Immobile appartenuto a Grazia Zaccaria
La Villa Grazia è un immobile di notevole valore storico, architettonico e paesaggistico posto a nord del Centro Murattiano della città, tra via Veneto e viale Rimembranza.

La sua costruzione risale alla fine dell’Ottocento.
Apparteneva alla signora Grazia Zaccaria, da cui il nome, consorte dell’avvocato Domenico Carullo, a cui il Consiglio Comunale, durante il mandato del sindaco di Paolo Vadalà, nel 1915, aveva conferito la cittadinanza onoraria per alti meriti, per essersi prodigato generosamente negli aiuti alla popolazione colpita gravemente dalle conseguenze e dai bombardamenti della prima guerra mondiale.
Nel ’43 sede del Controspionaggio degli Alleati
Dall’8 settembre 1943, alla fine della seconda guerra mondiale nel Sud d’Italia, con l’arrivo in città degli Alleati, con truppe inglesi e americane dislocate in vari edifici pubblici e privati, era stata sede dei Servizi di Controspionaggio dell’area meridionale, da cui si dirigevano le strategie militari.
Nel Secondo Novecento, dopo lo sgombero delle truppe alleate, tornava nel possesso di Zaccaria Grazia, nel 1947 di Carullo Olga, nel 1972 di Zaccaria Francesco e Pasqualina, nel 1995 di Zaccaria Domenico, Lino, Mario, Paola e Pasqualina. Nel 1996 era acquistata dalla società Porto Giardino, nel 2002 dalla società So Gei, nel 2008 da Fiume Vincenzo, Andrea, Loredana e Morga Giuseppina, che vi stabiliscono la residenza.

L’immobile presenta caratteristiche architettoniche con strutture di pregio nello stile dell’epoca di costruzione, è circondato da una vasta area a giardino e verde con la presenza di esemplari di alberi ad alto fusto e di specie arboree ornamentali importanti, è completamente recintata da una muratura in rosso pompeiano di rilevante interesse.
Perché non inserirlo tra i Beni Vincolati del Piano Regolatore ?
Nonostante questi caratteri storici, architettonici e paesaggistici, l’immobile non risulta inserito nei Beni Vincolati dal Piano Urbanistico Generale, in vigore. Perché?
Questa villa ha una storia molto importante per Monopoli e per l’Italia, che non deve perdersi nelle maglie della effimera contemporaneità. Anzi, deve essere raccontata alle nuove generazioni, perché così possono comprendere meglio il proprio territorio, apprezzarlo e difenderlo.
Visto il suo valore storico, perché non proporre Villa Grazia anche al FAI? Perché non proporre al proprietario di aprire le porte per una visita “culturale” (ovviamente nel rispetto della sua privacy e delle norme sanitarie)? In molti sarebbero interessati a vedere le stanze in cui si è vissuta la storia.
Le scolaresche potrebbero sicuramente apprezzare questo “monumento”, perché la storia si impara e si apprezza vivendola, visitando i luoghi, toccarli con mano, per capire come si è evoluto il mondo.
Chi vive o possiede le dimore storiche diventa parte integrante del luogo, il suo passaggio lascia un segno indelebile nel luogo, che verrà ricordato ai posteri. La storia è di tutti e per tutti, è un insegnamento che non si deve dimenticare o cancellare, va tramandato agli altri e arricchito dagli altri, è un “do ut des”.
Monopoli è amata e apprezzata per la sua storia, non è soltanto per il mare. Il turismo oggi è fatto anche e soprattutto di cultura, di scorci naturali e architettonici unici, storie e aneddoti tra le stanze di strutture antiche.
Sono quegli elementi che colpiscono e lasciano il segno, sia nella mente del turista e sia nei residenti che, come in questo caso, non sanno che vicino alla propria abitazione c’è passata la nostra storia.
La necessità di tutelare i caratteri dell’immobile
Tuttora, però, sono in corso dei lavori edilizi.
Spesso la storia non va d’accordo con le ristrutturazioni, soprattutto se i proprietari non sono a conoscenza della storia dei luoghi o non sono in grado di apprezzarla. Perdere la sua storia, è perdere la sua identità.
Una ristrutturazione, un ampliamento o una modifica edilizia fatte male o senza cognizione di causa, sarebbero una grave perdita per tutta la comunità.
Sarebbe sicuramente opportuno non comprometterne i caratteri monumentali e storici, conservando i valori propri di un immobile di cui i cittadini e gli amministratori dovrebbero avere a cuore.
Anche Villa Grazia ha la sua identità che è parte integrante dell’identità di Monopoli, che va raccontata, perché l’identità di un luogo è la sua anima.







È stato opportuno che ne abbia parlato…, anche perche’ a monopoli ci si convin ca che storici zare e’ cultura e fondamento per il fare…
Tutto condivisibile! Soprattutto per quanto attiene l’opportunità di conoscere e far conoscere la storia del nostro territorio e la sua salvaguardia