciando a rafforzare il porto commerciale
violazione del PUG: l’area è un’“invariante infrastrutturale”, strategica e non trasformabile in quartiere abitativo
waterfront incompleto: escludendo le aree demaniali si perde l’occasione di riqualificare davvero tutto l’affaccio a mare
Il rischio era (ed è) quello di creare un quartiere chiuso e privato, anziché un’area portuale viva, pubblica e al servizio della città
La vicenda però non è ancora conclusa: resta pendente l’ultimo ricorso al TAR di Bari, che dovrà pronunciarsi definitivamente nel merito.
Intanto, dopo 16 anni dall’approvazione del PUG, un’area considerata strategica per la crescita economica e per il rilancio delle attività portuali resta abbandonata e degradata , tradendo le ambizioni di una pianificazione che puntava con forza sulla riqualificazione del porto.
Abbiamo sempre denunciato il ruolo marginale delle amministrazioni di centrodestra che, senza visione strategica, hanno accettato passivamente tutti i progetti presentati, trascinando imprenditori e città in un pantano giuridico fatto di promesse mancate
L’area portuale è decisiva per lo sviluppo di Monopoli e non può essere affidata al caso o alla sola giustizia amministrativa.
NOTA DI MANI SPORCHE ( coordinatore Angelo Papio)
e SINISTRA ITALIANA ( segretario Domenico Sampietro).
La sentenza è il penultimo atto in ordine di tempo di una storia lunga e complessa, che negli anni ha visto quanto la politica possa generare mostri cementizi che fagocitano il territorio, e come abbia, di contro, la capacità di riportare la legalità in tutela dei beni comuni.
Le amministrazioni di centrodestra Romani e Annese, deliberatamente, hanno cercato di dare un lasciapassare in bianco all’imprenditore privato per edificare in un’area sensibile un imponente complesso residenziale, annullando la possibilità di predisporre i necessari servizi portuali e non raggiungendo affatto quel 50% di incremento dell’interesse pubblico sancito dall’Accordo di Programma.
Il presidente Emiliano per due volte, nel marzo 2023 e nel febbraio 2025 rifiuta di firmare l’Accordo di Programma proprio perché il progetto non rispetta la vocazione dell’area né garantisce adeguatamente l’interesse pubblico dell’operazione.
In attesa della pronuncia del TAR Puglia, si può ritenere che il progetto, oltre a disattendere le precipue caratteristiche strategiche dell’area, non rispetta il maggiore interesse pubblico, così come è previsto dalla normativa sull’Accordo di Programma.











E’ talmente evidente e acclarata l’insostenibilità giuridica, amministrativa e politica di questo progetto, che non so cos’altro deve succedere, perchè in Municipio si decidano ad abbandonarlo. Questo tema, insieme a quello delle opere pubbliche “strampalate”, viste di recente; e ai tanti legati all’overtourism, dovrebbe costituire il solco profondo dell’attività politica dell’opposizione e della campagna elettorale per le prossime amministrative.