L’altro giorno, con notevole ritardo, ho ritrovato un vecchio numero de L’Eco di San Gabriele, mensile di attualità e di informazione, edito dai padri passionisti italiani dell’area centro adriatica.
Fondato nel 1913, è portavoce del messaggio del santo e continua tuttora a ritagliarsi uno spazio tra le più prestigiose testate dell’editoria cattolica. Struttura agile.
Grafica piacevole. Un giornale dai toni pacati. Con la varietà delle sue rubriche continua a catturare l’interesse di molte famiglie italiane. Crea simpatia e migliaia sono i lettori sparsi in tutto il mondo.
Su quel giornale, ormai ingiallito, a firma di Gino Consorti, troneggia una intervista a Giancarlo Giannini, famoso attore e regista.
Doppiatore e sceneggiatore. Docente di recitazione. Protagonista indimenticabile, con Monica Vitti e con Marcello Mastroianni, del film “Divorzio all’italiana” (1961), diretto da Pietro Germi.
La pellicola, presentata al Festival di Cannes nel 1962, vinse il premio: “Miglior Commedia”.
Qualche anno fa, nel 2018, fu primattore impegnato nella fiction televisiva “Romanzo familiare”, che imperversava sulla Rai, dove interpretava un potente uomo d’affari, influente e burbero, ma nello stesso tempo nonno affettuoso e sorridente.
Autore di un libro autobiografico: “Sono ancora un bambino (ma nessuno può sgridarmi)” Ed. Longanesi, 2014. Nato a La Spezia nel 1942. «Un racconto di me stesso … con me stesso» – afferma – e narra dell’assenza di suo padre trasferito a Napoli per lavoro.
A otto anni affidato ai nonni e alle zie, che avranno un ruolo fondamentale nella sua infanzia. Trascorre molte ore con il nonno e la nonna gli trasmette la passione per il cibo. Si definisce “ancora un bambino”, ma è un perfezionista.
Ama prepararsi e studiare. Aperto all’innovazione. Un uomo a cui piace la recitazione, che è finzione, ma soprattutto è gioco.
«Che rapporto hai con la fede?», gli ha chiesto il giornalista. E lui: «Con Dio non fingo … La fede ce l’ho dentro, è una cosa che non si può spiegare, però mi da una forza incredibile. È qualcosa che ti colloca su un piedistallo, per cui ti va bene tutto. Nessuna avversità riesce a cambiarti». «Dopo la morte di mio figlio Lorenzo, se non avessi avuto la fede, non avrei potuto consolare gli altri».
Un Giancarlo Giannini in armoniosa sintonia con la predicazione domenicale di Papa Francesco?







