Vale per tutti gli uomini.
Per gli artigiani, per gli insegnanti, per gli operai, per i giovani e per gli anziani. Dobbiamo investire su di noi. Tutti abbiamo qualcosa da imparare. Tutti abbiamo qualcosa da insegnare. Riguarda le persone. Come viviamo, come produciamo e come consumiamo.
Abbiamo tanta paura, perché in breve tempo sta cambiando tutto. La rivoluzione non è iniziata da poco, oggi continua e all’orizzonte non c’è nessun punto di arrivo. Il futuro non si ferma solo perché non ci piace.
Comunemente si dice: “Non si ferma il vento con le mani”.
Anche se qualche volta abbiamo avuto la tentazione di farlo.
Intorno al 1865 nel Regno Unito arrivarono le macchine. Molti erano spaventati.
Erano comprensibilmente terrorizzati soprattutto quelli che lavoravano con i cavalli e con le carrozze. Perdere il proprio lavoro non è lusinghiero.
Fu approvato il Red Flag Act. Una legge che consentiva alle prime e rarissime auto di circolare per le strade, purché precedute da un signore con una bandiera rossa in mano, che avvisava del pericolo imminente. L’andatura, in poche parole, era permessa solo a passo d’uomo.
Quella legge non ha impedito ai maniscalchi di perdere il posto. E quella dell’auto è diventata una industria con molti posti di lavoro in più.
Dopo 150 anni la storia non cambia. C’è sempre nell’aria un Red Flag Act che potrebbe salvare qualche posto di lavoro. Ma è una illusione. Allora, che fare per non perdere il futuro? Investire su di noi, sul nostro capitale umano. Con la cultura lo stiamo facendo.
John Fitzgerald Kennedy, nel 1962, quando annunciò in più occasioni che avrebbe mandato il primo uomo sulla luna, disse: «Non ci andiamo perché è facile, ci andiamo perché è importante. Lì c’è il nostro futuro: non c’è posto migliore dove andare. Lo costruiremo noi.
Appartiene ai nostri sogni».
Antonio Losito
Direttore Monopoli Tre Rose







