A poche ore di distanza nel giro di solo due settimane, in Nicaragua, incolpevoli operatori pastorali sono stati arrestati.
In cella ne sono finiti esattamente diciannove.
Il Natale è stato definito “nero”.
La caccia è cominciata il 20 dicembre. Il primo fermato è stato il vescovo di Siuna. Isidoro del Carmen Mora, il suo nome, è stato arrestato insieme a due seminaristi. Successivamente è toccato agli altri. La lista pare non sia ancora completa. Molti fedeli, interrogati sulla vicenda hanno anche sottolineato una sospetta sospensione di tutte le celebrazioni liturgiche in varie parrocchie. Infatti i sacerdoti sono irreperibili. È una repressione sistematica, mai avvenuta, contro la Chiesa. Il “nero Natale” è stato avviato direttamente dall’iniziativa del Presidente Daniel Ortega, coadiuvato da sua moglie Rosario Murillo, che ricopre anche il ruolo di vice presidente. Gli osservatori internazionali parlano di paradosso.
Il Nicaragua è una nazione con circa il 45 per cento della popolazione, che si riconosce nella religione cattolica e pratica le sue istituzioni. Anche il capo di stato e la sua vice, una leadership collaudata, che insieme hanno la gestione collegiale della nazione, sono entrambi cattolici praticanti e consapevoli protagonisti della libertà limitata del clero. La morsa si stringe e limita chi si professa cattolico praticante. Negli ultimi tre anni hanno platealmente sferrato un attacco senza precedenti nei confronti di credenti, vescovi, sacerdoti, ordini religiosi e tutte le realtà ecclesiali. La ragione della contraddizione va riscontrata, anzi risiede, nella natura stessa della campagna anticlericale. Non è affatto di per se stesso alimentata dalla contrarietà ai soliti contenuti religiosi. Ma ha un preciso rifiuto verso tutte le ricadute in un contesto pubblico.
L’aggressione alla Chiesa nasce in quanto essa stessa è l’ultimo spazio di autonomia in una società asfittica come quella nicaraguense. Una libertà, che si traduce in azioni e parole nei confronti delle vittime dell’oppressione, a cui non può rinunciare per essere graditi al potere. Agisce, invece, per fedeltà al messaggio evangelico, che impone ai tutti, cattolici e non, di perseguire anche la giustizia terrena.
Antonio Losito