“Historia magistra vitae”. La storia (è) maestra di vita (Marco Tullio Cicerone, De Oratore, II, 9, 36). Una locuzione risalente al I secolo a. C., ma quanto mai attuale: infatti, osservando le gesta di certi figuri, nelle cui mani è oggi il destino dell’umanità, verrebbe da concludere: ma proprio niente costoro hanno imparato dalla storia?! Dato, e non concesso, che l’abbiano studiata e capita.
L’espressione in greco antico: «πάντα ῥεῖ καὶ οὐδὲν μένει» (in caratteri latini, “panta rhei kai oudèn ménei”), risalente al V secolo a. C. ed attribuita al filosofo greco Eraclito, ci mette in guardia che, a questo mondo, è un continuo divenire: “tutto scorre e niente resta”.
Tutto tramonta e niente permane. Tutti i più grandi Imperi del passato sono tramontati. Un destino, cinico e baro, che ora sta squassando l’egemonia globale dell’America, come anche della Russia: ex Grandi Potenze, spesso prepotenti, ormai IMPOTENTI, non solo a fronte di nuove Potenze (Cina) pronte a scalzarle, ma addirittura verso staterelli (quali l’Iran e l’Ucraina), capaci di metterle sotto scacco.
‘Dimmi chi ti governa e ti dirò chi sei’, sarebbe il caso di dire.
Gli Americani, nell’ultimo decennio, hanno eletto, per ben due volte, Presidente Donald Trump, così stigmatizzato dalla nipote Mary Lea Trump Psicologa Clinica, nel suo libro-denuncia: ”Sempre troppo e mai abbastanza: Come la mia famiglia ha creato l’uomo più pericoloso del mondo”.
Viene da pensare che, gli Americani, che, in stragrande maggioranza, lo hanno eletto, ‘stanno proprio fregati ’, come diciamo in gergo monopolitano.







