Il 19 novembre 2024, in Biblioteca Comunale Prospero Rendella di Monopoli, si è svolto un incontro in ricordo del prof. Tommaso Fiore, storico, politico, fervente antifascista, dotto e appassionato meridionalista.

Alla manifestazione, seguita da un numeroso e attento pubblico, sono intervenuti Tommaso Fiore, nipote dello storico, Vito Antonio Leuzzi, Annabella De Robertis e Raffaele Pellegrino della Fondazione IPSAIC, Istituto di studi antifascisti. Ha coordinato i lavori la prof.ssa Flora Villani.
INTERVENTI
PUBBLICO IN SALA
TOMMASO FIORE
Nasce ad Altamura (Ba) il 7 marzo 1884.
I suoi genitori sono Vincenzo Fiore, contadino, poi muratore, e Francesca Battista, filatrice.
Frequenta gli studi liceali nel seminario di Conversano, studia teologia ad Anagni, nel 1903 si iscrive alla Normale di Pisa, dove insegna Giovanni Pascoli, avvicinandosi al socialismo libertario di Labriola e Croce.
Nel 1907 torna ad Altamura, città natale, scrivendo in Rassegna Pugliese; si schiera nella battaglia interventista nella speranza che la guerra liberi il meridione dal sistema politico in crisi di Giolitti; nel 1916 è soldato al fronte; nel 1917 viene catturato dagli Austriaci; nel 1919, al ritorno a casa, si schiera con i reduci in lotta per il riscatto dalle cattive condizioni di vita e contro le cricche dei politici locali. Nelle elezioni politiche del 1919 sostiene la candidatura di Gaetano Salvemini; è sindaco di Altamura dal 1920 al 1922 e poi consigliere provinciale di Bari.
Nel 1923 inizia a collaborare al settimanale Rivoluzione Liberale di Pietro Gobetti con scritti e analisi sui temi del Mezzogiorno e del giolittismo, anticamera del fascismo.
Nel 1924, dopo l’uccisione di Giacomo Matteotti per mano fascista, si avvicina al Partito Socialista, collaborando maggiormente con Gobetti, con la pubblicazione di articoli e delle prime lettere ( riunite nel 1951 da Laterza nel volume Un popolo di formiche, un notevole materiale folclorico, liriche, proverbi, racconti, con cui viene descritta la grave condizione dei contadini del Sud.
Per la sua attività antifascista viene allontanato dall’insegnamento con provvedimento del Prefetto di Bari.
Nel 1926 partecipa alla rivista Quarto Stato, fondata da Carlo Rosselli e Pietro Nenni, con scritti sul processo di unificazione delle forze socialiste e con interventi sui fondamenti teorici del socialismo.
Svolge un’intensa azione di raccordo tra le forze intellettuali meridionali (Dorso, Lucarelli, Carano Donvito), indicando con forza a Gobetti e Rosselli la necessità di una nuova riflessione sul Mezzogiorno.
Negli anni Trenta, costantemente sottoposto a controlli di polizia, ritorna agli studi classici, pubblicando su una rivista che annoverava tra i suoi collaboratori Benedetto Croce e Natalino Sapegno un articolo su Virgilio, poi confluiti nel Volume La Poesia di Virgilio elogiando l’indipendenza dal potere politico.
Nel 1928, trasferito a Bari con la famiglia, insegna dal 1937 latino e greco nel liceo di Molfetta, collabora con la casa editrice Laterza, con articoli sul pensiero pedagogico antiautoritario di B. Russell, traduzioni di testi di Spinoza e Virgilio, pubblicati da Laterza per il 70° compleanno di Croce, e saggi su Tommaso Moro ed Erasmo da Rotterdam.
Per la sua febbrile attività antifascista, su disposizione dell’OVRA, viene arrestato insieme ai tre figli, scarcerato il 28 luglio 1943, lo stesso giorno in cui il figlio diciottenne Graziano Fiore viene ucciso in via Niccolò dell’Arca dalla polizia e dai fascisti nel corso di una manifestazione pacifica per la scarcerazione dei prigionieri politici.
Nel gennaio 1944 a Bari è promotore del primo congresso dei CNL, Comitati di Liberazione Nazionale dell’Italia libera, in cui tiene una relazione che denuncia la collusione della monarchia con il fascismo.
Nello stesso 1944 viene nominato provveditore agli studi di Bari nel 1944, nel cui ruolo si impegna nel processo dì rinnovamento e defascistizzazione della scuola e della società contro il disegno di restaurazione autoritario delle forze monarchico-badogliane.
Nel 1945 diviene uno dei primi teorici del liberalsocialismo con uno scritto sul Partito d’Azione, pubblicato a Putignano, e un forte continuatore della battaglia meridionalistica con una serie di scritti pubblicati a Trani e Manduria e sulla stampa nazionale.
Dal 1946 al 1954 è docente presso la facoltà di Economia e Commercio dell’università di Bari, continuando le sue riflessioni sulla nuova realtà europea, caratterizzata dalla guerra fredda e dalle discussioni sul socialismo reale, sulle nuove condizioni di emarginazione contadina ed operaia in alcune città pugliesi.
Nel 1952 il suo volume Un popolo di formiche si aggiudica il prestigioso Premio Viareggio.
Nel 1958, a sostegno di una coraggiosa iniziativa editoriale dedicata dall’editore Lacaita ai “contadini del Mezzogiorno”, pubblica a Manduria, assieme a G. Pepe, E. Lussu, L. Russo, Nascita di uomini democratici.
Nella seconda metà degli anni Cinquanta i suoi interventi sono pubblicati su riviste nazionali e locali (Il Ponte, La Ragione, Clizia, Belfagor), con articoli su P.P. Pasolini, G. Pascoli, D. Dolci, C. Levi e su temi specifici (il socialismo, il dialogo, la pace).
Nel 1963 pubblica Formiconi di Puglia (Bari 1963), uno spaccato della vita sociale, politica e culturale pugliese nell’arco di tempo 1900-1945 con la storia delle lotte per la democrazia e la libertà e le nobili battaglie dei repubblicani, dei socialisti, dei comunisti, dei liberali.
Le ultime energie intellettuali si concentrano attorno alla direzione della rivista Il Risveglio del Mezzogiorno (bimensile di letteratura e politica, Bari 1970-1972), costituendo un punto di riferimento e di aggregazione tra poeti meridionali.
Nel 1970 è protagonista della Fondazione IPSAIC, Istituto regionale pugliese per la Storia dell’Antifascismo e della Italia Contemporanea ( di cui sono continuatori Vito Antonio Leuzzi, Anna Gervasio, Annabella De Robertis, Raffaele Pellegrino), con il progetto di documentare le lotte contadine ed operale in Puglia nel primo e nel secondo dopoguerra.
Muore a Bari il 4 giugno 1973.
Il 27 gennaio 1988 il martirio di Graziano Fiore, figlio di Tommaso e le vicende seguite alla caduta del fascismo furono rievocate nell’aula I della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari, in occasione della presentazione del volume “Alleati, Monarchia, Partiti nel Regno del Sud, stampa e forze politiche in provincia di Bari tra restaurazione prefettizia e libertà di Vito Antonio Leuzzi e Lucio Cioffi, con prefazione di Michele Cifarelli.
Fanno seguito numerose pubblicazioni a cura della fondazione IPSAIC, organizzatrice dell’incontro a Monopoli del 19 novembre 2024, dedicato a Tommaso Fiore.
Articolo a cura di Stefano Carbonara
Scrittore, storico, editore di Monopoli Tre Rose.





























Innanzitutto ringrazio Vito Antonio Leuzzi sempre premuroso nei miei confronti perché mi tiene aggiornata su tutti gli eventi che riguardano mio padre.
Ho letto quindi l’evento doi Monopoli del 19 novembre che certamente fanno parte di tutti quelli”A lezione di libertà ”
Rindrazio tutti gli oratori e i partecipanti all’evento.
Ho percorso ancora una volta la vita di mio padre attraverso le parole dello scrittore Stefano Carbonara che ringrazio del suo attento lavoro.Melisenda Fiore
La ringrazio.
Prof. Stefano Carbonara
Editore della Rivista Storica Online Monopoli Tre Rose
Sono molto lieta che la mostra su mio padre continui a girare,ma soprattutto sono grata agli organizzatori,questa volta si tratta di Monopoli, perché viviamo tempi bui ed è un dovere da parte nostra incitare i giovani alla libertà .