La serata è stata organizzata dall’A.FA.U.P. (Associazione Famiglie Utenti Psichiatrici) di Monopoli.
Lunedì 14 ottobre alle ore 17,30 presso i locali de “La Casa delle Associazioni” in Via Melvin Jones, 6
PRESENTAZIONE: Avv. Angela Gabriele
INTERVENTI: Mario Alberto Farì (Presidente A.FA.U.P. di Monopoli) Dr. Domenico Rotondo (Psichiatra Volontario A.FA.U.P.).




Nato cento anni fa. Nel 1978 fu promulgata la legge 180, a cui è legato il suo nome. Un documentario approfondisce il suo pensiero: “E tu slegalo”. Prodotta da “Le Talee” con la collaborazione della “Rai Documentari”, già andato in onda in TV. È il racconto del protagonista della rivoluzione della cura delle malattie mentali in Italia. Da quel momento il malato non più considerato un soggetto da tenere relegato, chiuso nei manicomi. Una persona, invece, da curare. Una rivoluzione nelle terapie, che prevedevano la non libertà fisica, unita all’elettroshock. Fu proprio Franco Basaglia a imporre l’eliminazione di tutte le terapie precedenti e aprire, spalancare ogni cancello chiuso, abolendo tutti i reparti.
Una nuova teoria e un nuovo modo di trattare i pazienti: Sua l’affermazione:
«Se la malattia mentale è perdita dell’individualità e della libertà nel manicomio il malato non trova altro che il luogo dove sarà definitivamente perduto, reso oggetto della malattia e del ritmo dell’internamento».
Il lungometraggio proiettato in serata, parte dalle sue idee e dalla sua storia. Mostra, inoltre, quello che i suoi allievi continuano a fare ancora oggi in Italia. Nacque una nuova leva di psichiatri, attratti dal carisma di chi si pose in antitesi all’accademia.
Da allora è in atto, con il contributo di tutti, un indispensabile ed esclusivo supporto storico e scientifico. I risultati sono evidenti e sotto gli occhi di tutti. Il filmato è un omaggio a un innovatore nel campo della salute mentale in Italia, un riformatore della disciplina psichiatrica, che ha cambiato per sempre “il modo di intendere le persone affette da malattie mentali, comprendendo quanto fosse importante slegarle e liberarle dai cancelli dei reparti, per permetter loro di ritrovare il proprio posto nel mondo”.
A cento anni dalla nascita di Franco Basaglia, dopo più di quarant’anni dalla promulgazione della legge 180, abbiamo assistito a una trattazione approfondita del suo pensiero. Un racconto dettagliato. “E tu slegalo” è la storia di un rivoluzionario, che considerava il malato, affidato alle cure delle malattie mentali, un soggetto non da relegare nel chiuso dei manicomi, ma una persona da curare in assoluta libertà.
Dai dati riportati dall’Ansa, emerge un quadro della Salute Mentale drammatico. Le cifre sono impietose. La carica profondamente innovativa e rivoluzionaria della legge Basaglia rischia di essere vanificata e in parte lo è stata già. Non è solo lo psichiatra che ha chiuso i manicomi, soprattutto, ha dato alle persone affette dal disagio mentale dignità, diritto di cittadinanza, soggettività, che il manicomio gli aveva tolto.
La ideologia manicomiale si sta espandendo. La troviamo invece nel pregiudizio e nello stigma nei confronti delle persone con disabilità, nel nascente razzismo, spesso nelle RSA, nelle carceri, nei centri di accoglienza per i rimpatri, nei ghetti dei migranti impegnati nel lavoro dei campi. Di fronte a questa profonda crisi è necessaria una forte mobilitazione politica, sociale, sanitaria. Potenziare i CSM, coinvolgere e sensibilizzare il tessuto sociale: Ente locale, cooperative sociali, sindacati, mondo produttivo, associazioni di volontariato e terzo settore. Il fine è creare un patto di solidarietà territoriale. Si può iniziare dalla nostra realtà cittadina.
La Salute Mentale in Italia versa in una situazione di grave crisi ed è diventata la Cenerentola della sanità pubblica. La causa è dovuta a carenze di fondi e/o personale.
L’autonomia differenziata determinerà un ulteriore peggioramento della crisi già in atto. Era previsto che il 5 per 100 dei fondi del servizio sanitario nazionale sarebbe stato destinato alla salute mentale. Al contrario viene destinato in media il 2,5 per 100, pari a 3 miliardi e mezzo, per cui l’Italia è il fanalino di coda in Europa tra i paesi a più alto reddito. Servirebbero almeno 2 miliardi in più per garantire l’adeguamento degli organici. Nei Dipartimenti mancano circa 7.500 operatori. A causa di questa grave carenza solo un terzo di chi soffre di disturbi mentali riceve un trattamento adeguato. Sono 16 milioni circa i cittadini italiani che lamentano un disagio mentale. Una crescita del 6 per 100 rispetto al 2022 con in testa ansia e depressione. Vengono colpiti soprattutto donne e giovani. Aumento dovuto anche al Covid e al conseguente isolamento sociale. Anche alcune condizioni lavorative vengono ritenute fonti di disagio mentale. La nostra legislazione nel campo della Salute Mentale è la più avanzata nel mondo ed è stata riconosciuta tale dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.
È sempre viva l’esigenza di creare e rafforzare le Associazioni in cui sono presenti persone con disagio mentale e le loro famiglie, in modo che possano rivendicare un ruolo attivo nella progettualità della Salute Mentale.









