
La ricerca presentata in queste pagine […] studia analiticamente soprattutto quello che di musicale è stato prodotto nei secoli in funzione di quel fortemente sentito culto mariano che ha caratterizzato più di ogni altro elemento la Storia di Monopoli nelle varie epoche: sono pertanto oggetto di approfondita analisi e studio critico comparativo importanti Manoscritti musicali inediti (a partire dall’Età del Rinascimento), come pure pratiche musicali, situazioni e personaggi ad esse collegati.
Anche in convinta adesione alla teoria di Émile Durkheim secondo cui quello religioso è un fenomeno di tipo eminentemente sociale, ovvero un meccanismo di coesione che unisce gli individui, riuscendo a determinare una coscienza collettiva attraverso simboli, credenze, rituali e pratiche condivise, tutto nell’analisi condotta in queste pagine concorre altresì allo scopo precipuo di delineare l’identità di un gruppo sociale attraverso la sua devozione mariana espressa in termini musicali, i cui elementi costitutivi sono sempre puntualmente contestualizzati anche a livello europeo.
Naturalmente dovendo scrivere quella che ad ogni buon conto s’invera come una “Storia della Musica per la Madonna della Madia”, si è rivelato comprensibilmente imprescindibile il dover partire dalle motivazioni, per così dire, tradizionali che hanno dato l’avvio ad un culto così fortemente sentito e praticato: di qui la necessità, in adesione a quella correttezza metodologica fin qui invocata e connaturata alle specificità professionali di chi scrive, di separare opportunamente l’ambito leggendario da quello storico.
Osservando analiticamente le innumerevoli Fonti di vario tipo su cui si fonda il presente studio è stato anche possibile rivelare insospettabili contatti culturali, delineare pratiche antiche e ormai dimenticate, conoscere piccoli e grandi protagonisti della vita musicale dei vari secoli, dal Cinquecento a tutto il Novecento, che hanno saputo operare con risultati artistici di tutto rilievo indipendentemente dalla collocazione territoriale dei loro incarichi e delle loro attività. Le inedite dinamiche interne al gruppo sociale qui analizzato, inoltre, proprio in virtù della loro sorprendente anticonvenzionalità, sapranno aprire nuovi percorsi di ricerca, confermando in qualche modo il principio weberiano secondo cui «Non possiamo lavorare senza sperare che altri si spingeranno più avanti di noi».
Chi scrive tiene infine marcatamente a sottolineare come il presente volume, opera scrupolosa di un sincero Credente, oltre a rivendicare l’estrema correttezza con cui è stata condotta la ricerca (e la conseguente analisi) in tutti questi anni, rigetti con forza, anche in netta opposizione alle limitanti idee positivistiche di matrice comtiana, l’unilaterale teoria (di derivazione filosofica) dell’inconciliabile rapporto antitetico, da taluni sostenuto, esistente tra la Fede e la razionalità della Storia, dal momento che l’evidente e insostituibile importanza sociale di entrambi i settori ne sancisce una possibile e proficua coesistenza almeno sul versante culturale, peraltro nella personale certezza che neppure la più evidente delle oggettività riuscirà mai a scalfire l’intimo, confortante e comunque inafferrabile rapporto esistente, soprattutto a livello individuale, tra l’umano e il Trascendente.

DOMENICO MORGANTE, nato a Monopoli (BA) il 21 gennaio 1956, è un Musicologo, Organista e Clavicembalista di rilievo internazionale con oltre cinquant’anni di carriera e considerato tra i più importanti del nostro tempo. Laureato e specializzato cum Laude in Musicologia, Organo, Clavicembalo, Scienze della Formazione, ha studiato con L.F. Tagliavini, G. Leonhardt, C. Tilney, M.-C. Alain, S. Vartolo ed è stato tra i primi in Italia ad occuparsi dell’interpretazione della Musica Antica con Strumenti Storici. Ha inoltre studiato Alta Composizione a Pesaro con G. Bellucci. Idoneo all’Ordinariato universitario dal 1991 (Professore di prima fascia in Musicologia e Storia della Musica moderna, L2712), già dalla fine degli anni Settanta ha svolto attività didattica e di ricerca in Conservatorio (Campobasso, Roma) e nell’Università (Bari, Roma), lavorando a vari Progetti musicali europei (a partire dal pionieristico RISM di Kassel). È stato Organista titolare della Cattedrale di Monopoli dal 1971 al 1980, svolgendo per circa un ventennio l’attività di Maestro di Cappella in varie sedi prestigiose. Dalla fondazione (1985) è Direttore dell’Istituto Mediterraneo di Musicologia di Monopoli, dove è altresì Docente emerito di Organo dell’Accademia Organistica “G. Insanguine”. Per i suoi rilevanti meriti didattici in campo organistico gli è stato conferito il prestigioso Premio Abbiati della Critica Musicale Italiana (Fiesole, 2008). Ha eseguito vari importanti recuperi e restauri critici di Musiche rinascimentali e barocche, di Strumenti Storici a Tastiera ed ha al suo attivo più di 140 pubblicazioni in gran parte diffuse in tutto il mondo e tradotte anche in varie Lingue. Tra i massimi studiosi e interpreti della musica di Girolamo Frescobaldi, ha scritto alcune tra le pagine più significative della Musicologia degli ultimi decenni. Attivo anche in campo letterario, è autore del thriller storico Il segreto di Santa Cecilia (Torino, Robin Edizioni, 2016). Relatore in vari Congressi musicologici internazionali, vanta numerose partecipazioni a importanti Festival e Rassegne concertistiche in Italia e all’estero, nella duplice veste di organista e clavicembalista, dove è inoltre regolarmente invitato a svolgere Masterclass e Corsi di perfezionamento.








