
La lettera di Nuccio Contento, come già in altre occasioni, mi chiama direttamente in causa quale segretario del PD, spesso mi sono sentito ripetere che spettava a me aprire un dibattito o meglio una “fase congressuale” aperta a tutta la sinistra per unificarla e darle una prospettiva in vista delle prossime amministrative.
Non che io rifiuti questo invito o non lo abbia preso in considerazione, ma spesso è sembrato che fosse piuttosto un modo per imputare ad altri, e perché no al PD, un immobilismo sospetto.
Come se questa non fosse una responsabilità collettiva e tale onere non incombesse quanto e forse più, su chi vanta primati elettorali o su chi ha avuto l’onore di rappresentare la coalizione che vorremmo tutti rilanciare e valorizzare.
Credo quindi sia giunto il momento di far emergere questo dibattito e svilupparlo con franchezza, partendo da una premessa.
Il PD, che oggi a Monopoli ha tra le sue fila in consiglio comunale Felice Indiveri, Cecilia Matera e Claudio Licci, è un partito nato dalla volontà di tre componenti: quella socialista, laica e cattolica popolare, che dopo essersi lungamente combattute, hanno deciso di condividere la scommessa del dialogo e del lungo lavoro necessario per costruire una casa comune.
L’affermazione di questa volontà non è stata indolore né facile, molti non vi hanno mai creduto, altri l’hanno apertamente osteggiata, sia a livello nazionale che cittadino, e di conseguenza il PD, che ne era il prodotto, è stato visto con sospetto e diffidenza e spesso combattuto, e in maniera subdola, anche in tempi recenti e da chi aveva il dovere di non farlo.
Proprio per questa sua origine invece il PD è un partito con le radici saldamente piantate nel centro-sinistra e né noi né altri potranno mai strapparle da lì, a oltre dieci anni dalla sua nascita e nonostante una storia travagliata questo è un dato incontrovertibile, con cui anche alla nostra sinistra molti devono rassegnarsi a fare i conti, se non altro perché le vite di tanti di noi iscritti e dirigenti sono testimonianza di una coerenza e di una passione che nessuno può disconoscerci.
Noi però rivendichiamo la libertà, che è anche una opportunità ,di fare politica credendo che essa sia dialogo con tutti a trecentosessanta gradi, che i nostri avversari siano solo persone con idee diverse e non il male assoluto, almeno fino a prova contraria, che si possa e si debba costruire sentieri di unità tanto più in tempi difficili come quelli che viviamo, che nella nostra città il sentiero per tornare al governo passa inevitabilmente dal dialogo anche con chi si colloca fuori dal centrosinistra. Altrimenti non capiremmo le ambizioni di chi ripete invano di voler allargare il nostro fronte politico.
Io penso anche che il PD abbia il diritto di lottare e lavorare per espandere il suo perimetro, così come tentano o hanno tentato di fare coloro che ci criticano e con metodi discutibili, senza che ciò sia bollato come “campagna acquisti” e mi chiedo anche perché se noi dialoghiamo con qualche nostro avversario o se tentiamo convergenze su singoli provvedimenti amministrativi siamo i soliti con il piede in due scarpe, mentre se altri alle elezioni regionali, piuttosto che nel PD, confluiscono in un progetto che ha radici ed esperienze che spesso sono state antitetiche, siano invece fulgidi esempi di ortodossia e coerenza.
Caro Nuccio permettimi una digressione in amicizia: sono colpito e amareggiato dalla definizione “campagna acquisti” che viene usata non per la prima volta, essa sottintende una transazione con utilità da te non precisate e un conseguente giudizio morale da parte tua che meriterebbe ben altre riflessioni prima di essere pronunciato.
Il PD non ha acquistato e nessuno si è fatto acquistare semmai ha convinto con la sua linea e la sua apertura cosa che forse da altre parti non si è risusciti a fare, del resto mi meraviglia che si possa dare simili giudizi del comportamento di persone che tu conosci da molto più di me.
Quale segretario del PD voglio però raccogliere la sfida programmatica e lanciare alcuni argomenti da cui partire per costruire, insieme a tutti coloro che ci stanno, una proposta di governo della città:
Una nuova attenzione al territorio che parta dal mettere intorno a uno stesso tavolo l’amministrazione, i cittadini e le forze imprenditoriali e che miri ad un uso razionale e compatibile delle risorse ambientali per costruire sviluppo e opportunità di lavoro.
Che spinga le aziende a intraprendere un percorso di responsabilità sociale smettendo pratiche lobbistiche se non di aperta interferenza elettorale con il solo scopo di assicurarsi amministratori compiacenti.
Occorre mettere al centro della programmazione pubblica di medio e lungo raggio progetti che recuperino le acque reflue e meteoriche, che sappiano gestire le risorse di falda e che si pongano il problema di un rischio desertificazione che non è lontano ma dietro l’angolo di pochi anni.
Serve mettere in campo una programmazione della mobilità urbana che:
- Riduca il traffico veicolare privato nel centro murattiano.
- Pensi alla possibilità di organizzare una piattaforma logistica di smistamento.
- Incentivi la mobilità dolce: pubblica, pedonale e ciclistica.
Noi pensiamo che il prossimo Piano Urbanistico debba essere orientato sul contenimento di nuovi volumi per puntare al riuso, alla riqualificazione e alla trasformazione dell’esistente, che debba puntare sulla realizzazione di servizi carenti.
Pensiamo che i parcheggi in città debbano essere a gestione diretta del Comune o di una società pubblica con fini sociali e che sia un errore dare a una società privata oltre la metà del denaro che essi rendono.
Pensiamo anche che queste non siano verità assolute ma spunti di discussione intorno alla quale costruire dal basso una coalizione aperta e senza candidature precostituite.
Su questo sentiero politico e programmatico attendiamo risposte e condivisioni.
Paolo Comes
Segretario PD Monopoli










