STORIA DELLA CEMENTERIA DI MONOPOLI
PORTO E CAVA
La costruzione dell’ex stabilimento della Cementeria, risalente agli inizi del Novecento, è legata a due elementi: il nuovo porto in costruzione e la cava di pietra calcarea denominata Cava Caloria, poi Spina, posta a nord della città, nei pressi del Depuratore.
Nel 1904 il Governo nazionale, presieduto da Giovanni Giolitti, tramite l’interessamento dell’on. Gustavo Semmola, deputato del collegio di Monopoli, concede al Comune di Monopoli un primo finanziamento di 500.000 lire, a cui segue nel 1907 un secondo di 850.000 lire. Servono per la costruzione della diga di Tramontana, quella a Nord, la più importante per la costruzione del Porto.
I lavori sono affidati all’impresa di Cesare Giongo. I massi di pietra necessari alla costruzione della diga provengono dalla Cava Caloria, collegata al porto con un minitreno per il trasporto.

CEMENTERIA DI MONOPOLI
Nel 1912, a conclusione dei lavori di costruzione della diga di Tramontana, in presenza di un porto più sicuro per i trasporti e di una cava da cui ricavare il calcare necessario per la produzione del cemento, alcuni imprenditori monopolitani fondano la Società Anonima Cementi e Affini.

Il primo Consiglio di amministrazione è formato dall’avv. Giuseppe D’Onghia, presidente, Martino Recchia, Leonardo Meo Evoli, Carlo De Martino, Michele Formica, Pasquale Filomeno e Giacomo Caracciolo.
Dell collegio sindacale ne fanno parte Francesco Giannoccaro, Giovanni Albanese, Gaetano Giamporcaro, Giovanni Saponara e Giovanni Leggiero.
Ha lo scopo sociale della fabbricazione e vendita di cemento Portland, calce idraulica e affini.
Il capitale sociale iniziale è di 360.000 lire, passato a un milione di lire nel 1913, con un utile di 77.000 lire annue.
Lo stabilimento, localizzato tra cala Fontanelle e cala Curatori, si sviluppa su un’area 18.000 mq, ha una capacità produttiva di 550.000 quintali di cemento all’anno, utilizza materie prime del posto.
La pietra calcarea, estratta nella Cava Caloria, poi denominata Spina, di proprietà del socio Leonardo Meo Evoli, viene trasportata tramite il trenino su stradina ferrata. Le altre materie prime, come l’argilla, arrivano da Rutigliano con autocarri.
Sono impiegati 130-150 operai, nel tempo aumentati fino a oltre 300. La fabbrica costituisce un grande fattore di sviluppo economico, assicurando lavoro e denaro a tanti monopolitani.

I prodotti ottenuti, cemento Portland, calce e affini, sono spediti via mare, una volta caricati attraverso un pontile dotato di gru elettriche.
La miscela di calcare e argilla viene riscaldata in forni speciali costituiti da grandi cilindri dove si raggiungono temperature fino a 1480 centigradi. Il materiale risultante è chiamato Clinker, impiegato nelle costruzioni edili.
Il processo industriale comporta un grande impiego di energia, proveniente dalla combustione di fossili, con produzione di grandi quantità di anidride carbonica in atmosfera. Le polveri e i fumi rilasciati causano una serie di gravi conseguenze sulla salute degli operai e dei residenti, con tanti malati di cancro da polveri di cemento.
ITALCEMENTI DI PESENTI
Il 24 marzo 1932, in epoca fascista, la Cementeria di Monopoli si associa alla Società Anonima Pugliese Cementi, con sede a Bari, che copre l’area delle Puglie e della provincia di Matera.
Nel 1939 la società diventa Cementeria delle Puglie e viene acquistata dalla Italcementi di Antonio Pesenti di Bergamo, la prima in Italia.
Nel 1943 la Società Italcementi passa a Carlo Pesenti, negli anni ’80 a Giampiero Pesenti.
A partire dai primi anni ’60, l’approvvigionamento del calcare, in seguito ad infiltrazioni di acque marine nella cava Spina, avviene tramite la nuova cava Italcementi in contrada Caramanna sulla via di Castellana Grotte. L’argilla, trasportata con autocarri, proviene dalla zona di Matera.
La fabbrica conclude la sua attività nel 1983, ma i manufatti della vecchia struttura rimangono in piedi.
AREA EX CEMENTERIA, PUG E PROGETTI DI PESENTI
L’area della Cementeria, insieme a quella confinante degli Oleifici Marasciulo, in base al PUG-Piano Urbanistico Generale, adottato nel 2007 durante l’amministrazione del sindaco Paolo Antonio Leoci e approvato nel 2010 durante l’amministrazione del sindaco Emilio Romani viene classificata come P1 per attività portuali e riqualificazione urbana, con indici edilizi di 0.70 mq/mq e cessione del 50 % come area pubblica.
Il 16 novembre 2010 viene firmato un accordo tra il Comune, l’Italcementi, l’Autorità Portuale e l’Agenzia del Demanio, a cui segue il 18 marzo 2011 la presentazione da parte dell’Italcementi di uno “Schema d’Assetto”, che prevede interventi edilizi per 187.000 mc, pari a circa 500 appartamenti. Seguono forti polemiche e contestazioni con la richiesta di tutelare l’interesse pubblico.
L’8 maggio 2012 segue un ulteriore accordo, con cui la società Italcementi si impegna a demolire lo stabilimento entro 60 giorni.
Il 15 giugno 2012 la Giunta Comunale, presieduta dal sindaco Romani, approva lo “Schema d’Assetto Generale dell’Ambito Portuale P1”.
Il 19 dicembre 2012, con atto notarile in Bergamo, la Società Italcementi Fabbriche Riunite Cemento e il Comune firmano la Convenzione che fissa in 120.000 mc la volumetria esistente.
Il 24 gennaio 2013 si dà avvio ai lavori di demolizione della Cementeria. I lavori procedono con lentezza e creano una serie di inconvenienti legati all’inquinamento da polveri di amianto.

SOCIETA’ SOLEMARE E NUOVI PROGETTI
Il 19 dicembre 2013 la società Italcementi di Pesenti vende al prezzo di 22 milioni di euro i suoli della Cementeria alla Società Solemare, i cui soci sono il Gruppo Marseglia, con Leonardo, Pietro e Pasquale di Ostuni ( 45 %) FL Costruzioni di Luigi Fortunato di Gravina e Dario Licci di Monopoli ( 45 %) Damiano Tinelli di Alberobello ( 5 %) e Giovanni Paragò di Monopoli ( 5 %). Alla stessa società Solemare sono venduti i suoli dell’ex oleificio Marasciulo.
Nell’estate 2014 sono completati i lavori di abbattimento.
La società Solemare annuncia che ad elaborare il progetto dell’area sarà il famoso architetto Renzo Piano, cosa che poi non sarà per indisponibilità dello stesso.
La Casa Olearia del Gruppo Marseglia presenta un progetto di un nuovo approdo con diga frangiflutti in ampliamento al Molo di Tramontana con condotte interrate collegate allo stabilimento in via Baione per il trasporto delle materie prime e delle biomasse giunte attraverso le navi. Anche questo progetto rimane nei cassetti.
Nel frattempo la stessa Solemare acquista una grande estensione di terreni in contrada Lamalunga, prossima alla zona del costruendo Nuovo Ospedale, di proprietà dell’ASP (Azienda pubblica di Servizi alla Persona) Palmieri Romanelli. Su questi terreni si chiede di spostare i volumi residenziali del progetto. La richiesta viene respinta.
Nel gennaio 2016 la Solemare presenta al Comune la richiesta di Variante Urbanistica sui suoli della Cementeria attraverso la procedura dell’Accordo di Programma, mediante Conferenze di Servizi tra Comune, Regione, Demanio Marittimo, Autorità Portuale, Arpa, Sovrintendenza e Operatori portuali.
Il primo passo spetta al Comune.
Nel 2017, durante l’amministrazione del sindaco Emilio Romani, con una votazione presa all’unanimità dei consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, viene deliberato il parere favorevole per l’avvio dell’Accordo di Programma con alcune prescrizioni.
Nello stesso anno si tiene la prima Conferenza dei Servizi, seguita ad intervalli di lunghi periodi, da altre tre nel 2018, nel 2019, nel 2020.
Al primo progettista Damiano Tinelli si affianca l’architetto Palma Librato, che elaborano via via diverse soluzioni in base alle richieste avanzate dai vari Enti.
L’iter delle Conferenze dei Servizi si conclude il 1 marzo 2021, con la pubblicazione nell’Albo Pretorio del Comune, della determina n.289 a firma dell’ing. Amedeo D’Onghia, dirigente dell’Area Urbanistica, in cui si porta a conoscenza della conclusione positiva sull’Accordo di Programma, con il riepilogo di tutto l’iter seguito e i riferimenti alle centinaia di atti tecnici allegati.

RICORSO AL TAR DELLA SOLEMARE
A questo atto conclusivo la Regione Puglia e il Comune di Monopoli non fanno seguire gli adempimenti previsti per cui la Solemare presenta ricorso al TAR con la richiesta dell’esecuzione di quanto determinato nelle Conferenze dei Servizi.
La Regione e il Comune non si costituiscono in giudizio, evidenziando di fatto un parere favorevole.
Il TAR con sentenza del 5 maggio 2022 accoglie il ricorso presentato dalla Solemare ed intima la Regione Puglia e il Comune a provvedere, con nomina del Commissario ad acta in caso di inosservanza, nella persona del Prefetto di Bari, Antonella Bellomo.
DECISIONE DEL CONSIGLIO DI STATO
Dopo la sentenza del TAR Puglia del maggio 2022 arriva quella del Consiglio di Stato del 24 novembre 2022, pubblicata il 22 dicembre 2022, che rimette in mano alla Regione Puglia la questione.
Secondo i giudici dell’organo superiore spetta alla Regione, non costituita in giudizio davanti al TAR Puglia, insieme al Comune di Monopoli, la conclusione dell’Accordo di Programma.
Non si entra nel merito del progetto, ma sulle procedure e sulle competenze che nel caso sono da attribuirsi alla stessa Regione.
BOCCIATURA FINALE DEL PROGETTO DA PARTE DELLA REGIONE PUGLIA
Il 14 marzo 2023 la Giunta regionale delibera di non approvare la proposta, inoltrata dal Sindaco del Comune di Monopoli., di accordo di programma per la “Riqualificazione urbana delle aree industriali dismesse dell’ex Cementeria dell’ambito portuale in variante al PUG del Comune di Monopoli”.
La proposta, che avrebbe consentito un’ampia lottizzazione sul porto di Monopoli nella cosiddetta zona ex Gaslini, è giudicata non positiva dalla Giunta, supportata da un’ampia istruttoria dalla sezione Urbanistica, con i seguenti rilievi:
“L’Accordo di programma non propone soltanto una variante allo strumento urbanistico circoscritta ad una zona specifica della Città, ma sostanzialmente propone un modello di sviluppo della Città che confligge con gli stessi criteri e obiettivi posti alla base del PUG comunale. Così facendo, costituisce precedente replicabile anche negli altri ambiti portuali vanificando l’intero sforzo pianificatorio, teso a bilanciare le esigenze di sviluppo delle attività commerciali e turistiche del sistema portuale di Monopoli con quelle dell’insediamento di nuove residenze”.
“La proposta di trasformazione determina un forte squilibrio tra funzioni residenziali (95,65%) e funzioni commerciali-terziarie-turistiche (4,35%) rispetto alle destinazioni del PUG che prevede il 40% residenziale e il 60% commerciale-terziario-turistico sul totale di superficie realizzabile nel Sotto-ambito di Riqualificazione Urbana”.
“La proposta progettuale appare fortemente sbilanciata verso una trasformazione a carattere residenziale, senza garantire lo sviluppo delle aree retroportuali in sinergia con le funzioni del porto e nel rispetto delle vigenti previsioni del PUG che assegna a queste aree la finalità del potenziamento del porto commerciale; detta rinuncia alla realizzazione delle “altre funzioni”, peraltro, non risulta motivata ovvero non è stata motivata la volontà di privarsi di quelle funzioni a cui il Piano conferiva un ruolo prevalente rispetto a quelle residenziali per il conseguimento degli obiettivi che la pianificazione generale ha fissato per l’ambito portuale”.
“Le previsioni strutturali del PUG, che esprimono una funzione determinante nella rispondenza delle scelte di programmazione con i criteri di fondo del Piano, classificano l’Ambito P1 come “Invariante infrastrutturale di progetto” che, con tutta evidenza, non è quella prevalentemente residenziale” e “la mancata attuazione del percorso per l’inclusione delle aree demaniali nel progetto di riqualificazione dell’ambito portuale snatura l’assetto globale del contesto d’intervento dato che la proposta rinuncia alla completa trasformazione del waterfront che ne verrebbe inficiato dal permanere di detrattori attualmente presenti; ciò anche alla luce di quanto deliberato dal Consiglio Comunale, che ha ritenuto “prioritaria l’attuazione di politiche urbanistiche di riqualificazione dell’ambito territoriale costituito dal sistema portuale, dalle contigue aree demaniali e dalle aree private prossime alla infrastruttura medesima”.
“La bonifica dall’amianto e la cessione delle superfici di compensazione non rilevano ai fini della valutazione dell’interesse pubblico dichiarato dal Comune in quanto atti dovuti nel rispetto della normativa nazionale in tema di bonifica dall’amianto nel primo caso e in attuazione di quanto stabilito dalla disciplina del PUG nel secondo caso”.
GLI IMPEGNI PER L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
La nuova amministrazione 2023 del sindaco Angelo Annese è chiamata a riprendere la complessa questione, alfine di garantire il rispetto della normativa urbanistica vigente, le prescrizioni del Consiglio di Stato, la prevalenza degli interessi pubblici, le legittime esigenze commerciali, turistiche e di pesca dei vari operatori portuali, l’assetto complessivo dell’area portuale, attraverso l’elaborazione, in collaborazione con l’Autorità Portuale, di un nuovo Piano Regolatore del Porto, essendo l’attuale risalente al lontano 1966.
Sperando che non si approvino progetti con pesanti interventi di edilizia privata.
EX CAVA SPINA E SOCIETA’ ITAL REAL ESTATE
I terreni della ex Cava Spina restano di proprietà dei Pesenti con la nuova società Ital Real Estate con sede in Bergamo, amministratore Carlo Pesenti.
Il Comune, con ordinanza sindacale del settembre 2019, ordina alla società Ital Real Estate la rimozione e lo smaltimento di una notevole quantità di rifiuti pericolosi e inquinanti, contenenti amianto, presenti in zona.
La società presenta ricorso al TAR, che dà ragione al Comune. Segue la bonifica dell’area.
Il 14 maggio 2021, in un comunicato stampa, il sindaco Angelo Annese così dichiara: «Si tratta di un’area importante per Monopoli, inserita all’interno del perimetro del Parco Regionale di Costa Ripagnola che si estende da Mola a Polignano e Monopoli, che viene sottoposta a interventi di rimozione e bonifica e per la quale non sono previsti interventi di edificazione. Avvieremo da subito una interlocuzione con i proprietari dell’area al fine di riqualificare una zona per molto tempo abbandonata a se stessa per farla fruire a tutta la cittadinanza».
Nel giugno 2023 l’intera area viene recintata dalla ditta proprietaria.
Non risulta in loco alcuna indicazione circa i lavori a farsi.
La nuova amministrazione del sindaco Annese è chiamata a mettere in atto la promessa indicata.
Sperando che non si approvino progetti con pesanti interventi di edilizia privata.













