Alla caduta del regime comunista, gli albanesi in massa fuggono verso le coste pugliesi, spinti dalla fame e dalla miseria.
Tra il febbraio e il marzo 1991 nel porto di Monopoli si succedono diversi arrivi di profughi: tanti giovani, famiglie intere, bimbi tra le braccia.
5 marzo, ore 13,25, rimorchiatore Erzeni con 837 proveniente dal porto di Valona.

6 marzo, ore 14.30, motopeschereccio 23 Novembre, partito da S. Giovanni nel nord Albania con 475 profughi, di cui 210 sbarcati a Monopoli. Insieme in accoppiata arriva il rimorchiatore Debatik con 84.
Dal porto transitano, senza approdo dei naufraghi, il 20 febbraio il peschereccio Tofik con 8 profughi, il 27 febbraio la motobarca Tarini con 17, il 5 marzo la motonave Linasit con 16, il 6 marzo la motonave Kavaia con 80.
L’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Franco Paciello, prima che arrivi il placet da Roma, dispone prontamente lo sbarco.
I profughi vengono presi in cura dai volontari e dalle forze dell’ordine e dislocati nei vari alberghi cittadini, tra cui quello di Cala Corvino.
I cittadini manifestano solidarietà ed accoglienza.
Al centro di raccolta di Palazzo S. Martino e presso la sede del Municipio arrivano aiuti di vario genere, vestiario, scarpe, alimenti. I giovani volontari, cattolici e non, fraternizzano con gli albanesi.

Ad una bimba, nata in condizioni disperate sulla nave Erzeni, viene dato il nome di Italia, simbolo dello storico esodo dei suoi connazionali.
Molti dei profughi vengono alloggiati per molto tempo in alberghi a spese del Comune. Viene costruita la Tendopoli Pagano in Via Procaccia, dove numerosi trovano accoglienza. Altri vengono inviati nei centri del nord d’Italia.
Per molti mesi, attraverso l’organizzazione delle Parrocchie, molte famiglie ospitano presso le loro case i profughi, assicurando loro assistenza e alimenti. Ci sono tanti casi di fraternità e amicizia.

Tramite la Parrocchia Regina Pacis ospitai in casa il giovane Ardian Zazo di Valona, lo aiutai a iscriversi all’Università degli Studi di Bologna, dove conseguirà la laurea in Fisica Nucleare e attualmente svolge l’attività di docente.
Non mancano negli anni anche segni di insofferenza verso alcuni profughi, sia perché si ritiene che tolgano lavoro ai concittadini, sia perché alcuni sono dediti ad attività di delinquenza, traffico di droga e prostituzione.
L’Associazione Meridiani e Paralleli, organizzata dall’assessore ai Servizi Sociali Sigismondo Lapenna, si prodiga per diversi anni negli aiuti e nei rapporti con l’Albania.

Il 17 marzo 1996 la Repubblica d’Albania invia degli attestati di riconoscimento a vari cittadini e famiglie monopolitane che si erano presi cura dei suoi connazionali nel corso degli anni, a partire dal loro sbarco nel marzo 1991.
Nel 2019, dei 1.119 stranieri residenti a Monopoli, 496 sono di origine albanese.
Molti dei profughi arrivati sono rientrati in patria per le migliorate condizioni del loro paese. Alcuni residenti a Monopoli si dedicano in attività artigianali, molti sono specializzati nel mestiere di costruzione dei muri a secco e dei trulli.

Alcuni, come Luan Lika, giunto con il motopeschereccio “23 novembre”, conosciuto in questi giorni, è un affermato imprenditore nel settore Trasporti.
Nel 30° anno della ricorrenza, Edi Rama, presidente dell’Albania, è stato in Puglia, accolto dal presidente della Regione Michele Emiliano e dai sindaci di Bari Antonio Decaro e di Brindisi Riccardo Rossi.
Peccato non sia stato organizzato un passaggio anche da Monopoli!
Nel segno dell’antica solidarietà manifestata dai monopolitani sarebbe opportuno conservare e rafforzare l’amicizia con lo Stato dell’Albania, in vista anche di buone opportunità di investimento da parte delle nostre aziende, molte già presenti.
Stefano Carbonara
Storico e Scrittore
Editore www.monopolitrerose.it
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Salve, sono uno dei rragazzi che sono arrivati a monopoli con il rimorchiatore da valona in data 4 o 5 marzo 1991 e ci hano raccolto a hotel cala corvino e poi nel tendopoli …ho dei ricordi molto belli e ricordo una famiglia molto buona e rispettato da me e che gli volevo bene e anche loro a me però purtroppo allora non capivo la lingua italiana… la famiglia era di monopoli se non mi sbaglio era barbina Giuseppe o forse barabino Giuseppe… ho tanta voglia di sentirli…mo non ho più informazioni su loro comunque li ringrazio tantissimo e li auguro tutto il bene
Grazie, Stefano, quanti ricordi!
Ricordo la nostra mobilitazione quando arrivarono e quante volte tornarono in Albania a portare aiuti.
Qualcuno disse che erano andati a fare affari…chi lo diceva, molto probabilmente, l’avrebbe fatto!
Io ci sono stata sono una volta e l’impatto fu terribile…mancava tutto!
In occasione di un nostro anniversario di nozze chiesi ad Andrea di ritornare a Sauk e portare in regalo una mucca ad un signore che avevamo ospitato a Monopoli ,insieme ad altri, in un nostro appartamento. Un giovane musicista fu nostro ospite per mesi perché frequentava il Conservatorio di Monopoli.
Con Sherif andarono al mercato albanese degli animali e comprarono una mucca ed un vitellino! In mio onore chiamarono la mucca Bruna. Ho ancora la foto !😅
I nostri affari…
Io sono uno dei quelli arrivati a quell giorni mi e rimasto in mente tutto ciò che e successo ,tante volte lo penso e dico,ma veramente e tutto quella storia?