MASSERIE
Il termine “Masseria” risale al latino massa, da mansus, passato del verbo maneo (dimorare).
Si ipotizza anche un’origine longobarda attraverso la fusione dei termini celtici maes (campagna) ed er (casa), intesi come casa di campagna, nella quale i contadini hanno potuto dedicarsi all’agricoltura e all’allevamento del bestiame.
Le masserie sono provviste di ambienti ad uso abitativo (generalmente il piano terra per i contadini, il primo piano per il proprietario), altri per usi vari (cisterne, forni, granai, fienili, cantine) e per la lavorazione del prodotto (trappeti, palmenti, caseifici).
Peculiari sono le aie, grandi spiazzi pavimentati in pietra, dove, in alcuni casi, si batte ancora il grano e si essiccano i legumi e la cinta muraria con funzioni protettive. In molti casi presentano una chiesetta.
Si distinguono in masserie con torre, senza torre, masserie a castello, quelle a commersa, ricoperte da pietre secondo la tecnica dei trulli.
Attualmente molte masserie sono state convertite in strutture agrituristiche nel rispetto della tipologia costruttiva originaria.
STORIA
Nel periodo degli Svevi e degli Angioni (tra il 1194 e il 1442) sorgono le Masserie Regie.
Si tratta di aziende agricole demaniali di proprietà dei feudatari, in cui si praticano prevalentemente l’allevamento del bestiame e la cerealicoltura per rifornire di grano la capitale del regno.
La masseria era divisa in tre spazi: domus dove viveva il padrone, curtis destinata agli animali, casalinum per le varie attività agricole, gli alloggi per i contadini e i vari depositi e magazzini.
Nella zona di Monopoli sono ubicate nella parte collinare, dove sono più presenti pascoli, macchie boschive e seminativi-
Nei due brevi periodi del dominio dei Veneziani (1495- 1529) si realizzano Masserie adatte all’allevamento dei cavalli, come la Cavallerizza nella zona del Canale di Pirro.
Durante il dominio degli Spagnoli (1552-1639), per difendersi dagli attacchi dei Turchi e dei Bizantini, viene realizzato il sistema difensivo dell’intero territorio, compresa Monopoli.
In prossimità degli antichi trappeti rupestri sorgono numerose Masserie Fortificate.
Il nucleo centrale della Masseria Fortificata è in genere un edificio a torre quadrata, articolato su due tre piani.
Il piano superiore è adibito ad abitazione del padrone, comunica con il piano terra tramite una botola provvista di una scala di legno a pioli che può essere ritirata in caso di assalti. Una scala esterna in pietra dà accesso al primo piano per mezzo di un ponte levatoio.
In asse con la porta d’ingresso e le finestre sono collocate le caditoie e le feritoie, da cui far cadere sugli assalitori gli oli bollenti.
A volte è presente un campanile a vela. Dal terrazzo si assicura la comunicazione con le torri costiere e con le masserie vicine, utilizzando fumate di giorno e fuochi di notte e in generale il suono della campana.
Le masserie, in relazione al tipo (olivicola, cerealicola, vitivinicola), sono dotate di forno, stalle, pozzi, abitazioni per il massaro e i bracciali, depositi, lamioni, casolari, frantoi.
In genere è presente una chiesetta, quale luogo di aggregazione e di educazione religiosa per l’intera comunità. Intorno al complesso è presente la cinta muraria, primo baluardo difensivo, in cui a volte si aprono imponenti portali di accesso.
Le terrazze sono piane e sono dotate di strutture adatte alla raccolta delle acque affluenti a pozzi, fogge e cisterne.
La maggior parte delle masserie sono collegate con tratturi alla via Traiana.
Dal 1580 al 1650, per le esose gabelle pagate agli Spagnoli e per la diffusione della peste, si riduce fortemente la produttività delle masserie, che vanno in crisi e molte di esse vengono abbandonate.
Nel corso di questi anni, con la ripresa produttiva, anche le Masserie Tradizionali, in mano ai più facoltosi proprietari, subiscono modifiche strutturali e architettoniche, alcune di carattere monumentale.
Nel Decennio Francese (1796-1805) si avviano le cosiddette Masserie Ottocentesche.
Si tratta di strutture a due piani: al primo l’abitazione del proprietario, al piano terra stalle, magazzini, ovili, frantoi e cortili.
Rispetto alle masserie fortificate le strutture di difesa si limitano alle mura di cinta e i nemici non sono più i turchi, ma i briganti che operano sul territorio.
A realizzarle sono i grandi proprietari ma anche i nuovi massari che avevano acquistato dai Comuni le terre espropriate alla Chiesa.
Le masserie olivicole, localizzate in pianura, si dotano di nuovi frantoi con i moderni sistemi di lavorazione ed estrazione dell’olio.
Le masserie cerealicole e zootecniche, poste in prevalenza sulle colline, sono dotate di ambienti per la conservazione dei cereali, legumi, paglie, foraggi e di stalle, ovili e porcili.
GALLERIA
GALLERIA IN SEQUENZA
NOTA
INVITO AD INVIARE ALTRE IMMAGINI DI MASSERIE PER AGGIORNAMENTO.





























































































Salve, vorrei proporre alcune correzioni riguardanti le immagini commentate raffiguranti Masserie dell’agro Monopolitano, dovuti probabilmente ad errori in fase di battitura.